L’assassinio di Florence Nightingale Shore – la recensione

L’assassinio di Florence Nightingale Shore è il primo di una serie di sei volumi, edita da Neri Pozza, che intende romanzare la vita delle iconiche sorelle Mitford trascinandole in un caso di investigazione dietro l’altro. A curare la storia delle sei donne è Jessica Fellowes, che non è certo digiuna di anni Venti, dopo avere scritto cinque volumi sui retroscena di Downton Abbey – ora al cinema. Fellowes ha lavorato inoltre come giornalista su diverse testate editoriali, acquisendo così l’amore per i dettagli di cui è intriso il suo romanzo, sebbene si permetta qualche piccola licenza poetica di tanto in tanto. Un esempio ne è la nota a fine libro, in cui spiega di avere modificato la data di nascita di Nancy Mitford al fine da seguire contemporaneamente le vicende del famoso omicidio, rimasto irrisolto, dell’infermiera Shore, figlioccia dell’ancora più nota Florence Nightingale.

Sebbene le sorelle Mitford costituiscano una parte fondamentale della narrazione, sono altri i protagonisti del romanzo: Louisa Cannon, neoassunta nella nursery di Ashton Manor, e Guy Sullivan, agente della Polizia Ferroviaria. Louisa è la figlia di una lavandaia, ora in fuga da uno zio che intende venderne il corpo per pagare i debiti di gioco, e sebbene la paura di essere trovata la tenga avvinghiata a sé la donna riesce a crearsi una vita come dipendente di Lord Redesdale, padre dei sette Mitford. Guy, invece, è forse il personaggio meglio riuscito del libro: a causa della sua miopia non ha potuto seguire i fratelli in guerra, avvertendo un costante senso di inferiorità nei confronti dei patrioti che hanno svolto il proprio dovere e soprattutto nei confronti dei fratelli maggiori, ora tornati dal fronte, che non perdono occasione per canzonarlo; Guy è al contempo molto determinato e possiede un grande senso della giustizia, che riversa nel tentativo di risolvere l’omicidio dell’infermiera Shore, che sconvolse davvero l’opinione pubblica. Com’è possibile ridurre in fin di vita un’infermiera di cinquanta anni che ha salvato la vita a così tanti soldati? Guy qui non è altro che la stessa Fellows, la quale con il suo libro spera di dare un degno finale a una donna il cui omicidio è rimasto tuttora irrisolto.

Ad accompagnare Louisa e Guy è la primogenita di Lord Redesdale, Nancy Mitford, una ragazza esuberante e spesso egoista con qualcosa in comune con Lydia Bennet; nel corso della storia Nancy cresce non solo di età, dimostrando di avere acquisito una razionalità che le permette di vedere oltre i propri desideri e ambizioni. Oltre a lei, ancora bambini, ci sono Pamela – a cui è dedicato il successivo Morte di un giovane di belle speranze – e l’unico maschio della famiglia, Tom, poi la bellissima Diana, le piccole Unity e Decca e, infine, la neonata Debo, tutte persone che ancora non si sono affacciate alla vita adulta, diventando così difficili da dimenticare. Rimane da scoprire come Jessica Fellowes imposterà il libro dedicato a ciascuna di loro, in particolare alla tristemente nota Unity Valkyrie Mitford.

L’assassinio di Florence Nightingale Shore resta al centro del mistero, intriso di colpi di scena che è ormai possibile definire “televisivi”, ma che riescono a rimanere incollati al realismo e a stupire il lettore il quale si lascerà trasportare soprattutto dalla seconda metà del volume; ad aiutare è ancora la presenza di eroi che sono costretti a perdere tutto per potersi aggrappare all’unica cosa che rimane loro, il sentimento di giustizia e la fiducia nelle proprie convinzioni, utili non solo a dimostrare che la ragione fosse dalla loro parte, ma anche a proteggere coloro che amano.

– Sara Carucci –

Rispondi