Le 20 sigle più belle degli anime

Dopo aver parlato delle sigle dei programmi televisivi e delle soundtrack dei videogiochi, la sezione musicale di oggi si dedicherà alle 20 sigle più belle degli anime, in italiano, inglese, giapponese e… Ma questa è una sorpresa!

20) È quasi magia Johnny

In Italia la sigla di Orange Road è cantata dalla regina della nostra infanzia, l’intramontabile Cristina D’Avena. La storia potrebbe sembrare il tipico triangolo amoroso “lui, lei e l’altra”, ma c’è un piccolo dettaglio che la distingue da quella di altri anime: Johnny è dotato di percezioni extrasensoriali, che gli permettono perfino di viaggiare nel tempo.

19) Robin Hood

Sigla famosa per la sua apertura: il corno della banda di Robin Hood e Little John sveglia la Foresta di Sherwood, dove tempo prima proprio Robin si era rifugiato insieme ai suoi tre cugini per sfuggire al perfido Lord Alwine. Ancora una volta, era Cristina D’Avena a dirci che era il momento di fare colazione prima di affrontare una nuova giornata scolastica!

 

 

18) Vanilla Salt (Toradora!)

Voliamo in Giappone, dove Yui Horie canta l’ending di Toradora!. “È come mettere il sale sulla dolce vaniglia” canta Yui, riassumendo il complicato legame tra Taiga e Ryūji, la tigre e il dragone, ma anche le loro singole personalità: Taiga è un piccola ragazza pronta a esplodere in ogni momento, mentre l’aspetto minaccioso di Ryūji nasconde un cuore tenero e sincero.

17) Conan il ragazzo del futuro

Diretto da Hayao Miyazaki, Conan il ragazzo del futuro è l’adattamento del romanzo di Alexander Key e, come gran parte degli anime degli anni ’70-’80, tratta tematiche delicate, prima fra tutte la situazione del mondo dopo la Terza Guerra Mondiale del 2008. In Italia la sigla è stata interpretata da Giorgia Lepore, un altro caposaldo di un’intera generazione.

 

16) Gemelli nel segno del destino 

I cartoni animati della nostra infanzia non vengono solo dal Giappone: nei primi anni ’90, in Francia andava in onda Les Jumeaux du Bout du Monde, storia di due gemelli – nella versione italiana, il cinese Marco e l’inglese Marika – destinati da un’antica profezia a destituire la tirannica Imperatrice Vedova. Per la terza volta in questa classifica, ecco tornare Cristina D’Avena a cantarne la sigla.

15) Sakura Kisu (Host Club)

Anime più incentrato sul fenomeno delle fangirl non poteva esserci: come dice il titolo italiano del manga (Amore in affitto), l’Host Club si occupa di allietare l’ora del tè delle ricche studentesse dell’Ouran High School con la compagnia di bei ragazzi – il romantico, il misterioso, i gemelli apparentemente incestuosi… L’opening originale è interpretata da Chieko Kawabe e il titolo indica un “bacio al sapore di ciliegia”.

14) Nadia – Il mistero della pietra azzurra

Tornano Cristina D’Avena e Hayao Miyazaki, il cui soggetto originale ha ispirato la serie insieme ai libri di Jules Verne – tra i quali Ventimila leghe sotto i mari e L’isola misteriosa. Come di consueto, la sigla riassume l’inizio della storia: Jean salva l’acrobata del circo Nadia da un tentativo rapimento, perché la ragazza porta al collo una misteriosa pietra che fa gola a molti; durante la fuga in volo, i due precipitano nell’Oceano Atlantico dove vengono tratti in salvo dal capitano Nemo.

13) Butter-Fly (Digimon)

Interpretata da Wada Kouji e recentemente tradotta in italiano dai Raggi Fotonici in attesa del terzo capitolo di Digimon Adventure, Butter-Fly è presente anche nell’episodio finale della prima stagione, pronta a far piangere tutti coloro che, come i Digiprescelti, stanno ora abbandonando il mondo digitale credendo di non poterci più fare ritorno.

12) Una spada per Lady Oscar

Nella serie “anime drammatici degli anni ’80” non poteva mancare Lady Oscar. La versione qui presentata è cantata da Cristina D’Avena dieci anni dopo la prima messa in onda italiana dell’anime, a quel tempo introdotto dalla sigla dei Cavalieri del Re, a causa della modifica del titolo stesso quando fu deciso di mandare in onda tutti gli episodi – diversamente dal 1982, anno in cui furono mandati in onda solo i primi trentasette episodi.

11) Sailor Moon

Non si poteva scegliere una sola tra le cinque sigle proposte dalla Mediaset; a cantarle tutte è Cristina D’Avena, che nel 1997 le pubblicò tutte nell’album Cristalli, petali e misteri per Sailor Moon, comprendente anche la traccia audio dell’ultimo episodio della serie. Come per gran parte delle sigle degli anni ’90, a occuparsi del testo è stata Alessandra Valeri Manera.

