La vera storia di Rosalie Lamorlière

Buongiorno o buonasera (o buon qualunque ora leggiate queste mie poche righe) signori e signore oggi voglio parlarvi di una parte di storia che mi ha sempre appassionata e affascinata, quella parte di storia che mi ha sempre spinta a cercare notizie su questo particolare periodo storico: sto parlando della Rivoluzione Francese. La Francia per me è la culla di un luogo felice ma è anche vero che negli anni è riuscita ad essere un grande teatro degli orrori e di morte, oggi come ieri. Una su tutte è la morte della sovrana Maria Antonietta, ricordata come un’icona intramontabile di stile, come una bambina che non è mai voluta diventare una grande Regina. Gli ultimi giorni della sua breve vita sono trascorsi tra le mura della Conciergerie, in preda a gravi emorragie e lontana dai suoi figli. Una giovane francese servì l’ex sovrana rinchiusa tra le mura della prigione, durante gli ultimi giorni della sua vita. La donna in questione porta il nome di Rosalie Lamorlière.

Questo nome, scavando nella memoria, non risulta certo nuovo tra i bambini di ieri e gli adulti di oggi grazie al manga giapponese del 1972 “Berusaiyu no bara“, letteralmente “Le rose di Versailles“, manga di Riyoko Ikeda, diventato nel 1982 l’anime omonimo e nel 1990 ritrasmesso in Italia con il titolo “Una spada per Lady Oscar“. La storia della nostra spadaccina preferita è conosciuta ai più: soldato che vive e protegge la Regina e la Corte francese diventa poi la “donna soldato” che si unisce al popolo a causa dei suoi ideali di uguaglianza e per il grande amore verso il suo André Grandier. Questo, in poche righe, è il succo del succo della vicenda. Qui troviamo Rosalie (o il Salice piangente, come dir si voglia), che nella versione non censurata arriva a prostituirsi per fame proprio ad Oscar, dopo averla erroneamente scambiata per un uomo. Durante lo svolgimento della trama si scoprirà che l’ingenua fanciulla non è la sorella di Jeanne Valois (ricordata nella storia come la protagonista del famoso “Scandalo della Collana” avvenuto ai danni di Maria Antonietta) ma si scoprirà essere la figlia illegittima di una nobildonna molto vicina alla Regina.

Questa opera, con grande maestria, unisce storia e fantasia riuscendo a far appassionare intere generazioni alle storie accadute realmente ai nostri personaggi preferiti, proprio come il personaggio che oggi voglio andare ad analizzare. In tutte le biografie, a cui mi sono avvicinata, sulla Regina Maria Antonietta si fa riferimento, appunto, all’ultima sua servitrice con l’ingrato compito di assistere l’ex Regina di Francia durante gli ultimi suoi 67 giorni di vita. Della vita precedente, fino a quel momento, di Rosalie Lamorlière si sa poco o nulla. Nata a Breteuil il 19 marzo del 1768 orfana di madre, viene cresciuta dal padre calzolaio con i suoi sei fratelli. Rosalie, molto giovane, viene mandata a servizio presso la dimora di Madame Beaulieu una donna di fede monarchica, che morì di dolore nell’apprendere della morte del suo Re, Luigi XVI. Dopo aver concepito una bambina, il cui padre rimase ignoto, il figlio di Madame Beaulieu raccomanda personalmente la ragazza a Madame Richard, ex merciaia e moglie di uno dei carcerieri della Conciergerie. Madame Richard fu avvertita dell’arrivo alla Conciergerie di Maria Antonietta il giorno precedente e con Rosalie tentarono di rendere accogliente la misera cella. Rosalie, riportato da Antonia Fraser nel suo libro “Maria Antonietta- La solitudine di una Regina” (libro in bella vista sulla mia libreria), cominciò ad avere a cuore le sorti di Maria Antonietta e tentò di aiutarla in ogni modo possibile. A questo proposito le procurò uno specchietto con cui ogni mattina le acconciava i capelli con un nastro bianco, acquistato appositamente per lei. Le regalò anche una scatola di cartone per riporre i suoi oggetti. La “nuova” amica della Regina andava fiera di un brodo nutriente il “bouillon” che preparava lei stessa e che integrava ai pasti serviti dalla prigione, che consistevano principalmente in pollo e verdura. Rosalie, alcune volte, soleva decorare la cella con dei mazzolini di fiori gesto che però, dopo qualche tempo, le fu impedito.

Ed ultima ma non meno importante, a causa delle continue emorragie della Regina la ragazza si dedicò a ricavare delle pezze per la donna dalle sue stesse camicie. Tempo dopo Rosalie decise di dettare, essendo quasi completamente analfabeta, i suoi ricordi del periodo trascorso con la Regina, descrivendola fiera e gentile e che alzava il capo al suono di un’arpa che le ricordava i tempi passati. Fino alla sua morte, avvenuta il 2 Febbraio del 1848 a Parigi, la primogenita di Maria Antonietta, Maria Teresa Carlotta, versò una pensione alla donna ma allo stesso tempo rifiutò categoricamente di incontrarla. Rosalie Lamorlière muore nell’Hospice des Iincurables, in rue de Sèvres, a 79 anni, nel 1848. Sepolta nel cimitero di Montparnasse, sua figlia fa erigere per lei una targa commemorativa nel cimitero del Père-Lachaise. Purtroppo non sappiamo nulla dell’aspetto della vera Lamorliére in quanto l’unico ritratto della donna, del pittore ottocentesco Tony Robert-Fleury intitolato “Maria Antonietta la mattina della sua esecuzione”, in cui è dipinta come una giovane modestamente abbigliata, è andato perduto. Dobbiamo accontentarci di darle il volto che anni dopo nel manga prima e nell’anime dopo hanno voluto donarle: giovane e carina, una ragazzina (dalla lacrima facile) bionda e con grandi occhi blu.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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