La persona dietro il mito di Luciano Pavarotti

Il 12 Ottobre avrebbe compiuto ben 82 anni il famosissimo Luciano Pavarotti. Viene ricordato tra i dieci tenori giù grandi di tutti i tempi, dalla sua particolare voce squillante negli acuti e ricca nel mezzo, con un fraseggio chiaro e dal timbro limpido. Grazie a “Pavarotti & Friends”, inoltre, che fu un evento a scopo umanitario per sostenere ed aiutare soprattutto i bambini delle zone più povere del mondo, riuscì a consolidare una grande popolarità tanto da attribuirgli una fama a livello mondiale ed essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con ben oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo, si stima sia stato, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale, oltre che essere stato il cantante italiano di maggior successo a livello internazionale.

Tutti grosso modo sappiamo dettagli sul suo personaggio, grazie alla sua popolarità, ma nello specifico: chi era realmente Luciano Pavarotti? Qual è la sua storia? Ebbene, Luciano era figlio di un fornaio dell’Arma dei Carabinieri, che si divertiva cantando a livello amatoriale in una piccola associazione di coristi non professionisti di Modena, e trasmise così a suo figlio la passione per la musica operistica. Nonostante tutto però Luciano, a differenza di quello che ci si possa aspettare, non decise di dedicarsi seriamente al canto e non si iscrisse al conservatorio, ma prese delle lezioni private di canto – con Arrigo Pola e successivamente Ettore Campogalliani, che gli insegnarono molto, soprattutto nella tecnica e nella concentrazione -, diventando nel frattempo un insegnante di educazione fisica in una scuola elementare.

In seguito ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre e la Corale Rossini di Galles, nel corso del “Festival di Llangollen”, dove la corale si aggiudicò il primo premio. Siamo nel 1961 quando riuscì ad ottenere il primo riconoscimento, nel Concorso Internazionale, Achille Peri. Una volta comunque consolidata la sua fama in Italia, il passo successivo era farsi conoscere anche all’estero, ma nonostante i vari tentavi di esibirsi non veniva menzionato dai critici esteri e non riusciva dunque a farsi conoscere. La sua grande svolta fu con la Bohème, che fu il suo trampolino di lancio alla conquista del pubblico estero.

Su Pavarotti si può dire molto altro ancora sui suoi successi, meriti e riconoscimenti vari, ma preferirei puntare l’attenzione più sul fatto che nonostante stesse molto male per via del cancro e seppur finito in carrozzina e dimagrito, nel 2007, cerco di seguire fino all’ultimo i suoi allievi e di trasmettergli quello che sapeva. Si spense, nonostante abbia lottato per restare in vita, il 6 settembre 2007, all’età di 71 anni.

– Claudia Reale – 

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