Le 20 sigle più belle delle serie tv

Chi ama seguire i telefilm si affeziona, prima o dopo, alla sigla di questi, cantandola o emozionandosi quando per caso gli capita di sentirla, anche a distanza di anni. Ma ci sono quei pezzi che in effetti non possiamo che amare perdutamente, o perché semplicemente stupendi, o perché incredibilmente collegati alla trama delle storie che abbiamo tanto amato. Ecco, quindi, in ordine sparso e strettamente personale, le 20 sigle più belle delle serie tv:

1. Game of Thrones

Non si può non cominciare con una delle sigle più recenti e, credo, più amate di tutti i tempi. Di una durata incredibilmente lunga, non si può proprio mandare avanti, perché fa parte della preparazione alla puntata e, ammettiamolo, per affrontare ogni ora di Game of Thrones c’è bisogno di quanto più allenamento possibile. Prodotta e creata dalla ELASTIC, la stessa società che ha lavorato alle sigle di Carnivale e Rome, dal compositore Ramin Djawadi (Iron Man, Blade: Trinity, Pacific Rim…), il video ufficiale su Youtube conta, a oggi, 12.366.399 visualizzazioni. Inoltre, accompagnata dalla musica molto apprezzata, c’è la particolarità di aver aggiunto un’ elaborazione in CGI della mappa del mondo dei Sette Regni, nella quale le città e i castelli vengono costruiti dal suolo attraverso degli ingranaggi, cambiando ad ogni serie e spesso ad ogni episodio, per rendere più evidente quali saranno i regni e le locations che appariranno man mano, così come gli attori, che sono affiancati dal simbolo della casata alla quale i loro personaggi appartengono.

2. X-Files

Una sigla incredibilmente nota, che ha terrorizzato migliaia di bambini e adolescenti. Nel mio caso, mio fratello più grande aumentava anche il volume, perché io potessi sentirla e quindi non dormire la notte. Considerato il tema che trattava, quindi, questa capacità di incutere timore conferiva alla musica una potenza ancora più coerente, tanto da vincere un Emmy nel 1994 . Creata dal compositore statunitense Mark Snow, è rimasta sempre la stessa dalla prima stagione fino alla settima, ad esclusione di qualche episodio, come ad esempio il pilota, che non aveva sigla. Sembra che Chris Carter (l’ideatore della serie) avesse inviato al compositore tantissimi cd ed una lunga serie di richieste e Snow, che lavorava nello studio privato di casa sua, fosse davvero disperato su come realizzarle tutte, quindi si appoggiò, sconsolato, con il gomito sulla tastiera, facendo partire un riproduttore di eco, che ripeté quel suono, divenuto poi l’accompagnamento alla melodia principale.

3. Friends 

Come potevano mancare i migliori amici della tv? Una delle serie più amate di sempre, che ha realizzato ascolti  e catturato cuori in misura davvero incredibile. La sigla, indimenticabile, è talmente apprezzata che è stata utilizzata per quasi tutte le serie tv successive, creandone spassose parodie. I’ll Be There for You è stata scritta dai produttori televisivi David Crane e Marta Kauffman, e da Michael Skloff, Allee Willis, Phil Sōlem e Danny Wilde, suonata poi dai Rembrandts; grazie al successo della sitcom nel 1995 restò in cima alle classifiche per diverse settimane. Rimasta la stessa per tutte e dieci le stagioni, faceva sorridere vedere gli attori così giovani, ballare e divertirsi dentro la famosa fontana. In assoluto una delle mie preferite.

4. Beverly Hills 90210

Il capostipite di moltissime serie che adesso proliferano in tv, Beverly Hills 90210 era una telefilm amatissimo dalla mia generazione, che è andato in onda tra il 1990 ed il 2000, creato dai produttori Aaron Spelling e Darren Star. Raccontava, per la prima volta, di problemi da adolescenti, toccando anche temi come la droga, la sessualità, l’AIDS e tanti altri temi che prima erano visti come tabù. Bastano tre secondi di sigla, creata da John Davis ed uscita nel 1994, per chi seguiva la serie, per far riemergere la voglia degli anni ’90.

