La casa di Carta, serie tv spagnola su Netflix

Lo scorso 6 aprile Netflix ha rilasciato la seconda stagione de La casa di carta (El papel de carta), serie tv spagnola già andata in onda in terra iberica sul canale Antena 3, ma diventata davvero popolare dopo che la piattaforma streaming l’ha messa a disposizione dei suoi spettatori. Spettatori che, almeno a giudicare dai post entusiasti su Facebook e sui vari social media hanno molto gradito questa serie e continuano a parlarne.

Di cosa parla La casa di Carta? Al centro della trama c’è la cosiddetta rapina perfetta, quella che un gruppo di otto persone, sei uomini e due donne, mette in atto nei confronti della zecca di Stato di Madrid. A fare loro da guida è un nono personaggio, che gestisce tutto da fuori, grazie ad un complicatissimo sistema di software e telecamere nascoste. Il Professore, come l’uomo si fa chiamare, ha passato mesi e mesi ad organizzare la rapina nei minimi dettagli, prevedendo ogni singola mossa della polizia e degli ostaggi. Questa pianificazione così precisa risulta forse un po’ forzata in certi momenti della storia ma, nonostante questo difetto, la serie riesce costantemente a catturare l’attenzione dei suoi spettatori.

Ci si muove su due piani temporali diversi: il presente, scandito dalle scritte a video che segnano le ore passate dall’inizio dell’irruzione della banda nella zecca di stato e il passato, rievocato tramite continui flashback che raccontano come il colpo è stato concepito.

Se il leit motiv della vicenda sembra dunque essere la rapina perfetta, la serie si concentra anche sul tracciare un microcosmo di storie di vita comune che vengono sconvolte da questo evento improvviso. La storia diventa dunque corale e dà voce a tre gruppi di personaggi: oltre alla banda – che rischia presto di sfaldarsi a causa di litigi e incomprensioni che rischiano di scavalcare la fredda lucidità con la quale portano avanti il loro piano –  seguiamo le storie di alcuni degli ostaggi e le vicende della squadra di polizia chiamata a negoziare con il Professore. A capo di quest’ultima c’è Raquel, che ben presto rischierà di lasciare che le emozioni prendano il sopravvento sulla ragione quando perde la testa per un uomo misterioso incontrato al bar.

Uno degli espedienti utilizzato da La Casa di Carta per rendere i protagonisti della vicenda (che teoricamente sono anche antagonisti, in quanto “cattivi” della situazione) degli antieroi e portare lo spettatore ad empatizzare con loro è sicuramente la loro umanizzazione, ovvero mostrarli per quello che sono, non degli spietati killer, ma semplicemente delle persone che non hanno nulla da perdere e che vogliono solo diventare ricchi per la vita. Inoltre la banda segue una sua etica personale, che ammorbidisce le posizioni degli spettatori nei loro confronti: il loro intento non è infatti quello di rubare “ad altri”, ma quello di usare la zecca di stato in base al loro bisogno, per stampare quanto più denaro possibile. Inoltre hanno solennemente giurato di non uccidere nessuno.

La casa di carta è la serie ideale da vedere se vi piacciono le storie piene di azione, ma che allo stesso tempo si concentrano anche sulle emozioni e sul vissuto dei personaggi. Non è una serie perfetta, specie per le forzature di trama a cui si è fatto riferimento, ma risulta comunque godibile e mantiene alta l’attenzione, senza andare incontro a particolari cali di tensione narrativa.

– Olimpia Calì –

 

Rispondi