Le 10 Chiese più belle d’Italia

In ogni paese dell’Italia, anche quello più piccolo e sperduto tra le montagne o sulle scogliere, esiste una chiesa, grande o piccola che sia. Questo perché in passato i villaggi, i paesi o le città, si formavano e raggruppavano attorno a questi luoghi di culto, che scandivano il trascorrere del tempo grazie alle campane e alle liturgie in esse celebrate. Ma veniamo al dunque di questo articolo, non mi soffermerò sulla Basilica di San Pietro a Roma, o sulla Basilica di San Marco a Venezia, oppure sul Duomo di Milano o ancora su Santa Maria del Fiore a Firenze (meglio conosciuta come il Duomo di Firenze), perché si sa che sono belle e sono le più famose. Mostrerò invece chiese sperdute in valli del Nord Italia, oppure del Sud Italia, o chiese che magari non tutti conoscono. Quindi ecco la lista delle 10 Chiese più belle d’Italia.

1 . CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA (VICO EQUENSE – NAPOLI)

1Essa è stata la cattedrale della diocesi di Vico Equense fino al 1818, anno della soppressione della diocesi in questione. Eretta agli inizi del XIV secolo, su un costone roccioso a strapiombo sul mare, tanto da regalare un paesaggio davvero suggestivo. Gli interni suono uno dei rarissimi esempi dell’architettura gotica, presenti sulla costiera sorrentina, mentre la facciata è in stile barocco, ricostruita nel XVIII secolo. L’interno della cattedrale è suddiviso in tre navate e conserva tele di Giuseppe Bonito, Jacopo Cestaro e Francesco Palumbo e l’urna funeraria di Gaetano Filangieri.

2 . BASILICA DI SANT’ANTONIO (PADOVA)
2Questa Basilica è conosciuta con il nome “Il Santo” ed è il centro religioso più importante della città, meta di migliaia di pellegrini; fu iniziata nel 1232 per custodire la tomba del frate francescano Antonio, sorge nel luogo ove già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria poi inglobata nella Basilica come Cappella della Madonna Mora. Nel 1229 sorge accanto alla chiesetta un convento di frati, fondato probabilmente dallo stesso Sant’Antonio. La vasta costruzione presenta nella sua complessa struttura una fusione di stili: elementi romanici nella facciata a campana, gotici nella pianta del deambulatorio – con le sette cappelle – bizantini nelle otto cupole rivestite in piombo e moreschi nei due campanili sottili e slanciati. Furono chiamati i più valenti artisti per decorarla, a partire da Giotto, che pare lavorò per il Capitolo dei Frati, nell’attuale omonimo chiostro; il Mantegna, che raffigurò i santi Antonio e Bernardino da Siena (oggi conservata al Museo Antoniano e sostituita all’interno della chiesa, da una copia di Nicola Locoff). Le tre porte in bronzo sono state realizzate dall’architetto Camillo Boito (1895). L’interno è a croce latina e a tre navate, che si uniscono in semicerchio dietro la tribuna, dove si aprono nove cappelle radiali, è un concentrato di capolavori, come i monumenti funebri di medici, guerrieri, prelati e letterati. A Michele Sanmicheli, si devono il Monumento al cardinale Pietro Bembo e quello in onore del nobile veneziano Alessandro Contarini.

3. CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA (DUOMO DI ORVIETO – ORVIETO – TERNI)

3È il principale luogo di culto di Orvieto, in provincia di Terni, chiesa madre della diocesi di Orvieto-Todi e capolavoro dell’architettura gotica dell’Italia Centrale, tanto che nel gennaio del 1889, papa Leone XIII, l’ha elevata alla dignità di basilica minore. La costruzione della chiesa fu avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV, allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena. Disegnato in stile romanico da un artista sconosciuto (probabilmente Arnolfo di Cambio), sotto la direzione di vari artisti e capomastri, succedutisi nel tempo e che le hanno conferito le caratteristiche e bellissime forme gotiche. Il Duomo è da sempre intitolato alla Madonna Assunta, ed è provvisto di cinque campane rinascimentali in tonalità di Mi bemolle.

