Lady Oscar: la figura storica che ha ispirato il personaggio di Bernard Chatelet

È risaputo che Riyoko Ikeda ha “preso in prestito” molti personaggi della storia francese per dare vita alla sua opera più conosciuta “Versailles no Bara”, comunemente chiamata Lady Oscar. Tra tutti i personaggi uno, durante la visione dell’anime e della lettura del manga, non sono mai riuscita a digerire: si tratta di Bernard Chatelet (il fatto che abbia reso mezzo orbo il mio bellissimo e innamoratissimo André Grandier non è perdonabile!); tuttavia sono sempre stata una piccola curiosa e quindi, messa da parte la mia sete di vendetta, ho cercato di capire da chi la mangaka ha attinto, nella vita reale, per partorire il suo personaggio. Ebbene nella realtà Bernard Chatelet è Camille Desmoulins.

Camille Desmoulins nasce a Guise (Aisne) nel 1760 e diventa un pubblicista e un uomo politico. L’uomo si schiera sin dall’inizio in prima linea durante le fasi della tanto conosciuta Rivoluzione Francese. Camille scrive “La France libre” e “Discours de la Lanterne aux Parisiens “, opuscoli che lo rendono subito noto al popolo. Influenzato dall’influsso di Mirabeau e poi da quello di Danton, assume nel suo settimanale, dal titolo “Les Révolutions de France et de Brabant” (novembre 1789 – luglio 1791), una posizione fortemente estremista che si accentua nei suoi successivi giornali come: “Tribune des patriotes” (1792) e “Le Vieux Cordelier” (1793). Diventato segretario di Danton, deputato alla Convenzione, aiuta, con i suoi scritti, ad abbattere la fazione degli hébertisti. Presto, però,  viene travolto dall’epurazione della fazione degli indulgenti, voluta da Robespierre. Arrestato con Danton, muore, come molti all’epoca, per mano della ghigliottina, a Parigi nel 1794. Molti aspetti del vero personaggio sono stati trasmessi dalla Ikeda nel suo Bernard. Chatelet, nell’opera, viene dipinto come un uomo attivo fin da subito nella Rivoluzione. L’uomo è così interessato alla fame patita dal popolo da vestire i panni del Cavaliere Nero, per rubare ai ricchi per dare ai poveri (come un novello Robin Hood francese). Ovviamente quella del “Cavaliere Nero” è una “licenza poetica” della magaka: Camille esercitava la professione, anche se con scarsi risultati, di avvocato ed è proprio durante i suoi studi che conosce Maximilien de Robespierre, diventando suo grande amico. Un altro aspetto che Riyoko trasferisce al suo personaggio di fantasia è l’arte oratoria di Camille: entrambi incitano la folla, con elaborati discorsi, a chiedere Libertà, Uguaglianza e Fratellanza (Liberté, Égalité, Fraternité). Camille, malgrado la sua balbuzie, tiene il suo primo grande discorso davanti alla folla riunita nei giardini del Palazzo Reale, esattamente il 12 luglio del 1789, dopo la cacciata di Necker. Dopo questo avvenimento Desmoulins si lancia attivamente nella vita politica e viene eletto deputato del terzo stato agli Stati Generali del 1789. Nelle fasi che precedono lo scoppio della Rivoluzione, Desmoulins diventa intimo amico di Danton e Fabre d’Églantine infatti è proprio grazie a loro che prende parte, assiduamente, alle riunioni nel vecchio convento dei Cordiglieri e a quelle al Café Procope, in cui difendevano la causa liberale.

Un altro punto d’incontro di entrambi i personaggi è l’amore: nella realtà e nella fantasia, i nostri protagonisti, decidono di prendere moglie. Camille Desmoulins sposa, il 29 dicembre del 1790, Anne Lucile Laridon-Duplessis. La coppia contrae matrimonio nella chiesa di Saint-Sulpice, sotto gli occhi felici del testimone dello sposo, Robespierre. Anne Lucile, di undici anni più giovane di lui, partorisce il loro bambino che chiamano Horace, in onore del poeta latino. Nell’opera della Ikeda il suo personaggio Bernard sposa Rosalie Lamorlière, la famosa e dolce ragazza che Oscar prende in casa e sotto la sua protezione per aiutarla nella ricerca della sua madre biologica. Anche qui i due sposi hanno un figlio a cui danno il nome di François Chatelet. Nella storia raccontata nell’anime e nel manga, Bernard diventa, insieme a Robespierre e a  Saint-Just, uno dei leader del popolo, ed è proprio lui, almeno inizialmente, uno degli uomini che guida il popolo durante la presa della Bastiglia. Nella storia scritta sui libri di scuola, invece, Camille Desmoulins viene considerato un dantonista e viene arrestato, insieme a Danton, Philippeaux e Lacroix, durante l’alba del 31 marzo del 1794. Nelle prigioni del Lussemburgo l’uomo ritrova vecchi amici e compagni di battaglia tra cui Fabre d’Églantine e Hérault de Séchelles. L’uomo compare in tribunale per tre giorni consecutivi: dal 2 al 4 aprile. Nonostante una prima fase in cui Danton riesce a mettere l’accusa in difficoltà, il processo presieduto da Martial Herman si chiude con la condanna a morte di Desmoulins e di quattordici degli altri quindici imputati. Camille Desmoulins viene, infine, ghigliottinato il 5 aprile del 1794. Tra le mani della Ikeda la storia prende, decisamente, un’altra piega: quando Oscar tenta, con i suoi soldati della guarda, di conquistare la fiducia del popolo, per combattere insieme a loro contro la corona, è proprio Bernard a convincere questi ultimi, scettici dell’affidabilità della donna, a darle una possibilità. La storia di tutti i personaggi si chiude cinque anni dopo la presa della Bastiglia, quando Bernard insieme alla sua sposa Rosalie e al loro amico, ex soldato della guardia, Alain raccontano gli eventi che hanno vissuto durante quegli orribili anni di sangue e di morte.

Chiudo queste mie righe consigliandovi, ancora una volta, di vedere e di leggere quest’opera, anche solo per scoprire la storia e le origini della Rivoluzione Francese. Buona lettura e buona visione a tutti!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

 

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