La storia dietro 5 piatti famosi della cucina internazionale

Forse pensavate che solo i libri, i film, le opere d’arte contenessero storie? Vi sbagliate: in cucina non solo troverete gusto, arte e spettacolo…ma anche fantastici retroscena! Scoprite insieme a me la storia dietro 5 piatti famosi della cucina internazionale!

1. Crêpes Suzette1

Secondo il mito questo piatto fu il risultato di una sbadataggine da parte del giovane Henry Charpentier, aiuto cuoco dello chef Auguste Escoffier: il principe Edorado VII di Galles si trovava al Caffè de Paris di Montecarlo, pronto a degustare l’atteso dessert dopo una cena con gli amici. Al nobile commensale sarebbe stato servito il dessert principe della cucina francese: la crepe. Ma lo sbadato apprendista rovescia un bottiglia di Gran Marier e l’intera padella sulla fiamma prende fuoco… Il grande chef decide comunque di assaggiare e scopre che il dolce è addirittura migliorato! Lo serve senza indugio al Principe, noto buongustaio, che chiede subito il nome della prelibatezza, così lo chef gli propone di sceglierne uno lui stesso e, in un gesto di galanteria, Edoardo VII gli dà il nome della fanciulla che si trova al tavolo con lui: Suzette, la figlia di uno dei suoi amici. So cosa state pensando: anche io vorrei che un principe dedicasse a me il nome di un dolcissimo dessert!

2. Filetto alla Stroganoff2

In assoluto il mio piatto preferito, pochi sanno che non venne ideato da uno chef, ma da un medico: il dottor Strogonoff, appunto. Alle dipendenze della zarina Maria di Russia, Strogonoff esercitava la sua professione tra i cacciatori di balene; a quanto pare una intossicazione da aringhe polari colpì l’intero seguito imperiale di San Pietroburgo, mentre si dedicavano ad una battuta di caccia. A quel punto Strogonoff somministrò all’intero equipaggio una dieta molto rigida a base di riso e carne di manzo precedentemente fermentata nella panna e succo di cipolle: in breve il piatto divenne di gran moda alla corte moscovita e al Caffe Puskin, sulle sponde della Neva, dove ne migliorarono subito la ricetta. Magari tutti i mali potessero essere curati da leccornie del genere!

3. Babà3

Ben pochi sapranno che questo dolce, orgoglio dei Napoletani, è invece originario della Polonia. L’ideatore è di sangue blu: a quanto pare il re di Polonia Stanislao Leszczinski amava concludere pranzi, cene e spuntini con un tocco di dolcezza, ma questa sua passione veniva spesso frustrata dai pasticcieri, che erano soliti servirgli il “kugelhupf”: un dolce tipico di quel territorio, con farina finissima, burro, zucchero, uova e uva sultanina, a cui veniva aggiunto lievito di birra…ma al re risultava secco e difficile da mandar giù. Fu cosi’ che gli venne l’idea di ammorbidirlo nel Tokaj e nello sciroppo… Dalla Polonia la ricetta arrivò in Francia grazie al pasticcere Nicholas Stohrer, che gli diede la tipica forma, e la novità subito prese piede: la pasticceria francese dei fratelli Julien ebbe l’idea di chiudere la macedonia in un babà opportunamente spennellato di confettura di albicocche: nacque così il Babà Savarin. Ben presto il dolce arrivò anche alla corte Partenopea, per opera dei “monsù”, come venivano chiamati gli chef che prestavano servizio presso le famiglie nobili napoletane. Si arriva così alla fatidica data del 1836, quando il babà appare come dolce tipico napoletano nel primo manuale di cucina italiana scritto da Angeletti.

4. Panettone4

Le origini di questo dolce sfociano nella leggenda: il mito vuole che il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, il suo aiuto Toni propose una soluzione: con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – venne cucinato un altro dolce, che lui suggerì di portare in tavola. Per fortuna gli ospiti ne rimasero entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

5. Irish coffee5

Secondo la tradizione, l’inventore di questo rincuorante drink e’ Mr. Sheridan, capo dei barman nel bar dell’aeroporto di Shannon in Irlanda. Era il 1942, ed all’aeroporto giunsero in piena notte dei passeggeri stanchi e stizziti per la cancellazione del loro volo dovuta al maltempo; per risollevare la serata Sheridan pensò di servire loro qualcosa di robusto: preparò del caffè molto forte, aggiunse zucchero e whiskey (la bevanda preferita irlandese!) completando con una guarnizione di panna. Quando i passeggeri gli chiesero se si trattasse di caffè brasiliano, Mr. Sheridan divertito rispose: “No, è caffè irlandese!”, e con questo nome il drink passò alla storia.

– Mangoberry –

Rispondi