4. CHIESA DI SANTA VITTORIA (MONTELEONE SABINO – RIETI)

4È il luogo di sepoltura di Santa Vittoria e rivela una lunga e articolata evoluzione architettonica nel tempo. Sorta su di un precedente luogo di culto, sempre legato alla santa, e risalente al XII secolo, presenta nella sua struttura il riutilizzo di frammenti marmorei di plutei, pilastri ed altri elementi architettonici. Nell’epoca Medievale, fu inserito il campanile sul fondo della navata di destra; all’interno della chiesa sono rintracciabili numerose testimonianze pittoriche che, condividendo le fasi costruttive e ricostruttive dell’edificio, in quanto risalgono ad epoche differenti.

5. BASILICA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE (MILANO)
5È una basilica ed un santuario, appartenente all’Ordine Domenicano e facente capo alla parrocchia di San Vittore al Corpo. L’architettura della tribuna, edificata fra il 1492 e il 1493, per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia, costituisce una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell’Italia settentrionale. È stato il secondo sito italiano ad essere classificato come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, insieme con l’affresco del Cenacolo di Leonardo da Vinci, che si trova nel refettorio del convento.

6. SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME (BELLANO – LECCO)

6Sorge su un’altura panoramica nel comune di Bellano (nella frazione di Lezzeno). Ha una facciata elegante di stile barocco, ma di un barocco semplice e lineare; gli elementi decorativi infatti sono pochi: spiccano due statue di sasso, che rappresentano San Pietro e San Paolo. Sul lato destro della chiesa si alza il campanile, che in origine era più basso; nelle attuali dimensioni ha un’altezza di 31,60 metri. L’interno è a una sola navata a croce greca ed è riccamente ornato di marmi (prevale il marmo nero di Varenna), stucchi e dipinti fatti in epoche successive alla costruzione. L’altare maggiore è dedicato alla Vergine ed è sovrastato da una nicchia, con l’immagine miracolosa della Madonna delle Lacrime, vi è poi anche ciclo di affreschi, realizzati nel XX secolo, ad di Giovanni Garavaglia, Luigi Morgari. All’esterno è circondato da un grande piazzale al quale si accede mediante due scalinate, dove quella settentrionale è arricchita da sette tabernacoli con mosaici moderni (1968). La parte del piazzale davanti al santuario è lastricata in porfido, mentre quella dietro è lasciata a prato alberato. Da qui, si raggiunge la Cappella del Miracolo edificata nel 1888. Al suo interno si trova il primitivo tabernacolo con una riproduzione del tondo in gesso oggi collocato sopra l’altare maggiore del santuario. Sopra il portone d’ingresso si può leggere questa dedica: “Qui nelle Lacrime di Maria il cielo pensava alla terra; nel pentimento e nella preghiera la terra pensi al cielo”.

7. CATTEDRALE METROPOLITANA DELLA NATIVITA’ DI MARIA SANTISSIMA (DUOMO DI SIRACUSA – SIRACUSA)

7Il duomo di Siracusa, cattedrale della città, sorge sulla parte elevata dell’isola di Ortigia, incorporando quello che fu il tempio sacro in stile dorico (il più importante dell’antica polis siracusana), dedicato ad Atena (Minerva) e poi convertito in chiesa, con l’avvento del cristianesimo. Il duomo è consacrata alla Natività di Maria Santissima, ed è considerato la chiesa più importante della città di Siracusa, entrata persino a far parte dei beni protetti dall’UNESCO, in quanto patrimonio dell’umanità. Il suo stile è all’esterno principalmente barocco e rococò, mentre al suo interno alterna parti risalenti all’epoca siceliota, poiché appartenenti al tempio greco e parti risalenti all’epoca medievale, costruite dai bizantini verso il seicento e così lasciate fino ai giorni attuali. La sua struttura interna è composta da diverse navate e cappelle, le quali hanno uno stile classico e decorato, anch’esso tipicamente barocco. Al suo interno custodisce statue, reliquie e spoglie di santi, martiri e nobili siracusani, i suoi arredi hanno visto il susseguirsi di artisti provenienti da più parti d’Italia e dall’estero ed è da sempre simbolo della religiosità siracusana, in quanto la cattedrale attraversò le varie fasi storiche e culturali della città.

8. BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI E DEI MARTIRI (ROMA)

8Questa basilica vista da fuori, per la precisione da Piazza della Repubblica, potrebbe sembrare brutta e diroccata, ma sarebbe un’impressione sbagliata. La facciata in effetti è antica e molto diversa da quelle a cui siamo abituati, ma vale la pena entrare. A Pio IV deve essere attribuita la concessione di costruire una chiesa entro le Terme di Diocleziano e fu incaricato il grande Michelangelo, ormai 86enne, a stenderne il progetto. Egli ebbe la felice intuizione di lasciare intatte le strutture romane dell’aula rettangolare delle Terme e, per creare l’abside, il disegno prevedeva di utilizzare la “natatio” (o piscina scoperta ad acqua fredda). Alla morte di Michelangelo, i lavori non erano ancora terminati, ma furono continuati dal suo allievo, Jacopo Del Duca, il quale trovò il modo di dare il proprio parere sulla forma della chiesa da inserire entro il Tepidarium delle Terme. Egli dedicò sette cappelle agli angeli da un lato e sette cappelle ai martiri dal lato opposto, creando così una chiesa a navata unica con cappelle laterali. Il progetto non venne mai realizzato, così come era stato pensato, l’idea di partenza fu rispettata, ma comunque limitata per ridurre la spesa e per rispettare al massimo la particolarità dell’ambiente romano. Questa è la basilica dove si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato italiano e al suo interno è presente un monumentale Organo, realizzato dall’organaro Bartolomeo Formentelli, artigiano di Verona ed una meridiana – ideata da papa Clemente XI, che la commissionò a Francesco Bianchini per il Giubileo del 1700 – posizionata sul pavimento.

9. CHIESA DI SAN FLORIANO (EGNA – BOLSANO)

9La chiesa di San Floriano era annessa ad un importante ospizio per pellegrini e viandanti, situato lungo la via Claudia Augusta e antistante il fiume Adige. Le murature più antiche e la prima menzione storica risalgono al XII sec. Della struttura romanica, rimangono evidenze artistiche come l’abside all’esterno e lacerti di affresco all’interno, mentre l’aspetto attuale è frutto di rimaneggiamenti occorsi in epoca barocca e durante i primi grandi restauri degli anni 1954-1957.

10. BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (SANTA MARIA DEGLI ANGELI – ASSISI)

10Questa basilica domina la vallata sottostante ad Assisi ed è situata nella frazione omonima. Fu costruita tra il 1569 e il 1679, su progetto di Galeazzo Alessi e con interventi di Jacopo Barozzi da Vignola, per volere del Papa san Pio V, al fine di custodire le cappelle della Porziuncola, del Transito e del Roseto e altri luoghi resi sacri dalla memoria di San Francesco d’Assisi. Il progetto iniziale era caratterizzato da una rigorosa semplicità strutturale, conforme all’ideale francescano di povertà; pur troppo però, dei forti eventi tellurici che scossero l’Umbria nel 1832, provocarono danni gravissimi alla basilica e al termine di un lungo e complesso restauro, essa fu riaperta al culto l’8 settembre del 1840. La facciata, ispirata al barocco romano, venne rielaborata radicalmente su un progetto di Cesare Bazzani, con l’intento di conferirle una monumentalità degna dell’importanza del Santuario: fu inaugurata l’8 giugno 1930 e alla sua sommità collocata un’imponente statua della Vergine in bronzo dorato, opera dello scultore Guglielmo Colasanti. Della costruzione originale dell’Alessi, rimasero la cupola e l’abside. La Porziuncola ed il Roseto (famoso quest’ultimo per un episodio della vita del Santo d’Assisi), presenti nella chiesa, sono meta dei numerosi fedeli in pellegrinaggio e rendono suggestiva l’atmosfera di questa basilica dall’aspetto imponente.

– Debora Becchetti – 

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