La storia dei teatri più famosi del mondo: Teatro dell’Opera dei Margravi

Continuiamo il nostro viaggio, arrivando oggi a Bayreuth, con il Teatro dell’Opera dei Margravi. Parliamo del teatro barocco più bello d’Europa e sicuramente di quello conservato al meglio fino ai giorni nostri e fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

La costruzione dell’edificio, che per dimensioni e sfarzo si ispirava ai teatri di Vienna, Dresda, Parigi e Venezia, fu commissionata dalla coppia di margravi Friedrich e Wilhelmine von Brandenburg-Kulmbach; i lavori durarono dal 1746 al 1750. All’interno il teatro è costruito in legno, e non invece in pietra e marmo come ci si aspetterebbe. Di legno sono anche le colonne, studiate per ottenere l’acustica migliore. La presenza di questo teatro dell’opera a Bayreuth è stato anche uno dei motivi che spinse il compositore Richard Wagner a scegliere questa località per organizzare il suo festival musicale. Ad attirare la sua attenzione era stato inizialmente l’enorme palcoscenico, una novità per l’epoca; tuttavia in seguito si rese conto che le dimensioni e la forma della platea non erano adatte al tipo di rappresentazione che aveva in mente. Rimase comunque a Bayreuth, dove decise di costruire il proprio teatro, il Festspielhaus.

Ma la brillantezza dell’Opera dei Margravi durò solo pochi secoli. Già prima della Rivoluzione francese lo splendore di Bayreuth finì, perché dopo la morte della coppia margravia, Bayreuth entrò a far parte della Prussia e, dopo la guerra di Napoleone nel 1806, della Baviera. Per questo il teatro venne lentamente abbandonato ed è probabilmente a questo che dobbiamo il fatto che si sia conservato così bene, dato che quasi tutte le altre opere del barocco furono bruciate.

Se volete visitarlo, e dovreste, è aperto da Aprile a Settembre tutti i giorni dalle ore 9 a 18, da Ottobre a Marzo tutti i giorni dalle ore 10 a 16 (chiuso in caso di prove e rappresentazioni).  Per altre informazioni consultate i siti: www.bayreuth-wilhelmine.de e www.bavieraturismo.it/unesco.

– Lidia Marino – 

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