5. Baywatch

La sigla di Baywatch è cambiata sette volte dal punto di vista musicale ed è stata sempre soggetta a nuove scritte, immagini e effetti speciali, ma quella che noi ricordiamo con affetto è la famosa I’m Always Here di Jim Jamison, celebre cantante dei Survivor e autore di Buring Heart e Eye of the Tiger della saga cinematografica di Rocky. Il cantante e compositore, purtroppo, è scomparso l’anno scorso, all’età di 63 anni, a causa di un attacco di cuore che l’ha colto mentre era nella sua casa di Memphis. Noi, comunque, lo porteremo sempre nell’animo, oltre che per il suo talento, per aver anche fatto da colonna sonora alle corse a rallentatore di David Hasselhoff e Pamela Anderson.

6. Buffy

Come dimenticare la prima serie di Joss Whedon, tanto amata e ricordata nei racconti melanconici dei fan di tutti il mondo? Buffy è la capostipite di quel filone fanta-horror che oggi tanto popola il palinsesto televisivo e la sua fantastica sigla è un elemento importantissimo, che cattura l’attenzione anche delle nuove generazioni. Scritta da Nerf Herder, la musica comincia con un ululato, accompagnato da un organo, mentre sullo schermo appare l’immagine di una luna tremolante in un cielo notturno con il titolo della serie, scritto in caratteri che ricordano i vecchi film dell’orrore (in particolare quelli della Hammer House of Horror (Dracula, Frankenstein, La Mummia). All’atmosfera antica si sostituisce subito un ritmo più movimentato, passando dall’organo alla chitarra elettrica, entrando nel pieno degli anni ’90. E questa alternanza di stili è perfetta per esprimere il cambio di visuale che la serie propone: la protagonista è bella, bionda e minuta, ma in questo caso non finirà per essere la prima vittima della creatura horror, ma bensì la carnefice di questo.

7. True Blood

Il brano è Bad Things di Jace Everett, sensuale e perfettamente in linea, con picchi quasi “disturbanti” con i video della sigla, creata dalla Digital Kitchen (Six Feet Under e Dexter). Composta principalmente da immagini che rappresentano il profondo Sud degli Stati Uniti d’America, realizzate da un reale viaggio di quattro giorni in Louisiana, il tema centrale è quello del fanatismo religioso e dell’energia sessuale, come elementi della corruzione umana. Del resto, True Blood utilizza i vampiri solo come espediente per parlare di una realtà ancorata a valori vecchi, retrogradi, che è poi quella che viviamo tutti i giorni. Se pensate allo slogan presente nella serie – “God Hates Fangs” – , troverete un gioco di parole tra “fangs”, le zanne dei vampiri, e lo slogan omofobo dei conservatori americani, “God Hates Fags”, Dio odia gli omosessuali. La sigla ha ottenuto una candidatura agli Emmy Awards nella categoria Outstanding Main Title Design e nel 2010 si è classificata alla posizione numero cinque tra le dieci sigle televisive più votate dai lettori di TV Guide.

8. Dexter

La canzone è di Rolfe Kent, montata proprio dalla appena nominata Digital Kitchen. Motivetto dai toni tranquilli, inserito nella sigla crea una sensazione di incredibile soggezione e riesce a portare allo spettatore immediati brividi sulla schiena. Ma cosa vediamo, realmente? Atti apparentemente innocui, come il radersi (con un’attenzione non casuale alla goccia di sangue che cade sul lavandino bianco), il lavarsi i denti e il mangiare. Ma proprio questi gesti appaiono come sbagliati, inquietanti: il consumare la carne con un rituale quasi cannibalesco, esasperando tutte le fasi della preparazione, con primi piani, rumori di masticazione amplificati e stridori di posate sulla ceramica dei piatti…  Le uova, il caffè e come non focalizzarsi sulla spremuta di arancia? Tagliata a metà rapidamente, il coltello affonda, con relativi schizzi, dividendo il frutto a metà e schiacciandolo poi sullo spremiagrumi. Insomma, collegando la normalità alla figura del serial-killer si riesce ad ottenere una sigla perfetta, evocativa e inquietante. Una delle più belle in assoluto, a mio avviso.

