La prima volta al cinema: il manifesto Cinématographe Lumière

Recentemente l’università mi ha dato la possibilità di frequentare un eccezionale corso di Storia del Cinema, e così ho potuto approfondire alcuni aspetti di questa affascinante arte delle sue origini, quando ancora le persone indietreggiavano spaventate nel vedere un treno avvicinarsi a loro attraverso uno schermo.

Vorrei parlarvi del famoso e importantissimo manifesto che venne creato in onore della prima proiezione cinematografica pubblica della storia. Il 28 dicembre 1895 al “Grand Café del Boulevard des Capucines” di Parigi i fratelli Louis e Auguste Lumière proiettano per i loro curiosi spettatori dieci pellicole, ciascuna della durata di cinquanta secondi. Erano semplici film monopuntuali dai tratti documentaristici, che mostrano atti naturali e quotidiani di persone riprese da un punto di vista laterale. I fratelli danno precise istruzioni ai loro momentanei attori: l’azione doveva svolgersi in quei brevi cinquanta secondi, nessuno si muoveva andando verso la macchina da presa (insieme alla visione laterale questo doveva dare un senso di profondità) e tutti svolgevano azioni con disinvoltura e noncuranti della registrazione in corso.

Il manifesto Cinématographe Lumière venne creato da Marcellin Auzolle l’anno successivo al grande spettacolo e oggi viene conservato al Museo del Cinema di Torino. L’immagine mostra il pubblico composto da una famiglia borghese, genitori e bambini con la tata seduta nella fila dietro la loro. Quel che si vuole comunicare è proprio che lo spettacolo è adatto a tutta la famiglia, ad entrambi i sessi e a tutti i ceti sociali. Sono precisazioni che oggi fanno sorridere ma agli albori del XX secolo costituivano un importante cambiamento della società. Ben visibile anche la guardia in piedi sul lato sinistro del manifesto, lo spettacolo è quindi sorvegliato, e tutti si stanno divertendo, indipendentemente dal loro ruolo sociale. Vediamo poi che Auzolle mostra anche la pellicola che viene proiettata, il momento di svago porta le persone a ridere e a dimenticare i problemi quotidiani, grazie alla visione del “Le Jardinier”, che negli anni diventa famoso con il titolo “L’arroseur arrosè”, in italiano “L’innafiatore innafiato”, dove per la prima volta non viene solo documentato un momento, ma la situazione è recitata nella sua interezza: mentre un giardiniere sta innaffiando, alle sue spalle un ragazzo blocca con un piede il flusso d’acqua che scorre nella canna. Quando in giardiniere pone il volto di fronte alla canna per capire quale sia il problema, il ragazzo toglie il piede e l’acqua arriva proprio addosso al giardiniere. La scena comica è il primo film della storia che presenta una trama e una sequenza di azioni non vere ma pensate esclusivamente per la ripresa.

Tutti gioiosi per l’inizio di una nuova epoca, per la nascita di questa innovativa forma di intrattenimento che coinvolgeva la vista prima di tutti gli altri sensi, che mostrava immagini non tangibili ma comunque in movimento. Per la prima volta quella sera qualcuno si sedette in un cinema per vedere un film, oggi è così scontato tanto da non fare più caso alla straordinarietà racchiusa in tutto ciò.

– L’inattendibile parola – 

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