10) Capitan Harlock

Cominciano a risalire la top 10 restando in ambito italiano. È La banda dei bucanieri a eseguire l’opening di Capitan Harlock, che ebbe un tale successo da arrivare seconda fra i singoli del 1979. Nella versione qui presentata non è presente la censura della Rai – che aveva modificato la frase “Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all’arrembaggio però un cuore grande ha” perché considerata inopportuna.

9) Cha-La Head-Cha-La (Dragon Ball)

Se pensavate che What’s my destiny fosse la sigla più famosa dell’anime di Akira Toriyama… vi sbagliavate di grosso. Grazie anche ai videogiochi del brand Dragon Ball, è Cha-La Head-Cha-La a prendersi il primato; a canzone interpretata da Hironobu Kageyama è stata inoltre tradotta in gran parte del mondo mantenendo la musica originale di Chiho Kiyooka.

8) Una porta socchiusa ai confini del sole

Cristina D’Avena è ancora qui, ma come potevamo escludere la sigla italiana di Magic Knight Rayearth dalla top 10? Il manga delle CLAMP, uscito nel 1993, è diventato presto anime ed è stato trasmesso in Italia a partire dal 1997, raccontando una delle storie più belle di quel decennio – grazie anche agli splendidi disegni delle famose mangaka conosciute soprattutto per Card Captor Sakura e Chobits.

7) Guren no Yumiya (L’attacco dei Giganti)

Le sigle giapponesi degli shonen degli ultimi anni stanno utilizzando basi rock e perfino metal, e Guren no Yumiya non è un’eccezione: la colonna sonora realizzata da Hiroyuki Sawano è raccolta in due album e la prima opening nello specifico è stata interpretata dal gruppo rock e progressive metal Linked Horizon – come la successiva Jiyuu no tsubasa. Per un anime che tratta una tematica distopica come questa, la scelta è stata più che azzeccata.

6) Change the world (Inuyasha)

Change the world testimonia ulteriormente l’importanza delle sigle in Giappone, dove non sono viste come esclusivamente legate agli anime – e soprattutto non si limitano a riassumere la tematica di cui esso tratta. Reinterpretata in inglese da Massimiliano Alto per la versione italiana andata in onda su MTV, la canzone è stata eseguita originariamente dal gruppo pop rock V6; una menzione d’onore va anche all’ending My will, cantata dai DRM in giapponese e dai Name in Italia.

5) Un incantesimo dischiuso fra i petali del tempo per Rina

“Grandi spadaccini e maestosi cavalieri alla caccia di una strana pietra magica”: non importa se, ancora una volta, Cristina D’Avena riassume la trama dell’anime; non importa se vengono ripetute più e più volte le stesse strofe; non importa neppure il lungo titolo italiano dato a Slayers. Ciò che conta è soltanto ricordare quelle parole, la paura che la musica ci lasciava addosso da bambini, come se stessimo entrando in qualcosa a noi completamente ignoto. Sicuramente si tratta ancora oggi di una delle migliori sigle italiane.

4) Rose (Nana)

Non è stato possibile scegliere tra Anna Tsuchiya e Olivia Lufkin, entrambe hanno ottenuto il posto dovuto in questa classifica. Due artiste eccezionali sono state scelte per interpretare le cantanti dei due gruppi di cui tratta l’anime: qui abbiamo Nana dei Black Stones che interpreta il brano punk Rose, la prima opening della serie tratta dal manga di Ai Yazawa; gli altri brani, raccolti poi nell’album ANNA TSUCHIYA inspi’ NANA, sono l’opening Lucy e l’ending Kuroi Namida.

3) Winter Sleep (Nana)

Per Reira, cantante del gruppo rock Trapnest, è stata scelta una melodia diversa dal punk dei Black Stones. Dopo avere ascoltato tutte le cantanti giapponesi che le erano state proposte, Ai Yazawa stava per perdere le speranze quando infine scoprì Olivia decise che nessun altro avrebbe potuto rendere così bene la voce angelica di Reira. Dell’album OLIVIA inspi’ REIRA sono state utilizzate anche Starless night, A little pain e Wish.

2) Zankoku na tenshi no these (Neon Genesis Evangelion)

Che nella colonna sonora siano presenti anche sinfonie di Bach, Verdi e Beethoven è già un segno dell’attenzione musicale che c’è stato per la realizzazione di NGE. L’opening, trasmessa senza variazioni su MTV, è stata interpretata Yoko Takahashi, cantante pop resa celebre proprio da questa canzone. Uno splendido lavoro è stato fatto anche per le immagini presenti nella sigla, che rimandano non solo all’anime, ma anche ai riferimenti biblici e cabalistici.

1) Lilium (Elfen Lied)

A conquistare il primo posto non è un testo italiano o giapponese, ma… latino. Sullo sfondo immagini ispirate ai dipinti di Gustav Klimt unite a strofe della canzone, mentre il canto gregoriano e i violini incorniciano la più bella sigla mai scritta finora. Il titolo stesso dell’anime rimanda al brano Elfenlied del tedesco Eduard Mörike..

– Sara Carucci –

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