La pittrice Mary Cassatt

Ben ritrovato lettore!

Il nostro viaggio nella terra delle donne nel mondo dell’arte è quasi in dirittura d’arrivo e ovviamente non potevo esimermi dal farti conoscere una delle principali artiste americane amica degli Impressionisti, ovvero la pittrice Mary Cassatt.

Mary nasce il 22 maggio del 1844, nella città di Allegheny in Pennsylvania. Figlia di un ricco uomo d’affari la ragazza mostra fin da subito la sua predisposizione verso l’arte. All’età di 16 anni, Mary si iscrive all’accademia della Pennsylvania delle arti fini di Filadelfia, contro il volere di suo padre. L’uomo desidera per la propria figlia un futuro consono ad ogni ragazza dell’epoca: “Preferirei piuttosto vedere morta mia figlia che vederla vivere all’estero come una bohémien“. Ma Mary non si arrende, desidera solo diventare una pittrice: abbandona la scuola e comincia a studiare autonomamente i grandi pittori europei. Insieme a sua madre si trasferisce a Parigi e nel 1866 comincia a prendere lezioni private di pittura. Nel 1868 diventa allieva del pittore Thomas Couture e nello stesso anno la giuria del Salon di Parigi accetta di esporre uno dei suoi dipinti: “Un suonatore di mandolino”. Tuttavia, per non incorrere verso le ire del padre, decide di presentare il proprio dipinto con il nome di Mary Stevenson. Nonostante ciò a causa della guerra franco-prussiana Mary è costretta a tornare in America e appena arrivata a casa suo padre tenta, con ogni mezzo, di mettere fine alla sua carriera. Nonostante le pressioni famigliari riesce ad esporre in una galleria di New York due suoi dipinti. Nel 1871 si trasferisce a Chicago in cerca di fortuna ma a causa di un incendio, nell’ottobre dello stesso anno, perde la maggior parte dei suoi lavori. Qualche tempo dopo l’Arcivescovo di Pittsburgh le commissiona delle opere. Il lavoro le permette di imbarcarsi di nuovo per l’Europa e raggiungere Parma. Dopo il lavoro, Mary visita Madrid e Siviglia per stabilirsi poi in Francia, insieme a sua sorella Lydia. Ma nella sua amata Francia non tutto appare come sembra. In breve tempo la giovane si rende conto che le sue opere, come quelle delle sue colleghe, vengono costantemente rifiutate e disprezzate così decide di abbandonare la pittura di genere e di dedicarsi a soggetti più alla moda, nella speranza di riuscire a vendere. È così che nel 1877 Mary Cassatt incontra il famoso Edgar Degas, che la invita ad un’esposizione impressionista in programma nel 1879. Un celebre incontro e un’amicizia molto intima che influenza fin da subito il suo stile. Mary, infatti, comincia a realizzare le prime opere all’acquaforte diventando molto abile anche nell’uso dei pastelli. Con il tempo la Cassatt diventa famosa per i suoi ritratti affascinanti che racchiudono storie di donne in casuali ambienti domestici. Nel frattempo sua madre e sua sorella si ammalano gravemente e Mary è costretta a vendere alcuni dipinti per riuscire a curarle e tornare ancora una volta a casa, lasciando di nuovo Parigi. Nel 1882 sua sorella muore e lei decide di riprendere a dipingere. Dopo questo dolore, lo stile di Mary si evolve. Mary comincia a distanziarsi dall’Impressionismo e acquisisce uno stile più semplice e diretto. L’artista non si identifica più con un movimento particolare ma dimostra una varietà di tecniche e una grande versatilità che pochi suoi colleghi possono vantare. Nel 1891 esibisce stampe colorate altamente originali dal titolo “Donna che si lava” e “Coiffure”, quest’ultima ispirata dal lavoro di alcuni grandi maestri giapponesi. Durante gli ultimi anni di vita raggiunge il titolo di artista americana “più eminente”. Nel 1910 Mary ha una profonda crisi creativa che tuttavia non ha il potere di rallentare la sua produzione: sostiene infatti una causa a sostegno del voto alle donne. A questo proposito nel 1915 allestisce un’esposizione di 18 opere per supportare il movimento femminile. Ma in quello stesso anno il diabete comincia a consumarle la vista rendendola dopo poco tempo cieca. Mary Cassatt muore il 14 giugno del 1926 a Chateau de Beaufresne in Mesnil-Theribus, Francia.

Mary lascia in eredità il ricordo di una donna di grande talento, forte e indipendente. Un’artista eccellente e tenace che durante gli ultimi momenti della sua vita ha lasciato detto: “Non ho fatto cosa ho desiderato, ma almeno ho provato a combattere“.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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