La storia delle copertine di album musicali – Hotel California, Eagles

Oggi parliamo del quinto album degli Eagles, pubblicato nel 1976, che ha conferito al gruppo maggior successo: Hotel California. Pensate che la canzone che dà il titolo all’album, secondo alcuni, sarebbe un mero plagio di We used to know dei Jethro Tull, ma il leader stesso di questi ultimi, Ian Anderson, ha smentito tale tesi, pur riconoscendo qualche similitudine nella progressione degli accordi. 1

° Uno potrebbe pensare che la foto ritragga l’Hotel California… e invece no. Si tratta del Beverly Hills Hotel, situato al 9641 di Sunset Boulevard a Los Angeles. Il vero Hotel California, invece, si trova a Todos Santos, Baja California Sur, dove, secondo storia, avrebbe soggiornato Don Henley, uno dei principali componenti della band, e proprio qua sarebbe stata scritta la canzone famosa. Tutto ciò non è mai stato confermato e con molta probabilità fu una voce messa in circolazione proprio dall’albergo, che verso la metà degli anni ’80 non aveva molti clienti. Se è stato così, però, di sicuro ha fatto bene, perché Todos Santos oggi è una meta piuttosto frequentata e, certamente, questo è dovuto anche all’alone di mistero che avvolge il più noto dei suoi hotel.

2° All’interno della copertina dell’album c’è un’altra foto, che non è la hall del Beverly Hills Hotel, ma il salone interno del Lido Apartments, a Hollywood. La lobby è affollata di persone, fra cui, in primo piano, i membri della band. Dalle finestre possiamo vedere diverse figure dal volto non perfettamente identificabile, il che ovviamente ha scatenato i satanisti, che ci hanno visto di tutto, ma in particolare nella figura che si affaccia dall’arco centrale avrebbero riconosciuto il volto di Anton Szandor LaVey, fondatore della Chiesa di Satana di San Francisco e autore della Bibbia di Satana. Si dice che gli Eagles fossero frequentatori del suo entourage. Ecco il commento a questo proposito del chitarrista Glenn Frey: “Quella storia fu messa in giro da un predicatore fondamentalista dell’Oklahoma e si sparse a macchia d’olio per tutto il Sud. Tutto cominciò perché nella foto all’interno della copertina di Hotel California, in alto a sinistra, c’è una modella di colore che appare a malapena affacciata alla finestra. Insomma, questo predicatore s’inventò che era Satana in persona!”

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° Il fotografo, David Alexander, e l’art director, John Kosh, per trovare la giusta combinazione di luce, colore e nitidezza dell’immagine, furono costretti a salire su una piattaforma alta diversi metri e attendere molte ore scattando continuamente, con le loro Nikon e con pellicole ultra-rapide Ektachrome. Pensate che addirittura l’hotel in questione intentò un’azione legale contro l’album, fino a quando non si accorse dello “strano” incremento della clientela. 4° La scritta Hotel California è stata realizzata dallo stesso Kosh, per poi essere incollata sopra l’insegna del Beverly Hills Hotel; il tutto è stato nuovamente fotografato e stampato per ottenere il pregevole risultato finale. Una non tanto semplice foto, che ha fatto la storia.

– Lidia Marino – 

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