9. Desperate Housewives

Sigla, ideata dal creatore della serie Marc Cherry con le musiche composte da Danny Elfman, che ha ricevuto molti apprezzamenti e che ha anche vinto un Emmy ed un Broadcast Music Incorporated Award. L’obiettivo della sequenza d’apertura era proprio quello di comunicare immediatamente allo spettatore lo spirito eccentrico dello show e giocare con il ruolo tradizionale della donna nella società, grazie ad un collage di famosi quadri e immagini che fanno riferimento proprio a questa posizione femminile nella storia e alla relazione con il sesso maschile (da Adamo ed Eva, di Lucas Cranach il Vecchio a Campbell’s Soup Cans, di Andy Warhol). Nel finale si inquadra l’albero con le mele del peccato e le quattro casalinghe protagoniste, che raccolgono il frutto della perdizione, per iniziare il loro riscatto come entità sociale.

10. Willy il principe di Bel Air

“Ehi, questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sotto sopra sia finita. Seduto su due piedi qui con te ti parlerò di Willy, super fico di Bel Air!” Dai, chi è che non la conosce e non l’ha cantata almeno una volta? Will Smith abbiamo imparato ad amarlo tutti nei panni di questo ragazzo della Philadelphia, che viene spedito dalla madre dai suoi ricchi parenti di Bel Air, per ridimensionare i propri valori e costruirsi un buon futuro, ovviamente con abiti di almeno otto taglie superiori alla sua e il cappello sempre in testa!  La sigla è stata scritta ed eseguita da Smith, come The Fresh Prince, mentre la musica è stata composta da Quincy Jones. In Italia, invece, la “maxi storia” è cantata da Edoardo Nevola.

11. Dawson’s Creek

Qualcuno potrà non aver seguito il telefilm, o non averlo amato, ma non si può proprio negare che la sua sigla non abbia avuto una fama e un successo incredibili, rimanendo nelle menti di chiunque avesse una televisione negli anni delle sei stagioni di Dawson’s Creek. Io, comunque, le ho viste tutte e, tra alti e bassi, le ho anche apprezzate, per quanto di certo esasperate, ma del resto ogni teen-drama che si rispetti tende ad enfatizzare. I Don’t Want to Wait (che per molti era “Anu uona uei”) è una canzone scritta e cantata da Paula Cole, secondo singolo dell’album This Fire, che, grazie alla serie, è diventata molto famosa. Pensate, però, che l’autrice non ne ha mai visto nemmeno una puntata, sebbene abbia rivelato che il ricavato del pezzo abbia contribuito a pagare delle cure per una malattia grave di cui soffriva la figlia, perciò la Cole conserva un ricordo molto prezioso della canzone, anche se non l’ha comunque mai convinta a seguire le avventure di Capeside.

12. Scrubs

La traccia audio della sigla di Scrubs è Superman dei Lazlo Bane, dove il testo vuole proprio mettere in evidenza come nessuno di quei dottori, per quanto si applichi, per quanto vorrebbe potrà mai essere davvero un Superman e riuscire sempre nei propri intenti, conferendo sin dall’inizio quella vena seria, che traspare in ogni episodio della serie, per il resto spassosissima. Il video è un montaggio incrociato di più riprese dei protagonisti che si passano di mano in mano un radiogramma, iniziando dal protagonista J.D., che, dopo le dissolvenze con gli altri personaggi, ricompare alla fine, prendendo in mano la radiografia, al contrario, ponendola su un diafanoscopio. Nella nona stagione la sigla era stata modificata, ma del resto tutti i fan converranno con me che quella di certo non apparteneva alla serie e che al massimo poteva essere vista come uno spin-off.

