Lady Oscar: Aglaé de Polignac, la vera Charlotte

Che io sia una fan di Lady Oscar non è certo una novità. La mia “oscarite acuta” mi ha resa una vera amante della Francia, della sua storia e di tutta la sfavillante Ville Lumière. Quest’opera giapponese, la sua autrice prima e gli sceneggiatori e i registi dopo, ha narrato la storia di una nazione grazie a dei piccoli capolavori tracciati a matita. A questo proposito voglio scrivere di un personaggio secondario che, nell’anime, conclude le sue gesta nell’episodio diciannove: sto parlando della piccola Charlotte de Polignac. Gli amanti della bionda spadaccina non hanno certo dimenticato lo straziante episodio che vede come protagonista l’undicenne figlia della ben più famosa madre: la Contessa Yolande de Polignac, favorita nella realtà e nella fantasia della sfortunata regina Maria Antonietta.

Nell’anime, “Berusaiyu no bara”, la piccola contessa trova la morte, dopo una vita vissuta come un burattino nelle mani della sua avida madre, lanciandosi nel vuoto da una delle torri di Versailles, durante una delle tante feste, per sfuggire al matrimonio con il Duca Roland De Guiche, un uomo di quarantatre anni. Senza dubbio questo episodio si classifica come uno dei più struggenti dell’intero anime: è impossibile dimenticare la scena di sconfinata bellezza, che descrive perfettamente un dolore immenso, sto parlando della scena in cui la piccola Charlotte lava, freneticamente, la mano baciata dal suo promesso sposo nella grande fontana piena di statue a forma di rana a simboleggiare, forse, l’aspetto putrido della grottesca situazione. Non è certo un caso che proprio in questo episodio fa la sua comparsa in regia il grande Osamu Dezaki, che regala un impronta diversa a tutta l’opera cominciata da Tadao Nagahama. Nel manga di Riyoko Ikeda, invece, la contessa bambina si toglie la vita gettandosi giù dalla tromba delle scale, urlando che nella prossima vita rinascerà come un cittadino comune e che sposerà solo chi le suggerirà il cuore. Nella realtà, per fortuna, la storia prende decisamente un’altra piega.

La piccola Charlotte de Polignac è, senza dubbio, Aglaé de Polignac, l’unica figlia femmina di Gabrielle de Polastron e di Jules François Armand, conte de Polignac. I genitori di Aglaé si sposano il 7 luglio del 1767. Durante l’estate del 1775, sua madre, la contessa de Polignac, si presenta con suo marito durante un ricevimento ufficiale presso la regina Maria Antonietta e il re Luigi XVI. La piccola Anglaé contrae matrimonio in giovanissima età, allo Château de Versailles, l’11 luglio del 1780. All’età di soli dodici anni, Anglaé, sposa il Duca de Guiche per diventare la Duchessa di Guiche, soprannominata “Guichette” dalla sua famiglia. A quattordici anni, la giovane sposa, da alla luce il suo primo figlio,ne nasceranno altri due dal suo matrimonio. Nel 1794, secondo “Les Mémoires de Mme Vigée Lebrun” Élisabeth Vigée Le Brun (la pittrice favorita di Maria Antonietta, di cui ho parlato in un mio precedente articolo che potete trovare sul nostro sito) dipinge un ritratto a mezzo busto della duchessa de Guiche in cui indossa un turbante blu, in stile Direttorio.  Della giovane sposa la pittrice scrive: “Ho incontrato la duchessa di Guiche, il cui bel viso non era cambiato per niente“. Il 30 marzo del 1803 Aglaé de Polignac muore in un incendio accidentale nella sua casa di Edimburgo, in Scozia. Una fine non convenzionale accomuna la realtà e la fantasia, ma certamente la piccola Aglaé ha vissuto una vita sicuramente più felice di quella che è stata scritta per la piccola Charlotte.

Ancora una volta complimenti a Riyoko Ikeda!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

 

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