La pittrice e ritrattista Rosalba Carriera

Ben trovato fedele lettore!

La nostra rubrica, sulle donne del mondo dell’arte, oggi continua con un nome tutto italiano: quello della pittrice e ritrattista Rosalba Carriera.

La pittrice nasce a Venezia il 7 ottobre del 1675 da Andrea Carriera e da Alba Foresti. Rosalba cresce e, insieme alle sue due sorelle, coltiva lo studio della musica, della letteratura, del ricamo, delle lingue e ovviamente quello dell’arte della pittura. La famiglia caldeggia di buon grado la passione verso l’arte di Rosalba infatti il padre, legista nell’amministrazione privata del procuratore di San Marco e pittore per diletto, la incoraggia trovandole dei buoni insegnanti. Da ragazzina Rosalba comincia a prendere lezioni da Giannantonio Vucovichio Lazzari, pittore d’arte sacra e ritrattista. Tuttavia l’uomo, che è un pittore dilettante, risente nelle proprie opere dell’influenza della sua allieva e con il passare del tempo viene sostituito dal maestro Giuseppe Diamantini. Più tardi è Antonio Balestra, pittore e incisore italiano della Repubblica di Venezia, ad aprire alla nuova allieva le porte del suo studio. Grazie a lui, Rosalba si dedica allo studio delle miniature e dei ritratti eseguiti a pastello, una tecnica estremamente difficile e complessa. Da questo momento in poi la Carriera, insieme a sua sorella Giovanna, decide di non contrarre matrimonio per dedicare la propria vita all’arte. Rosalba comincia la sua carriera artistica dipingendo le tabacchiere con figure di graziose dame, delle damine destinate a diventare la sua fortuna quando decide di trasporle nelle miniature su avorio. Questa tecnica, completamente sconosciuta fino alla fine del XVII secolo, viene adottata da Rosalba su suggerimento del pittore francese Jean Steve, noto a Venezia come Mr. Jean, il quale dipingeva l’interno delle tabacchiere veneziane. Rosalba, nella propria arte, è la prima a decidere di non seguire i classici schemi delle accademie, decidendo invece di utilizzare i caratteristici tratti veloci dell’arte veneziana. Con il tempo la giovane decide di dedicarsi al pastello, senza abbandonare la miniatura. Grazie alla fama conquistata, cioè quella di regalare un profondo realismo a tutti i suoi ritratti, comincia a dipingere su commissione di personaggi illustri. La pittrice ottiene riconoscimenti in tutta Europa, tanto da aggiungere alla lista dei suoi clienti oltre a principi e principesse anche il Re di Francia Luigi XV. Grazie al suo amico Cristiano Cole, Rosalba viene accettata all’Accademia nazionale di San Luca a Roma, con l’opera “Fanciulla con colomba”, inoltre entra a far parte dell’accademia reale durante il suo soggiorno parigino, come ospite di Pierre Crozat. Rosalba, durante la sua carriera prende sotto la propria protezione alcune allieve: Marianna Carlevaris, figlia del famoso pittore Luca Carlevaris, Felicita Hofman Sartori e la sorella Angioletta Sartori. Tuttavia gli ultimi dieci anni della sua vita sono caratterizzati da dipinti che trasudano impassibilità e freddezza, come ad esempio un suo autoritratto del 1746 in cui Rosalba si dipinge invecchiata e con un volto imperturbabile. Con questo ritratto la donna descrive perfettamente il suo stato d’animo: Rosalba viene colpita da una malattia agli occhi e decide di sottoporsi ad un’operazione alla cornea. L’operazione ha esito negativo e ulteriori complicazioni aggravano la sua vista, tanto da renderla completamente cieca. Una perdita che riesce a farla impazzire di dolore. Rosalba muore ottanta anni, il 15 aprile del 1757, lasciando al mondo i suoi ritratti come inestimabili testimoni della grande stagione veneziana. Durante tutta la vita la Carriera si è distinta dallo stereotipo femminile dell’epoca: nulla aveva delle frivole dame del settecento, al contrario la donna viene ricordata per aver creato una sorta di circolo a cui appartenevano personaggi illustri nell’ambiente artistico e letterario. Alcune sue opere oggi sono conservate a Venezia nel museo del settecento a Ca’ Rezzonico, mentre altre sono esposte alla Pinacoteca di Dresda “Alte Meister”.

Di certo concorderai con me lettore che questa grande artista non poteva non essere ricordata.

Ti aspetto la prossima settimana per scoprire una nuova e grande artista! Alla prossima, lettore!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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