La tradizione dell’Uovo di Pasqua

1Tra una decina di giorni sarà Pasqua, una festa – se vogliamo – che rende felici non solo i religiosi, per il suo evento importantissimo, ma anche gli atei: perché? Ovvio: oltre al pranzo e a tutte le ricette abbondanti presenti in quella giornata, ci sarà lo scambio delle uova di cioccolato. Su internet mi capita ogni anno di vedere immagini che difendono questo regalo dalle accuse di essere legato all’infanzia, con frasi come “eh, ma ormai sei grande” e voglio anche io dire la mia: scusate, ma dove sta scritto che da adulti smetta di piacere il cioccolato? Solo perché all’interno è possibile trovarci pure un dono dovrebbe essere meno goloso? Semmai questo dettaglio aggiunge anzi un tocco di sorpresa e di “mistero”, no? Personalmente ne regalo sempre uno ad ogni membro della mia famiglia ed io, che sono la più piccola, non ho più dieci anni da un bel po’ di tempo, ve lo assicuro, quindi smettete di porvi limiti mentali.

Adesso, questo articolo vuole approfondire proprio la tradizione dell’Uovo di Pasqua, che è molto più antica di quanto possiate pensare, anche per dare una collocazione storica e magari recuperarne il significato originale. Rimango sempre affascinata dalla storia di ciò che per noi è ormai un qualcosa di normale, di “scontato”. Come potrete immaginare, l’utilizzo del cioccolato a forma di uovo non2 appartiene al passato, ma già dal Medioevo ci si regalavano uova vere, decorate con qualsiasi tipo di disegno, sempre in occasione della Pasqua. Ma le radici di tale costume affondano ancora prima del cristianesimo: già fra gli antichi Persiani, all’avvento della stagione primaverile, possiamo trovare questo tipo di scambio, seguiti nel tempo da altri popoli come gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell’anno, i Greci e i Cinesi. Questo perché le uova hanno spesso rivestito il ruolo del simbolo della vita in sé, nonché della sacralità: alcuni vedevano nella sua forma i due emisferi – il cielo e il pianeta – che si univano, mentre – per gli antichi Egizi, ad esempio – altri lo consideravano come il fulcro dei quattro elementi dell’universo (acqua, aria, terra e fuoco).

Il Cattolicesimo torna a vedere nell’uovo proprio il simbolo della vita dell’antichità, nella nuova prospettiva, però, della resurrezione di Cristo (dal guscio può nascere qualcosa, così come dalla pietra è risorto il Signore). La diffusione dell’uovo come regalo pasquale si attribuisce alla Germania, nel medioevo: in origine, le uova venivano avvolte in foglie – o insieme a fiori – e poi bollite, per assumere una colorazione dorata. Sempre nel Medioevo prese piede anche il donare oggetti che avessero la forma dell’uovo, creati in materiali preziosi, come l’oro o il platino, per donarli – ovviamente – a nobili e aristocratici. E il regalo all’interno? Lo dobbiamo all’orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883, su ordine dello zar, preparò un dono speciale per la zarina Maria, creando un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua 3volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d’oro. Insomma, una cosa modesta, che però fece accrescere la fama di tale uovo e il diffondersi della tradizione della “sorpresa”: certo, magari nel vostro non ci troverete regali d’oro, ma accontentatevi, no?!

Riguardo, invece, il primo utilizzo di uova fatte di cioccolato, c’è chi dice che fu Luigi XIV il primo a farle realizzare, mentre altri ne attribuiscono l’idea all’America, da dove in effetti il cacao proviene. Ad ogni modo, con certezza possiamo dire che l’usanza è attestata tra Germania e Francia ai primi dell’800, quando però le uova erano di cioccolato pieno. In quel periodo infatti, grazie a menti brillanti che non smetteremo mai di ringraziare (come Daniel Peter, inventore della cioccolata al latte), fu possibile rendere il cacao modificabile nella sua composizione e da allora il progresso ha permesso il passaggio dalla produzione elitaria dei maestri pasticceri a quella commerciale dei macchinari: ecco quindi tutte quelle uova dei Puffi, Star Wars e compagnia bella. E voi, quale uovo comprerete quest’anno?

– Lidia Marino –  

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