L’arte che sfonda… online: l’opportunità dei social network

1Pensiamoci: in mezzo a tutti gli strambi, contorti o morbosi usi dei social network, almeno uno sembra essere davvero innovativo. Il novanta per cento dei mezzi di comunicazione digitali è caratterizzato dalla forte presenza di immagini, capaci di documentare tanto la nostra vita quotidiana, quanto la nostra attività. Le foto ritraggono i momenti della nostra vita, a partire da una semplice pizza fra amici sino ad arrivare ad un’importante conferenza nella quale siamo relatori. Il discorso cambia, però, quando dobbiamo vendere un prodotto: a quel punto i social network diventano un mezzo potentissimo per comunicare con i clienti e, dunque, lavorare. Che succede, poi, quando a dover essere promossa è una nostra opera d’arte, sia essa una prodotta dalle nostre manine o un dipinto? Semplice: il web si può trasformare nella propria galleria d’arte personale. E come e perché ciò avviene non è affatto scontato.

1. La semplicità degli strumenti

Il punto di partenza è uno: i social network incentivano il loro uso per lavorare in questo modo. Prima di tutto perché, come dicevamo prima, le immagini in Facebook (e parliamo non a casa del principale social su piazza), sono tutto. È vero che si tratta dell’unico sito per relazioni sociali in cui puoi permetterti di scrivere un poema in ogni tuo status (con il contrappasso di essere bannato senza pietà dai tuoi amici), ma è anche vero che un post di Facebook, senza immagine, perde forza. C’è, dunque, ambiente digitale migliore per promuovere il proprio fumetto (come fanno tanti artisti indipendenti), o le proprie illustrazioni (con l’obbiettivo di farsi notare da case editrici di vario genere)?  Non solo: proprio perché Facebook è frequentatissimo, e lo è da tutti coloro che navighino sui social, mostrare le proprie opere qui rende possibile promuovere la propria opera facendola arrivare a molte, molte, moltissime persone. Con buona pace di Deviantart, sito con caratteristiche social su cui caricare le proprie opere visive, che senza dubbio viene frequentato più dagli “addetti ai lavori”. Terzo elemento di interesse per un artista è, infine, che il principale strumento Facebook di ingaggio e di promozione del proprio prodotto, la “pagina”. Essa è modificabile e adattabile in profondità, cosa che permette al professionista che voglia auto-promuoversi di lavorare in profondità sulla sua galleria virtuale e, dunque, di raggiungere nella maniera più veloce e diretta possibile i suoi potenziali clienti con pochi, semplici passaggi di creazione.

22. Personal branding

Eccolo il principale vantaggio dei social: costruire la tua immagine, il tuo personalissimo brand, ed inserirlo in una “pagina” web sulla quale tu puoi tanto mettere le tue info quanto comunicare circa essi direttamente con i tuoi clienti. Senza esagerare troppo, perché comunque non sono mezzi così rivoluzionari da permettere promozione totalmente “a costo zero”, Facebook permette di tagliare di molto le spese per un sito, dandoti una pagina web sulla quale inserire le tue opere, i tuoi contenuti, e promuoverli, dargli visibilità. Tutto passa da qui: dalla comunicazione diretta di ciò che l’artista è, di ciò che l’artista fa, di ciò che l’artista vuole dire. A partire dal loro, per finire con i testi “di servizio” come indicazioni per comprare un proprio volume presso uno store digitale. La pagina, insomma, funziona da raccordo all’interno di un kit di strumenti digitali-social e non-che permettono di sviluppare una propria rete promozionale.

3. La costruzione del seguito

Ultimo passaggio, quasi una conseguenza: la costruzione del proprio brand, mediante la promozione digitale della propria opera, ti permette non solo di “farti conoscere”, ma anche, soprattutto, di crearti i fan. Non “cercarti” i fan. Crearteli. Siamo in una fase del web nel quale il social si contamina con il blog, che da qualche tempo non è più una piattaforma dedicata al racconto “dei-cavoli-propri-di-fronte-al-mondo”, ma uno spazio a costo zero per parlare e promuovere la propria attività. Ecco perché molti artisti e scrittori hanno imparato ad usare il blog per raccontare i propri progetti ad un pubblico, ingraziarselo, trovare, in definitiva, una comunità di appartenenza alla quale “spacciare” il proprio lavoro senza passare per gli intermediari classici (e spesso, nel nostro Paese, non disposti a dare troppo risalto agli esordienti) come le case editrici. E trovare, magari, uno zoccolo duro sul quale costruire la loro politica di marketing e costruirsi una carriera. Il passo successivo? Un contatto con una casa editrice, favorito dall’esistenza di una “tribù” di fan che spinga l’intermediario editoriale a dire “Oh, magari di pubblicare questo ne vale la pena!”. O magari il crowdfunding, per trovare risorse per progetti più ambiziosi.

– Fabio Antinucci – 

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