La pittrice Margherita Volò Caffi

Ben ritrovato, lettore. Siamo a metà strada del nostro viaggio nell’arte rappresentata dalle donne.

Oggi è la volta di una pittrice italiana sconosciuta a molti. Curioso? Ebbene mettiti comodo, oggi scoprirai Margherita Volò Caffi.

La donna nasce presumibilmente a Cremona nel 1647. Figlia di Vincenzo Volò (pittore sconosciuto di cui non si conserva alcuna opera), Margherita è nota per le sue composizioni di frutta e fiori. È quasi certo che Margherita scopre il suo amore per la pittura grazie agli insegnamenti del padre, una bottega dove ebbe il suo apprendistato anche Giuseppe Vicenzino. La Caffi risulta essere stata ammessa all’Accademia di San Luca a Milano insieme a sua sorella, a partire dal 2 febbraio del 1697. Margherita contrae matrimonio in giovane età con il pittore cremonese Ludovico Caffi presso il quale, probabilmente, completò la sua formazione come artista. La giovane artista svolse la propria abilità di pittrice soprattutto in Lombardia e intorno agli anni Ottanta del Seicento, e visse e lavorò in Toscana diventando la prediletta di Vittoria Della Rovere, moglie di Ferdinando II. Ancora oggi, infatti, alcune opere sono conservate agli Uffizi e alla Galleria Palatina. Ha lavorato anche per gli arciduchi del Tirolo, (molti dipinti sono conservati in Austria), e per il Re di Spagna. Margherita visse a lungo in Austria e in Spagna, lasciando tracce della sua presenza negli antichi inventari del Palazzo Reale di Madrid ed alcune sue opere alla Real Academia de San Fernando ed anche alla Fundaciòn Santamarca di Madrid.

Durante gli ultimi anni della sua vita fondò a Milano una fiorente scuola locale di pittori di nature morte, insieme a Vicenzino rinnovando così il repertorio figurativo e appagando le esigenze dei collezionisti milanesi tardo seicenteschi. Margherita Volò Caffi, come si nota dalle sue opere, si è sicuramente ispirata ai dipinti nordici, infatti le sue pennellate mostrano un’estrema libertà della stesura pittorica: la mano dell’artista è libera e briosa e si può facilmente ammirare l’influenza della pittura veneta di Elisabetta Marchioni. Ancora oggi si ignora la data esatta della morte dell’artista, tuttavia è probabile che si collochi poco dopo il 1700. Dopo la sua morte la pittrice fu presto dimenticata e le sue opere furono confuse con quelle di molti pittori di “nature morte”. Solo recentemente la sua arte è stata rintracciata e rivalutata. I dipinti di Margherita sono pieni di un elegante gusto decorativo: fiori e frutta sono disposti  in modo del tutto irreale su uno sfondo scuro in cui risaltano delicate tinte rosa, bianchi, gialli e rossi. La sua fortuna, sia critica che commerciale, fu estremamente rapida e i suoi dipinti sono citati nella maggior parte degli inventari antichi di area lombarda ed emiliana.

Un’artista di questo calibro non può rimanere nell’ombra ed è cosa buona e giusta ricordarla più spesso!

Alla prossima, lettore!

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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