La storia delle copertine di album musicali – Enema of State, blink 182

Il primo Giugno 1999, i blink 182 pubblicarono il loro terzo album, Enema of State, che rese il gruppo enormemente famoso all’epoca e ci regalò successi come What’s My Age Again?, All The Small Things e la toccante Adam’s Song. Ma la nostra rubrica pone l’attenzione sull’immagine che ha accompagnato l’uscita di questo cd, ne La storia delle copertine di album musicali.1

° La copertina dell’album mostra un’infermiera in abiti succinti mentre indossa un guanto in lattice: è Janine Lindemulder, pornostar statunitense. Della foto esistono tre versioni differenti: la prima aveva una croce rossa sul cappello e una B maiuscola per il nome della band, che però ha sempre preferito la lettera iniziale minuscola, così venne cambiato quel piccolo dettaglio. Infine vennero contattati dalla Croce Rossa e gli venne chiesto di togliere il loro simbolo dall’immagine promozionale e così si ottenne il risultato finale.

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° Sul retro compare la band – seminuda – con la modella, che sta preparando qualche tipo di iniezione. Il trio era ignaro del fatto che la donna fosse una pornostar, finché non venne informato dal produttore Jerry Finn. Avevano scelto lei, infatti, solo da una serie di immagini a loro proposte, che aveva stipulato lei come la più sexy e provocante. L’idea dell’infermiera comunque era voluta a grande voce dalla band, secondo Mark Hoppus, e si era considerata l’ipotesi anche di includere modelle di Playboy, ma quando spuntò la Lindermulder non ce ne fu più bisogno.

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° David Goldman è il fotografo della copertina, scatta il 12 marzo 1999, che non conosceva affatto la band, prima di essere coinvolto nel progetto. In un’intervista del 2012 rivelò di aver incluso il guanto in lattice perché era stato informato del precedente titolo dell’album – Turn Your Head and Cough – , ma passare all’idea del clistere comunque poi gli sembrò una buona trovata.

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° In America l’immagine della copertina suscitò non poche polemiche, che Hoppus ritenne decisamente stupide e senza alcuna motivazione: “in fondo è la foto di una ragazza, con qualche ammiccamento, e niente di più”. Si è dichiarato dispiaciuto, inoltre, di aver dovuto togliere la croce dal cappello della modella, perché quella per lui era la versione migliore, ma comunque si è detto soddisfatto del risultato della direzione artistica – curata da Tim Stedman.

– Lidia Marino – 

 

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