La storia dei teatri più famosi del mondo: Teatro dell’Opera di Sydney

Dopo il primo capitolo di questa nuova rubrica, dedicato al nostro Teatro alla Scala di Milano, oggi ci spostiamo in Australia, con uno dei suoi simboli più iconici: il Teatro dell’Opera di Sydney. Questo famosissimo edificio, di appena 46 anni, è stato inaugurato il 20 ottobre 1973 dalla regina d’Inghilterra Elisabetta II, ed è stato costruito sulla base di un progetto dell’allora sconosciuto architetto danese Jørn Utzon, che costò circa 102 milioni di dollari.

La struttura possiede più di mille fra sale da concerti e stanze per altre attività: quella principale, la Concert Hall, dagli interni in legno, ospita 2679 posti a sedere ed è ispirata, nella sua altezza, a una cattedrale: contiene uno degli organi a canne più grandi del mondo: costò 1,2 milioni di dollari e fu inaugurato dalla “Toccata e Fuga in Re minore” di J.S. Bach nel 1979. Ci sono poi altre due sale adatte per rappresentazioni teatrali, rispettivamente da 544 e 398 posti e il cosiddetto Studio, usato per DJ Set e feste. La Utzon Room, progettata interamente dall’architetto dopo il suo ritorno nel 1999, è una piccola sala utilizzata per concerti particolari o conferenze stampa.

L’intera costruzione poggia su una grande piattaforma in granito lunga 185 metri e larga 120. I gusci sono composti da “costole” (2400) di calcestruzzo ricoperto da piastrelle bianche, e formano a coppie una specie di volta: le più grandi sono chiuse dal lato principale da vetrate molto alte. Il progetto innovativo di Utzon relativo agli interni dell’edificio purtroppo non venne mai attuato. Utzon, infatti, si trovò in forte contrasto con il nuovo primo ministro australiano, Davis Hughes, il quale iniziò a dubitare anche delle capacità dell’architetto danese. Fu così che Utzon nel 196 diede le dimissioni e lasciò Sydney; i lavori del Teatro dell’Opera di Sydney furono completati nel 1973 da un altro team di architetti.

Ad ogni modo, negli anni il Teatro è diventato una delle maggiori attrazioni turistiche della città, e dal 2007 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità scelti dall’UNESCO.

– Lidia Marino – 

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