La dieta mediterranea e i suoi benefici

2I benefici della dieta mediterranea sono numerosi e ben documentati. Oltre a contribuire a combattere l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete, l’osteoporosi, e, come un recente studio ha suggerito, anche a ridurre il rischio di sviluppare il cancro al seno, gli ingredienti che costituiscono questo regime alimentare sono al tempo stesso sani e deliziosi. Questa dieta è ispirata a modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano: Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Infatti il nostro modo di mangiare è tra i più salutari del pianeta, iscritto, addirittura, nel 2010, dall’Unesco nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità.

Ancel Benjamin Keys, biologo e fisiologo statunitense degli anni ’50, dedito ad uno studio sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo soffrivano meno di alcune patologie rispetto agli statunitensi e da questa deduzione ipotizzò la possibilità che fosse proprio la dieta adottata da quelle popolazioni ad aumentare la longevità di chi la seguiva. A lui quindi si deve la diffusione di tale regime alimentare nel mondo, perché tornato in patria, proseguì per anni tali ricerche, che culminarono nella stesura del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way. In questo, riportò i risultati del “Seven Countries Study“: uno studio di vent’anni, che monitorava dieta e condizione di salute di 12.000 persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi Paesi come Giappone, USA, Olanda, Jugoslavia, Finlandia e Italia. Questo esperimento confermò l’ipotesi iniziale di Keys e la dieta mediterranea fu proposta al mondo intero per ridurre l’incidenza delle cosiddette “malattie del benessere”.

I principi più importanti di questa dieta si basano su un maggiore consumo di proteine vegetali, rispetto a quelle animali, su una riduzione dei grassi saturi a favore di quelli vegetali insaturi, su una riduzione della quota calorica globale, su un 3aumento dei carboidrati complessi a sfavore di quelli semplici e su una elevata introduzione di fibra alimentare. Il consumo di carne bianca viene preferito a quello della rossa, ma ad entrambe vengono preferiti il pesce e i legumi. I dolci poi andrebbero consumati solo in occasioni particolari, così come gli insaccati, i super alcolici, lo zucchero bianco, il burro e i formaggi grassi. Non vi sto dicendo niente di nuovo, eh?

Diciamo che per quanto possa sembrarci difficile evitare la nostra buona mortadella, dobbiamo ringraziare, in questo caso, il cielo di essere comunque nati in un posto dove i “cibi sani” fanno parte della nostra cucina tradizionale. Un buon piatto di pasta con il sugo semplice ci può sembrare un pasto del tutto normale, ma pensate agli Stati Uniti, dove l’alimento principale è l’hamburger con le patatine fritte e vi sarà impossibile non ringraziare per i nostri spaghetti “salutari”. La stessa Michelle Obama, quando è venuta in visita all’EXPO di Milano, ha lodato la nostra dieta, in contrasto con il grande tasso di obesità americano, e a quanto la pasta o la pizza siano molto più sani dei loro alimenti. Ma è pur vero, comunque, che sulla carta siamo bravi, ma forse non sulla pratica: la dieta originale, infatti, di certo non prevedeva il consumo così frequente di pasta, ma noi abbiamo deciso di dimenticare, in favore di uno dei nostri tesori più amati. Nei nostri piatti frutta, verdura e legumi continuano a scarseggiare, sostituiti da cibo spazzatura e piatti pronti di vario genere e questo impedisce ai benefici di questa dieta di funzionare. Eppure, come le pubblicità dei cereali ci ricordano sempre, basterebbe seguire uno stile di vita più sano, ricco di alimenti naturali, per sentirsi meglio e prevenire numerose malattie: ah, se solo seguissimo i consigli di ogni bella ragazza della Special K.

– Lidia Marino – 

 

 

 

Rispondi