La storia delle copertine musicali – MCMLXXXIV (1984), Van Halen

Il nostro appuntamento storico non manca ad arrivare anche questa settimana: del resto è innegabile che dietro il successo di un cd molta importanza vada attribuita anche alla sua immagine principale, quella che venderà il prodotto, che attirerà lo sguardo; quindi ecco che oggi La storia delle copertine musicali parla di MCMLXXXIV (1984), di Van Halen. Sesto album in studio del gruppo musicale statunitense, pubblicato nel gennaio del 1984 dalla Warner Bros. Records, è senz’altro il maggior successo commerciale del gruppo, con oltre 10 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti.
1° La copertina venne realizzata dall’artista Margo Zafer Nahas. Quest’ultimo aveva inizialmente proposto alla band un disegno, da loro richiesto, raffigurante quattro donne cromate, impegnate in una danza, ma a causa della complessità di un tipo di pittura del genere il lavoro venne rifiutato. Ma quando videro il quadro, realizzato in precedenza, del bambino ne rimasero folgorati e lo vollero assolutamente come cover del loro album.

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° Il quadro raffigura un angelo biondo, che però risulta moderno, grazie alla sua pettinatura alla moda, con il ciuffo ribelle e i capelli tirati indietro, e alla sigaretta, fumata con sguardo sospettoso. Il modello è Carter Helm, che adesso ha una trentina d’anni e vive a S.Francisco, definendo la propria immagine molto bella, ma un po’ imbarazzante, perché gli risulta strano pensare che molte persone abbiano come una sua foto a casa loro! 3

° L’artista volle creare qualcosa del genere perché amava moltissimo l’iconografia degli angeli e dei demoni, ma voleva unire in una sola opera entrambe le figure. Voleva inoltre qualcosa che ricordasse una fotografia, rendendo il tutto quanto più reale possibile, quindi chiese ad una sua amica di poter utilizzare come modello suo figlio di due anni e lei acconsentì. Ovviamente le sigarette non sono reali, ma di cioccolata, e il bimbo le divorò tutte una volta finite le foto.

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° L’immagine, comunque, destò non poche polemiche, perché, sebbene il bambino non stesse effettivamente fumando, nella copertina il risultato finale era proprio quello e in Inghilterra venne censurato il pacchetto di sigarette con un adesivo, per evitare che il pubblico infantile potesse venirne influenzato.

– Lidia Marino – 

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