La pittrice Lavinia Fontana

Eccoci al nostro consueto appuntamento con l’arte. Oggi è la volta di scoprire una grande pittrice italiana del tardo manierismo. Signori e signore è un onore presentarvi: Lavinia Fontana.

Lavinia Fontana nasce a Bologna, esattamente il 24 agosto del 1552. Figlia del pittore manierista Prospero Fontana, Lavinia viene educata all’arte e alla pittura e inevitabilmente influiscono sulla sua formazione tutti gli artisti dell’epoca che, come lei, sono assidui frequentatori della bottega di suo padre. Lavinia si presenta da subito come una giovane donna forte e indipendente, una donna che non si ferma davanti ai pregiudizi anzi fa di tutto per farne il proprio segno distintivo. All’età di venticinque anni, esattamente nel 1577, Lavinia viene chiesta in sposa dal pittore Giovan Paolo Zappi. Nel contratto di matrimonio stipulato dal padre e dal suocero viene inclusa una clausola che permette alla giovane di continuare ad esercitare la professione di pittrice. La coppia, dopo il matrimonio, comincia a lavorare insieme ma è chiara fin da subito la superiorità artistica di Lavinia, così Zappi viene relegato al ruolo di assistente. La Fontana durante la vita matrimoniale dà alla luce ben 11 figli, tuttavia la difficile condizione famigliare non le impedisce di accrescere la propria fama. I maggiori successi arrivano da Roma grazie a Papa Gregorio XIII che nel 1603 le offre protezione. Lavinia esegue molti lavori per tutta la corte papale tanto da conquistare il soprannome de “la Pontificia Pittrice”. Quello che rende Lavinia preziosa nelle corti più facoltose è la sua estrema abilità nel ritratto: è, infatti, una maestra nel cogliere i dettagli, l’abbigliamento e le acconciature dell’epoca. La sua fama cresce fino a farle commissionare alcuni quadri dal Re Filippo II di Spagna e da altre personalità di altissimo rango. Tuttavia nel 1613 Lavinia viene colta da una profonda crisi mistica che la spinge a ritirarsi in un monastero, insieme a suo marito. Lavinia Fontana muore a Roma l’undici agosto del 1614 e viene sepolta a Santa Maria sopra Minerva.

Lavinia Fontana è stata senza dubbio una prolifica pittrice: l’artista dipinse soprattutto scene bibliche e ritratti femminili. Cominciò anche a ritrarre i bambini durante la loro vita quotidiana, raccontando la loro infanzia piena di giochi. Lavinia dipinse anche vari ritratti di bambini morti, un modo dell’epoca per conservare un ricordo del defunto. Ma una delle opere più famose della pittrice è, senza dubbio, “Minerva nell’atto di abbigliarsi” custodita nella Galleria Borghese.

Tuttavia la carriera di Lavinia nasconde un piccolo segreto: la sua vita potrebbe intrecciarsi con la favola senza tempo de “La bella e la bestia”. Mi spiego meglio: alla corte del Re di Francia Enrico II fu portato un ragazzo con il volto ricoperto di peli. All’epoca non si conosceva nulla sulla rara malattia del giovane (ipertricosi) e così la diversità del giovane divenne un’attrazione ad uso e consumo della corte. Malgrado ciò, anche se considerato un selvaggio, l’uomo fu fatto studiare e le fu data una moglie da cui nacquero molti figli, alcuni con la sua stessa malattia genetica. Alcuni ritengono che l’uomo, ovvero Pietro Gonzales, abbia ispirato la fiaba de “la Bella e la Bestia” che si diffuse in varie versioni tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600. Cosa centra la nostra Lavinia? Dunque Lavinia dipinse il ritratto di una delle figlie di Pietro Gonzales, ovvero la piccola Antonietta durante il periodo in cui l’artista viveva a Bologna.

Lavinia è stata una donna che ha avuto un grande peso nella storia dell’arte, guadagnandosi un posto di tutto rispetto. Raccontare e ricordare la sua straordinaria vita è un dovere di tutti noi.

Alla prossima, lettore!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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