La misura eroica, di Andrea Marcolongo

Ogni promessa è debito e dato che lo scorso mese vi avevo accennato che ci saremmo risentiti per parlare di Andrea Marcolongo e il suo nuovo libro, oggi sono qui per adempiere al mio compito.

Lo scorso 6 marzo è approdato in tutte le librerie “La misura eroica” edito Mondadori. Reduce da questa appassionante lettura sarei tentata di recensirvelo con una sola parola : MERAVIGLIA. Ma superato lo stato di beatitudine iniziale ho anche provato a mettere insieme altre parole fino ad elaborare un discorso di senso compiuto.

Dunque, inizierei con il presentarvi la trama e lo schema narrativo:  partendo da quelle che sono le famose Argonautiche scritte da Apollonio Rodio ed aiutandosi con stralci di un’opera meno famosa ma altrettanto pregna di significato quale How to Abandon a Ship, Andrea Marcolongo ci porta con sé in viaggio, destinazione noi stessi.

E infatti nel titolo è racchiusa la chiave di lettura del libro: la misura eroica, ovvero il misurarsi con noi stessi, riuscire a capirci nel profondo affrontando le tappe della nostra vita secondo istinto, con la disposizione d’animo che ci permetta di abbracciare il fallimento e le cadute per poi rialzarsi avendo sempre davanti agli occhi quella che è la meta, ovvero diventare ciò per cui siamo venuti al mondo.

“Eroe, per i greci, era chi sapeva ascoltarsi, scegliere se stesso nel mondo e accettare la prova chiesta a ogni essere umano: quella di non tradirsi mai.” E noi dobbiamo imparare a essere gli eroi della nostra storia.

Ogni capitolo presenta in apertura alcune frasi del volume “Come abbandonare una nave” che in realtà scoprirete essere un compendio di strategie su come affrontare naufragi, consigli pratici su come sopravvivere in mare aperto e non solo; a seguire troverete le fasi del viaggio degli Argonauti: Andrea Marcolongo ci racconta di Giasone e i suoi compagni che per la prima volta partirono via mare alla ricerca del vello d’oro, mantello di pelliccia dorata che nessuno sapeva quale magia celasse; e nel raccontarci dei loro viaggi, delle avversità e dell’aiuto delle divinità, ci presenterà Medea, donna e maga, che per amore tradirà i suoi cari e seguirà Giasone nella sua impresa; intraprenderanno insieme il viaggio di ritorno, il più faticoso, quello che ha messo a rischio la vita dei nostri eroi ma come ci fa notare l’autrice , loro non si sono arresi, hanno trovato il coraggio di proseguire.

Più che una lettura è una partenza, Andrea Marcolongo ci aiuta a ritrovare un equilibrio con ciò che siamo,  ci ricorda che siamo fatti di molto più che carne e ossa: noi siamo parole, le quali racchiudono un significato profondo a cui siamo troppo spesso disposti a rinunciare in favore di comunicazioni sterili e per la rapidità dell’interazione; siamo fatti di sentimenti, sono loro che ci guidano nelle scelte della vita e che ci permettono di affrontarla con determinazione, qualunque esse siano dovremmo sempre abbracciarle anziché allontanarle da noi perché non dovremmo mai rinunciare a sentirci vivi oltre che esserlo.

Inoltre, proprio come avvenne ne’ La Lingua Geniale, ci riporta alla mente il mondo Greco e quel loro modo di vedere la realtà che è tutt’ora attualissimo, cuore pulsante del nostro quotidiano, solo che noi sembriamo essercene dimenticati. Le Argonautiche ne sono l’esempio definitivo: una storia delle più antiche che però ha ancora così tanto da dirci su di noi, bisogna solo saperne carpire la giusta chiave di lettura e il resto è tutto lì da secoli, messo nero su bianco, senza tempo né spazio perché le epoche si susseguono, il mondo evolve ma certe cose non cambiano mai, gli uomini sono sempre gli stessi.

La Marcolongo è voce narrante della storia, ma in realtà è anche parte della ciurma con noi: è come un’amica che ci racconta di sé e ascolta di noi dandoci consigli, però lo fa partendo da molto lontano, da Argo, la prima nave della storia che solcò i mari. Nelle sue parole troverete etimologie delle nostre esistenze, stupore, conforto e resterete affascinati da poco più di 200 pagine che sono un concentrato di vita in cui riconoscersi.

Vi consiglio di incrociare la rotta di questa nuova uscita e percorrere un po’ del vostro viaggio in sua compagnia, vi cambierà e sicuramente in meglio.

Come di consueto vi auguro buona lettura.

– Jessica Bua – 

Rispondi