La scrittura dei musicisti: un vero e proprio genere letterario

L’Italia può vantare un gran numero di cantautori di successo: artisti a tutto tondo che sono in grado di creare nel ristretto spazio di un pentagramma quelle che sono le melodie che animano le nostre emozioni; elaborano musiche che fanno il paio con testi pregni vissuto, d’amore, di dolore. E queste creazioni sono le opere di coloro che vivono di musica, ma che soprattutto danno vita alla musica ed entrano prepotentemente nelle nostre esistenze: quasi sempre le canzoni sono le loro personali storie esplicate in do-re-mi-fa-sol per poter diventare in realtà anche un po’nostre. Ma quando tutto questo non è più abbastanza che si fa? Quando le righe del pentagramma sembrano non riuscire più a contenere le emozioni,i pensieri, le tante frasi con cui ci si vuole raccontare, dove si riversa tutta questa passione e voglia di fare,di raccontare Beh, in tal caso si passa dalla musicalità delle note a quella racchiusa nelle pagine stampate, si sostituiscono le note negli spartiti con le parole che compongono versi, paragrafi, capitoli, interi libri. Ed è un fenomeno che ultimamente ci riguarda molto da vicino: sono numerosi gli artisti della musica italiana che negli anni si sono riscoperti abili autori di racconti o romanzi ed hanno così pubblicato libri in cui la poesia dei loro testi cantati trovasse ampio respiro in un numero maggiore di pagine. Direi che possiamo parlare quindi di un vero e proprio genere letterario: la scrittura dei musicisti.  Genere che nell’ultimo periodo ha visto pubblicati diversi titoli.

1Scusate il disordine di Luciano Ligabue: Artista poliedrico che negli anni ci ha dato modo di conoscerlo non solo come cantautore, ma anche come autore di cinema, racconti, romanzi nonché poesie. Il suo ultimo lavoro è una raccolta di ben 16 racconti che presentano tutti un forte legame con la musica che ci verrà presentata in tutte le sue sfaccettature. Uscito il 10 maggio è ancora ai primi posti delle classifiche,libro più letto per 4 settimane di seguito. Lo stesso Ligabue, parlando del suo libro, dice: Noi cerchiamo di disciplinare la vita riempiendola di regole, ma in realtà non abbiamo alcun controllo sulle cose che ci riguardano intimamente. In queste storie ho voluto dilatare l’effetto di disordine, aggiungendo elementi soprannaturali, surreali, per certi versi magici, che interferiscono in modo naturale nelle vite dei protagonisti. Titolo quindi evocativo, che si ricollega alla perfezione alla tematica centrale della raccolta.

2Nella notte di Roma di Antonello Venditti: Le canzoni del cantautore Romano sono da anni le più amate della capitale, ma non solo; brani che racchiudono microstorie a cui la città di Roma fa da sfondo, se non addirittura da compagna di viaggio. E questo suo grande amore per la città, che ama più di ogni altra al mondo, lo ha riversato in un ironico, sagace e realistico libro; un pamphlet in cui si elencano quelle che sono le bellezze deturpate di Roma, le sue peculiarità e le sue cattive abitudini, tracciando uno schema di quello che è la vita dei Romani in una delle città più belle d’Italia che è al contempo anche la più trascurata, martoriata, deturpata. Una sorta di lettera a cuore aperto con cui il cantautore prova a lanciare un appello ai suoi concittadini e ai politici affinché si permetta a Roma di tornare a splendere come più le si addice. La copertina assai suggestiva raffigura una buca a forma di cuore che emerge tra i sampietrini, simbolo della Città eterna, e una frase anch’essa assai suggestiva: Un incontro causale, una città sospesa, i suoi vizi capitali. Sicuramente nessuno meglio di un Romano innamorato della sua città saprà cogliere al meglio i suoi tratti caratteristici e le sue immancabili pecche.

3La vita che si ama di Roberto Vecchioni: nuova opera per il professore che non è nuovo al mondo dell’editoria. Quest’anno è uscito il suo ultimo capolavoro in cui parla della vita, della sua esperienza, dei piccoli particolari dell’esistenza e soprattutto della felicità intesa come costante della vita dell’uomo, sempre presente, ma non sempre riconoscibile. È nel vivere in sé, non è gioia o euforia, è il dinamismo del tempo, la geometria stessa. Pagine che ci offrono una concezione filosofica dell’esistenza e del tempo che l’autore stesso definisce orizzontale, in cui passato presente e futuro si impilano uno dentro l’altro per darci modo di avere sottomano tutto ciò che avevamo conquistato e potremmo ancora avere. Vecchioni avrebbe voluto intitolare la sua opera lettere ai miei figli sulla felicità per poi però rendersi conto che non era un titolo azzeccato[…] nel libro non parlo di loro ma a loro,racconto episodi che probabilmente non conoscevano in questi termini ma sono validi per tutti. E non sono lettere bensì riflessioni,frammenti di ciò che è stato e sarà. All’interno dell’opera sono presenti episodi autobiografici, ma mai troppo dettagliati, non è un’opera auto celebrativa, anzi. Spesso sono inserite citazioni di canzoni o rimandi letterari, ma sono solo accennati, una finestra sulla cultura che simboleggia un sapere non invadente, un invito a ricordare o a saperne di più.

4Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto di Francesco Guccini: anche questa è una raccolta di racconti o meglio diapositive che il Maestro propone ai suoi lettori. Storie che parlano di una realtà periferica della sua terra dove il tempo sembra essersi fermato a prima dell’avvento della tecnologia,della moralità vacua e dei sentimenti indefiniti. Con questi racconti riporta alla luce un linguaggio inconsueto, ormai inutilizzato e delle realtà che sembrano essere quelle narrate dai film in bianco e nero del secolo scorso. Stesse emozioni e riflessioni che spesso sono inserite nella canzoni che tanto amiamo del Guccini questa volta le ritroviamo rilegate in una raccolta musicale e poetica allo stesso tempo. Un regalo che farà sicuramente innamorare i suoi fan ma non solo.

Questi sono solo alcuni degli autori presenti lo scorso Maggio al Salone del libro di Torino, ultime uscite che hanno riscontrato grande affetto del pubblico e confermato la grandezza di cantautori evidenziando il loro status di abili artisti nell’uso della parola: un’arma potente che con la loro sensibilità riesce a dar vita a letture emozionanti e appaganti.

– Jessica Bua – 

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