La storia di Paperino

Fa strano introdurre uno dei personaggi dei fumetti più famoso al mondo, ma – secondo una data riferita da Don Rosa – oggi è il suo compleanno (9 giugno 1920) e quindi ho colto l’occasione per approfondire la storia di Paperino (Donald Fauntleroy Duck). Si tratta, ovviamente, di un iconico volto dei cartoni animati e dei fumetti della Disney, che ha fatto il suo esordio nel cortometraggio La gallinella saggia nel 1934, debuttando nello stesso anno sui fumetti della serie Sinfonie allegre. Con Paperino fu subito facile relazionarsi e il suo successo fu enorme e immediato, dato che rappresentava per eccellenza l’uomo medio moderno, afflitto dalle proprio frustrazioni e dai propri problemi. Secondo l’albero genealogico ideato da Don Rosa, in base alle indicazioni contenute nelle storie a fumetti di Carl Barks, è figlio di Ortensia de’ Paperoni (sorella di Paperon de’ Paperoni) e Quackmore Duck (figlio di Nonna Papera). Ha una sorella gemella, Della Duck, madre di Qui, Quo, Qua.

Come spesso succede, l’evoluzione del suo personaggio dagli esordi ad adesso è stata enorme, e non solo collegata ad un mero fattore estetico, ma anche della sua caratterizzazione stessa. Se prima il suo essere scorbutico e scansafatiche non necessitava altro per funzionare, con il tempo il suo profilo venne molto approfondito, soprattutto grazie a Carl Barks. La creatività di Barks porta la Western Publishing, editore dei fumetti Disney, a pubblicarne i lavori nella collana Four Color, dove realizza storie di ampio respiro che contribuiranno a porre le basi per il Paperino avventuroso che, negli anni successivi, andrà a caccia di tesori accompagnando lo zio Paperone. Oltre alle avventure in giro per il mondo Barks impegna il personaggio in gag dove è impegnato in molti lavori spesso improbabili, tutti destinati al fallimento, oggi grandissimo marco di fabbrica di Paperino. In seguito, poi, sarà Don Rosa a delinearne ancora il carattere: Paperino viene presentato nella Saga di Paperon de’ Paperoni in continuo contrasto con lo zio per l’avidità di quest’ultimo e dipinto come carico di amore paterno verso i nipotini e di slanci avventurosi che lo spingono ad accettare i molteplici lavori e ad accompagnare lo zio Paperone nelle sue avventure. Questi tratti, secondo Don Rosa, gli hanno consentito di guadagnare il rispetto dello zio, il quale comunque preferisce mostrarsi rigido e inflessibile.

Nella versione italiana il personaggio è visto in costante relazione con i suoi nipoti, la sua fidanzata gelosa, lo zio sfruttatore, il cugino fortunatissimo e quello esasperante. La caratteristica principale è sicuramente la sfortuna, che lo perseguita sempre e comunque. E Paperinik? Caratterizzazione fatta da Guido Martina che per primo cala Paperino in un’atmosfera noir, fornendogli l’identità segreta di questo supereroe mascherato, esordito nel 1969. Negli anni ‘90 l’alter ego mascherato di Paperino subirà un’evoluzione tecnologica e dai toni fantascientifici che sarà protagonista della saga di PK dai toni più adulti e maturi delle storie classiche. Io personalmente l’ho sempre amato, diciamo, al naturale, o al massimo nella saga di Paperino Paperotto, nata nel 1999, che ne illustra l’infanzia a Quack Town nella fattoria di Nonna Papera. Sempre in Italia è nato il personaggio di Reginella, creato dallo sceneggiatore Rodolfo Cimino e dal disegnatore Giorgio Cavazzano nel 1972 per la storia Paperino e l’avventura sottomarina. Volevo ricordarla perché con lei il nostro Papero vivrà una tormentatissima storia d’amore che ancora ricordo con la lacrimuccia, quindi intanto colgo l’occasione per fare gli auguri a Paperino e vi lascio, per farvi soffrire con me, una citazione da una lettera lasciata da Reginella:

“Dovere, tempo, destino, tutto tende a separarci e di fatto ci separa, ma… il sentimento non conosce frontiere e mi unisce a te come se avessi per sempre la mia mano nella tua”.

– Lidia Marino –

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