13. Gilmore Girls

Questa non potevo non metterla, essendo la sigla del mio telefilm preferito. Ammetto, però, che a livello di musica forse è meno incisiva rispetto ad altre presenti nella classifica, ma se pensiamo al testo possiamo applicarlo molto bene al contesto trattato all’interno della storia. Where You Lead, scritta da Carole King e Toni Stern, dice proprio che “ovunque andrai, io ti seguirò, ovunque tu mi chiederai; se hai bisogno, se hai bisogno di avermi con te, ti seguirò ovunque sarai”, frasi che rendono bene il tipo di rapporto tra una madre e una figlia e in particolare quello tra Lorelai e Rory.  Inoltre, benché il testo fosse stato scritto dalla King e dalla Stern, la prima decise di cantare la canzone insieme alla figlia Louise Goffin. Quasi tutte le immagini cambiano durante le varie seasons, ma la sigla si conclude sempre con un pezzo preso dal finale della prima stagione, dove le protagoniste prendono il caffè da Luke, con la ripresa fuori dal locale: scena che farà poi anche da conclusione all’ultima puntata dell’intera serie.

14.  House

La sigla originale di House sarebbe una versione strumentale di Teardrop dei Massive Attack, ma per alcuni problemi di copyright, in Italia, come in molti paesi del mondo (Regno Unito, Australia, Portogallo, Spagna, Italia, Israele, Nuova Zelanda, America Latina e altri) è stata riadattata da Scott Donaldson e Richard Nolan. La sequenza di immagini di apertura di ogni stagione inizia con una “H” inserita in un quadrato, con l’immagine di una risonanza magnetica alla testa sullo sfondo. Come notato da Wikipedia, quando appaiono i nomi del cast sono accompagnati da una parte del corpo umano (tranne Jennifer Morrison): Hugh Laurie dal modello di una testa con l’encefalo esposto, Lisa Edelstein dalla riproduzione delle ramificazioni terminali di un assone, Omar Epps da una radiografia del torace, Robert Sean Leonard da un’immagine dell’encefalo in veduta ventrale. La sequenza d’apertura è stata nominata nel 2005 per un Creative Arts Emmy nella categoria di Migliore design della sigla principale.

15.  Twin Peaks

Nell’aprile del 1990 faceva il suo esordio negli Usa, con le prime puntate, Twin Peaks, serie di enorme successo, molto amata dai fan. Insieme ai personaggi ambigui e ai misteri dei protagonisti, la musica e la colonna sonora avevano un ruolo principale dall’inizio alla fine. La sigla è stata composta nel 1989 da Angelo Badalamenti e David Lynch, in quelli che entrambi hanno detto essere stati appena venti minuti! Mentre davano vita alla soundtrack, Lynch descriveva l’umore e le emozioni che dovevano essere presenti all’interno del pezzo e il compositore suonava al pianoforte, cercando di ricrearli. Nel 1990 Badalamenti, con questa sigla ha vinto un Grammy come Best Pop Instrumental Performance. Accompagnata alla musica, calma e rilassante, vediamo scorrere Immagini della città dello stato di Washington che si alternano a paesaggi bucolici, inquadrature della segheria, primi piani di uccellini, dimostrando sin dall’inizio il genio di David Lynch, che cancella definitivamente il mito della tranquilla e paradisiaca provincia americana, andando a mostrare cosa realmente si annidi dietro le apparenze. Questo voluto contrasto tra la tranquillità fasulla mostrata nella sigla e i contenuti della serie creano un risultato perfetto.

