La storia delle copertine di album musicali – Nevermind, Nirvana

Inizio oggi una nuova rubrica, che non avrà un giorno fisso, ma che troverete d’ora in poi all’interno della settimana: la storia delle copertine di album musicali. Il titolo è parlante, perciò dubito che ci siano quesiti in proposito circa l’argomento che andrò a trattare. Inizio con una delle immagini che ritengo tutti abbiano visto nella loro vita e che difficilmente non saprete accostare al gruppo che l’ha scelta: Nevermind, dei Nirvana.

1

° Kurt e Dave Grohl, dopo aver visto un documentario incentrato su parti assistiti in piscina, volevano come copertina la foto di una nascita in acqua, ma questa idea venne fortemente ostracizzata dai direttori artistici della Geffen, che temevano la rivolta del pubblico puritano americano. La scelta deviò quindi su un semplice scatto di un bambino in acqua, compito che venne affidato all’emergente Kirk Weddle, il cui lavoro aveva convinto la casa discografica. Il protagonista della foto era il figlio di amici di Weddle, Spencer Elden. Il fotografo propose inizialmente una bambina, ma la band rispose, convinta, che voleva “il ca**o”.

2

° “Ho mostrato a Kurt l’immagine del bambino”, ricorda il designer Robert Fisher, “e gli piaceva, ma aveva bisogno di qualcosa di più. Abbiamo buttato giù tutti i tipi di idee e Kurt , alla fine ha suggerito un amo da pesca. Poi abbiamo passato tutto il giorno a pensare a ciò che si può attaccare ad un amo. Anche se Kurt non ha mai dato indicazioni razionali sulla progettazione della cover, immagino che per lui il bambino nudo simboleggiasse la propria innocenza, l’acqua un ambiente alieno e il gancio e il dollaro la sua vita creativa entrata in contatto con la realtà commerciale della musica rock.”

3

° Nonostante la Geffen provò a contestare anche la nudità del bimbo, Cobain fu irremovibile, consigliando di censurare le parti intime con un adesivo con scritto: “se ti senti offeso da questo, sei un potenziale pedofilo”. La casa discografica preferì allora lasciare lo scatto senza modifiche.

4

° Sono presenti numerose foto – oltre 200 scatti – dell’intera band dentro la piscina, che ha passato ore e ore immersa nell’acqua a posare per la camera, tanto che alla fine Kurt Cobain, stanco e, parole sue, “poco allenato all’attività fisica”, si è addormentato sul set. Molti di questi scatti inediti sono stati rilasciati per la prima volta in una mostra speciale a Austin e presenti nel documentario su HBO su Kurt Cobain.

Sapevate già tutto? Notizie interessanti, no? Ad ogni modo, non perdetevi l’appuntamento della prossima settimana con Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

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