La pittrice Sofonisba Anguissola

Ed eccoci al consueto appuntamento con la nostra rubrica sulle donne nel mondo dell’arte. Oggi facciamo la conoscenza di una pittrice italiana, un’artista tra le prime esponenti femminili della pittura europea: Sofonisba Anguissola.

Sofonisba Anguissola nasce a Cremona il 2 febbraio del 1532, dalla nobile famiglia piacentina degli Anguissola. Prima di sette figli, nata da Amilcare Anguissola e da Bianca Ponzoni, Sofonisba comincia a muovere i primi passi nel mondo dell’arte insieme alle sue quattro sorelle: Elena, Lucia, Europa e Anna Maria. Grazie all’appoggio incondizionato del padre, Sofonisba si applica con dedizione al disegno ed alla pittura presso lo studio del giovane pittore Bernardino Campi. Lo stile del maestro la influenza notevolmente, tanto da riportarne i tratti essenziali nei propri ritratti. Grazie alla sua competenza letteraria e musicale, Sofonisba diventa una figura di spicco nella vita artistica delle corti italiane, intraprendendo così una fitta corrispondenza con gli artisti più famosi dell’epoca.  Amilcare Anguissola continua imperterrito a sostenere il lavoro e la vocazione delle sue figlie riuscendo ad esporre le loro opere presso alcuni salotti notabili. Ma sono le opere di Sofonisba che catturano l’attenzione di chiunque le guardi e i complimenti di Giorgio Vasari e di Michelangelo Buonarroti. Nel 1550 la giovane si trasferisce a Milano presso la corte di Ferrante Gonzaga. Lei, con sua sorella Elena, diventa allieva del pittore Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Nel 1559 Sofonisba viene invitata alla corte di Filippo II di Spagna come dama di corte della nuova regina, la francese Isabella di Valois. Per la regina l’artista dipinge numerosi ritratti e per qualche mesi cerca di insegnarle l’arte del disegno. Sofonisba diventa ritrattista ufficiale della famiglia reale, suscitando il commento e l’interesse di molti accreditati ambasciatori. Questo periodo d’oro si conclude con la morte della sua amata regina, avvenuta nel 1568. Tuttavia dopo la sua morte, Sofonisba rimane a corte al seguito delle figlie della regina, Isabella Clara Eugenia e Caterina Micaela, continuando ovviamente a dipingere. Alla soglia dei quarant’anni Sofonisba sposa per procura, nel 1573, don Fabrizio Moncada cadetto siciliano appartenente a una nobile e titolata famiglia. Dopo il matrimonio si trasferisce in Sicilia nel palazzo dei Moncada a Paternò, dove dipinge la “Madonna dell’Itria”, che oggi si trova nell’atrio della chiesa del monastero delle benedettine intitolato a Maria SS. Annunziata. La vita matrimoniale della donna si conclude molto presto: Sofonisba nel 1578 rimane vedova e decide di trasferirsi in Liguria. Tuttavia a Livorno conosce il nobile genovese Orazio Lomellini e un anno dopo a Pisa diventa sua moglie. Nel 1615 a causa dei numerosi interessi del proprio consorte, la donna torna a Palermo. Qui avverte un progressivo indebolimento della vista che le impedisce di continuare ad esercitare la propria arte. Tuttavia nel 1624, poche settimane dopo lo scoppio di una tremenda epidemia di peste, Sofonisba riceve la visita del giovane Anton Van Dyck, chiamato in città per dipingere il ritratto del viceré Emanuele Filiberto di Savoia. L’uomo rimane affascinato dalla lucidità e dalla vivacità della pittrice novantenne, tanto da scrivere di lei nel suo diario di viaggio. Sofonisba Anguissola muore un anno dopo, esattamente il 16 novembre del 1625, e viene sepolta nella chiesa palermitana di San Giorgio dei Genovesi.

L’artista è stata la prima donna ad essere riconosciuta a livello internazionale come pittrice e a trovare la gloria in una professione di soli uomini, guadagnandosi il rispetto di tutti i suoi colleghi.

Una pioniera della sua epoca che ha lasciato a tutti noi un’eredità artistica inestimabile.

Alla prossima, lettore!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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