16. A-team

“Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato, operante in Vietnam, vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza, si rifugiarono a Los Angels, vivendo in clandestinità. Sono tutt’ora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere e se riuscite a trovarli, forse potrete ingaggiare il famoso A-team.” La conoscete anche voi a memoria? Non riesco ad immaginare la sigla senza questa introduzione parlata! Credo che, nella lista, sia uno dei pezzi più famosi, rimasto nel cuore di molti per generazioni. Scritta da Mike Post e Pete Carpenter, la canzone è presente anche nell’album che raccoglie tutti i grandi successi televisivi degli anni ’70 e ’80 (Television’s Greatest Hits: 70s and 80s). Se vi ricordate, nel video si vedeva Sberla, interpretato da Dirk Benedict, guardare in modo strano un robot, che altri non era se non un cylone di Galactica, serie tv dove Benedict era protagonista!

17. Will & Grace

Durava pochissimo, era molto semplice e forse alcuni di voi non la ricorderanno, però era molto adatta alla sit-com che andava a rappresentare. Non pretenziosa, fresca, allegra e simpatica, di certo non potrà essere accostata ad altri capolavori presenti nella lista, ma è comunque degna di essere nominata. Jonathan Wolff è il compositore, con note veloci del pianoforte, solo strumentale: io lo trovo molto efficace. Io a livello visivo avrei evitato solo la scena finale dalla terza stagione, con i protagonisti – soprattutto Grace – in pose da modelli, che non si sposano molto con il carattere e le altre immagini della sigla stessa!

18. La Tata

Mamma mia, che serie meravigliosa! Di certo, una delle più modificate dalla traduzione, ma io che sono cresciuta con la versione italiana, proprio non posso che trovarla stupenda, così come la sigla, cantata da Ann Hampton Callaway. Ho sempre trovato che i disegni, oltre ad essere ben fatti, fossero in linea con l’essenza spumeggiante della serie. Pare che Rosie O’Donnell abbia assunto lo stesso team che ha lavorato per l’animazione della sigla de La Tata per l’intro del suo talk show! Ah, comunque, non c’entra niente, ma Niles era il mio preferito anche nei disegni, oltre che nella realtà.

19. The big bang theory

Questa sigla è un estratto di History of Everything dei Barenaked Ladies e le immagini ripercorrono la storia dell’umanità dal Big Bang ai nostri giorni. Il gruppo, alternative rock canadese, ha composto la canzone su richiesta di Chuck Lorre e Bill Prady, traendo ispirazione dal libro di Simon Singh Big Bang. Il pezzo descrive la formazione dell’Universo e della Terra, ed il progresso che la specie umana ha compiuto dall’origine del mondo ad oggi e questo elemento è presente anche nelle immagini, che si susseguono sullo schermo, con un montaggio molto veloce, soprattutto verso la fine, sposandosi perfettamente con la musica, che poi “esplode” nel titolo della serie (e il “bang!” della canzone). Nella clip finale delle prime stagioni erano presenti i cinque protagonisti, intenti a mangiare intorno al tavolino del salotto di Leonard e Sheldon, mentre nelle ultime si sono aggiunte anche Amy e Bernadette.

20. How I met your mother

La canzone della sigla di How I met your mother è parte di Hey, Beautiful, cantata dai The Solids; Craig Thomas e Carter Bays sono due membri della band, nonché co-creatori della serie. Essendo l’amicizia il tema focale di tutta la serie, le immagini che sono state scelte sono foto che ritraggono i protagonisti divertirsi insieme, creando quel senso di nostalgia positiva che si ha sempre quando si ricordano bei momenti passati. Durante alcune puntate speciali, la sigla viene presentata modificata (per esempio, in Hopeless, Barney mente al padre dicendo che lui e i suoi amici hanno formato una band e si vede l’intro suonata dai protagonisti, con Marshall alla tastiera, Robin alla batteria, Ted alla chitarra, Lily al basso e Barney alla voce e chitarra solista).

Nonostante ne abbia scelte venti, ho faticato a lasciare fuori dalla lista sigle come quella della Signora in GialloStreghe, di Xena , di MacGyver o di Hazzard, ma ci tenevo almeno a nominarle!

– Lidia Marino – 

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