La storia delle copertine di album musicali – The Freewheelin’, Bob Dylan

Anche oggi la nostra rubrica, La storia delle copertine musicali, ci regala dettagli su un’altra famosissima copertina: The Freewheelin’, di Bob Dylan. Pubblicato nel maggio del 1963, è il secondo album ufficiale del cantautore di Duluth, dopo il disco d’esordio che portava il suo nome. Il successo dell’album trasformò la percezione pubblica che la gente aveva di Dylan, sollevandolo quasi a profeta generazionale, portavoce della gioventù disillusa.

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° La copertina dell’album raffigura una fotografia di Bob Dylan a passeggio sottobraccio con Suze Rotolo, la sua fidanzata dell’epoca. La presenza della ragazza nella vita del cantante ebbe una forte influenza su quest’ultimo, sia per quanto riguarda la scrittura di testi d’attualità, che per il suo modo di suonare e di stare sul palco, influenzato dal teatro brechtiano a cui assisteva la coppia durante la loro relazione.2

° La foto venne scattata nel febbraio 1963, qualche settimana dopo il ritorno della Rotolo dal suo viaggio in Italia, dal fotografo della CBS, Don Hunstein, all’angolo tra Jones Street e la West 4th Street nel Greenwich Village, New York City, vicino all’appartamento dove ai tempi viveva la coppia. Oggi il luogo è molto visitato, in seguito alla fama della copertina. 3

° Dylan era molto innamorato della sua fidanzata dell’epoca e commentò la foto, dicendo che rendeva perfettamente l’idea del loro rapporto: “aveva un sorriso che avrebbe illuminato una strada piena di gente.” Il fotografo Hunstein, invece, dichiarò questo sulla sua reliquia: “non ho pensato di scattare una foto per una copertina di un disco. Avevo come solo un rotolino di pellicola a colori, e la maggior parte degli scatti non erano buoni.” Però a Dylan questa colpì particolarmente. 4

° La protagonista della foto è scomparsa nel 2011, non senza aver lasciato un libro di memorie che prende il nome proprio dall’album: A Freewheelin’ Time: A Memoir of greenwich Village in the Sixties. La loro storia d’amore rimane un elemento importante nella storia del rock; “era la cosa più erotica che avessi mai visto. Incrociarla fu come essere sbalzato nei racconti delle Mille e una notte. Iniziammo a parlare e la mia testa iniziò a girare,” ha scritto il cantante nel suo libro Chronicles. Breve, ma intensa.

– Lidia Marino – 

 

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