La Grande Storia della Tv Trash, un’introduzione

È un confine molto sottile, quello che distingue il sublime dal pecoreccio. Ci sono cose orribili che possono dare gioia, godimento, beatitudine. Altre cose orribili, sono orribili e basta. Esiste una gran parata di intellettuali e pseudo tali sempre pronti a spiegarci cosa deve piacerci e cosa no, cosa è aulico, cosa conta e cosa va relegato ai margini. Noi ci ribelliamo andando a pescare anche nei bassifondi, nel sottobosco, giù in fondo fin delle tasche capienti di Giancarlo Magalli. Saremo quel che Tommaso Labranca, in un importante saggio sull’argomento, ha definito “Giovani salmoni del trash”, risalendo la corrente fino alle migliori performance vocali e non di Wilma de Angelis.

Trash di per sé significa immondizia, ma il termine è arrivato a circoscrivere tutto un universo di sotto-culture e pseudo-artisti straordinariamente interessanti; nonché momenti impagabili della nostra storia collettiva. In questo lungo viaggio nel trash, rivivremo la storia vera, quella di secondo piano, del dietro le quinte, la storia di chi non entrerà mai nelle antologie o nei ricordi ufficiali. La storia di noi povera gente. Secondo lo stesso Labranca, si può definire il trash come una emulazione fallita. Emilio Fede al tg4 voleva imitare la Cnn, ma come collaboratore aveva Paolo Brosio. Bobby Solo forse era convinto di somigliare a Elvis. E via discorrendo. Ora, in una breve carrellata, vi dimostro come i temi fondanti della Tv Trash, tutti i suoi pilastri, abbiano inciso sulla nostra vita più ancora della storia dei vincitori (Oddio, forse solo sulla mia).

Le grandi tematiche che affronteremo sono:

1. I litigi.
Caposaldo del talkshow, spesso artefatti, volgarissimi, di cattivo gusto e sempre meravigliosi.

2. I protagonisti.
Alcune figure hanno contribuito più di altre alla storia del Trash. Chi con i vestiti (Carrà), chi con le canzoni (Nino d’Angelo), con il caschetto biondo (Nino d’Angelo), con l’autocelebrazione (certe indimenticabili foto di Morandi), volontariamente e non (Sandra Milo).

3. I fortunati.
Persone senza arte né parte che, per qualche miracolosa congiuntura, sono diventati indispensabili e hanno veramente cambiato il corso degli eventi. Un caso per tutti? Il seno esploso di Carmen di Pietro. Intanto, nel video, potete avere un assaggio delle sue straordinarie doti di attrice.

4. I vecchi disposti a tutto, pur di restare in video.
La parte più assennata di noi, lo considera poco dignitoso; ma la parte di noi che abbisogna di gratificazione gode in maniera immonda.

5. Gli insospettabili.
Persone di tutto rispetto che, improvvisamente, per avventatezza o per caso, hanno mostrato un lato infinitamente Trash. Chi ha visto il film Valentino-the last emperor sa di cosa parliamo.

6. Sottogeneri.
La propensione Trash ha creato veri e propri filoni che meritano un approfondimento autonomo. Ad esempio, le televendite.

A presto, allora, per questa inarrivabile avventura; si consiglia la visione solo a un pubblico adulto e, comunque, privo di problemi di cuore.

– Walter Farnetti – 

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