La stagione 2015/2016 del Teatro Brancaccio

1aPer il quarto anno consecutivo sotto la direzione artistica di Alessandro Longobardi, la stagione 2015/2016 del Teatro Brancaccio presenta un programma decisamente interessante, soprattutto per chi, come me, ama i musical. Il teatro, infatti, apre il 7 ottobre con Cabaret, di Giampiero Ingrassia e la Compagnia della Rancia, con la regia di Saverio Marconi (curatore anche di Sister Act, che andrà in scena nel periodo natalizio).

Dal 21 ottobre tornerà il magnifico Priscilla La regina del deserto, che vi consiglio caldamente, perché delizioso, divertente e con musiche tutte da cantare e ballare! Il 18 febbraio debutterà, invece, Burattino senza fili, il musical con le musiche di Edoardo Bennato e la regia di Maurizio Colombi. Il 6 aprile torna anche il musical Rapunzel con Lorella Cuccarini ancora nei panni della perfida Madre Gothel, Alessandra Ferrari in quelli della protagonista e Giulio Corso in quelli di Phil. Chiuderà la stagione il ritorno di Grease, cavallo di battaglia della Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi.

Ma se non siete malati di questo tipo di spettacolo come la sottoscritta, potrete godervi dal 25 al 29 novembre il Nuovo Circo con Les 7 doigts de la main, in scena per Cuisine&Confessions, creazione e regia di Shana Carroll e Sébastien Soldevila dal Romaeuropa Festival. Per non parlare del 23 settembre, data nella quale i fan della musica di Steve Hackett potranno assistere al Genesis Classics with Hackett Favourite.
Infine, ci saranno anche opere più canoniche, con Ennio Fantastichini protagonista di Tra la carne e il cielo, tra Bach e Pasolini, con l’Orchestra Lirico Sinfonica del Teatro di Volterra.

Longobardi in una recente conferenza stampa ha voluto sottolineare la bocciatura da parte del Mibact del progetto triennale proposto di quello che avrebbe voluto raggiungere lo status di consorzio Officine del Teatro Italiano. “In questa conferenza avevo previsto il gioioso annuncio della nascita del consorzio Officine del Teatro Italiano, che aggrega questo Teatro e la Sala Umberto; voluto per perseguire il raggiungimento dello status di “Centro di produzione”. Avrei voluto condividere con Voi questa gioia. Invece non è così. Il pregiato Mibact non ritiene che il nostro progetto triennale sia da prendere in considerazione, azionando il meccanismo di filtro denominato: qualità. La realtà è che si tratta di una scelta politica. Null’altro.”

Ci tenevo a citare questo avvenimento, perché è qualcosa di importante e amaro, non pensate? Ad ogni modo, ci sono molti appuntamenti che non mi perderò, e voi?

– Lidia Marino – 

 

 

 

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