La storia delle copertine di album musicali – The Dark Side of the Moon, Pink Floyd

Eccomi al secondo appuntamento della mia rubrica, dedicata alla storia delle copertine di album musicali. Come nel primo articolo, dove troneggiava il bel bambino di Nevermind, anche in questo caso ho scelto qualcosa di estremamente famoso, che nessuno al mondo può non aver visto almeno una volta: The Dark Side of the Moon, dei Pink Floyd.

1° La band, decisa a conferire all’album un tono più serio, si impuntò nel pretendere una copertina “intelligente”, qualcosa che avesse un significato ben preciso. “Molta della considerazione che hanno ottenuto negli anni le copertine” disse il giornalista Rick Sanders nel 1974 “è dovuta al lavoro della Hipgnosis, nome molto legato ai Pink Floyd, avendo la compagnia curato parecchie delle copertine del gruppo”: questo sottolinea l’importanza che quella semplice immagine ha avuto – e ha ancora – nel mondo della musica. Il prisma tanto famoso “rappresenta sia la diversità sia la pulizia del suono della musica”, ha detto in proposito il designer dell’immagine Storm Thorgerson.

2° Vennero presentati sette disegni dalla compagnia, ma i quattro membri del gruppo scelsero immediatamente quello del prisma. Il fascio di luce nell’immagine ha sei colori e divide la confezione orizzontalmente in due parti: in quella inferiore compaiono i testi delle canzoni mentre in quella superiore vi è l’elenco delle tracce e i crediti; la linea verde, secondo un’idea di Roger Waters, si muove come un elettrocardiogramma. Le linee proseguono anche sul retro della copertina dove si inseriscono all’interno di un altro prisma rovesciato, voluto da Thorgerson per facilitare la disposizione del disco nei negozi.

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° “Ho sempre visto il triangolo come simbolo di pensiero e ambizione e ho trovato questi elementi nei testi di Roger. Quindi poi ne ho fatto un prisma, perché ritenevo che appartenesse all’anima dei Floyd”, dichiarazione di Thorgerson, che ha poi svelato che all’epoca si pensò anche di aggiungere un uomo su una tavola da surf cavalcare un’onda: “assomigliava al personaggio della Marvel Silver Surfer, ma alla fine a me non interessava l’eroe o plagiare la casa di fumetti; volevo che ci fosse un’onda, perché mi sembrava rendesse bene il rapporto del gruppo con i fan. Non credo che ci sia il copyright sulle onde, o sì?!”

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° Alla morte di Thorgerson, avvenuta il 18 aprile 2013, David Gilmour ha rilasciato un’intervista per commemorare la sua persona e il suo immenso lavoro: “Ci siamo incontrati per la prima volta quando eravamo ragazzini, e ci vedevamo spesso allo Sheep’s Garden, dove Storm non faceva altro che immergerci con la sua forza, le sue idee e il suo entusiasmo. Da quei momenti non era cambiato assolutamente nulla, eravamo sempre gli stessi. Lui è stato una forze costante nella mia vita sia sul lavoro che nel privato, ed è stato sempre una spalla su cui poter piangere. Tutti i lavori che ha creato per i Pink Floyd a partire dal 1968 sono stati parte inseparabile del nostro lavoro. Mi mancherà.”

Al prossimo appuntamento, con Abbey Road, dei The Beatles

– Lidia Marino – 

 

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