La storia dei teatri più famosi del mondo: Teatro alla Scala di Milano

Ogni tanto decido di iniziare una nuova rubrica, nella speranza di abbracciare la curiosità di lettori di vario genere. Un argomento che io amo molto è il teatro e ho pensato fosse interessante andare a conoscere la storia che si nasconde dietro alcuni dei teatri più famosi del mondo. Non ci sono molte occasioni per essere orgogliosi dell’Italia, di questi tempi, quindi quando si presenta l’occasione per sfoggiare un nostro vanto bisogna coglierla al volo e dunque inizierò questo percorso con il Teatro alla Scala di Milano.

Anche per i non appassionati del genere, “la Scala” è una istituzione importante del nostro Paese ed è giusto, dunque, conoscerne la storia. Il Teatro alla Scala, opera dell’architetto Giuseppe Piermarini, sorge al posto della chiesa di Santa Maria alla Scala, da cui prese il nome, e viene inaugurato il 3 Agosto 1778 con 3.000 posti e la prima rappresentazione assoluta de L’Europa riconosciuta di Salieri. Il teatro non era all’epoca soltanto un luogo di spettacolo: la platea era spesso destinata al ballo, i palchi venivano usati dai proprietari per ricevervi degli invitati, mangiare e gestire feste varie e in un altro spazio, in corrispondenza del quinto ordine di palchi, si giocava addirittura d’azzardo.

Ma è nel 1858 che il teatro inizia a troneggiare visivamente: vengono demolite tutte le costruzioni fra la facciata e Palazzo Marino, dove attualmente risiede il consiglio del Comune di Milano. La ditta Ricordi apre i suoi uffici a sud del teatro. E non è un caso. A quel tempo, tutti gli aspetti della produzione artistica erano sotto il controllo di quella che oggi è una casa discografica, ma allora era un gigante nel settore degli spartiti musicali. Non c’era corda che suonasse alla Scala se Ricordi non voleva. Due anni dopo la Scala si accende di illuminazione a gas. L’energia elettrica fa il suo ingresso in teatro nel 1883.

E durante le guerre? Finita la Prima Guerra Mondiale, i palchettisti rinunciano ai diritti di proprietà e nasce un ente autonomo di gestione. Sfilano i migliori cantanti dell’epoca, da Magda Oliviero a Giacomo Lauri Volpi, a Beniamino Gigli. Durante la Seconda, invece, Il 16 agosto del 1943 un bombardamento colpisce Milano e della Scala rimangono distrutti il tetto, la volta e numerose parti, tanto da dover essere ricostruita dal ‘45 al ‘46. Toscanini riapre la nuova sede, con  un’opera inaugurale, La gazza ladra, l’11 maggio del 1946. Fu lo spettacolo simbolo della rinascita. Erano presenti 5 mila persone all’interno del teatro e diverse migliaia in Piazza della Scala e nelle vie adiacenti, attrezzate con altoparlanti.

Il grande organismo musicale si è poi molto evoluto fra il 2002 e il 2004, con un restauro conservativo, nuovi ambienti per gli artisti e un’articolata macchina scenica. È stata rimossa la moquette rossa e sistemato un pavimento a base di legno altrettanto acustico. Sono state restaurate pitture alle pareti e intarsi dorati. Non senza discussioni il progetto dell’architetto Mario Botta, che ha creato una torre scenica e una ovale, due massicci volumi che hanno in parte cambiato il volto originario dell’edificio. L’architetto ha difeso il suo lavoro:  “Oggi, rispetto ai tempi di Piermarini, c’è più profondità visiva, dovuta allo spazio ricavato per Piazza della Scala. I nuovi volumi sono arretrati rispetto alla costruzione originale, con l’intento di evidenziare le facciate storiche nel rapporto figurativo con il tessuto urbano e il linguaggio astratto delle nuove costruzioni, in modo da separare i due diversi periodi storici”.

Diversi volti, ma uguale magnificenza e prestigio, che, possiamo sperare, non cesseranno mai.

– Lidia Marino –

 

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