La Battaglia di Grande Inverno: onore ai caduti

Lo scorso episodio de Il Trono di Spade ha lasciato dietro di sé una lunga striscia di morte, ma alcuni personaggi hanno avuto l’opportunità di morire sullo schermo per difendere le persone che amavano e l’ideale in cui credevano, durante la Battaglia di Grande Inverno: onore ai caduti a cui è dedicato questo articolo, che intende ripercorrere per un’ultima volta le loro storie.

1) Edd L’Addolorato, 999° Lord Comandante dei Guardiani della Notte

Diversamente dai suoi compagni Sam, Pyp e Grenn, Edd è entrato in scena a partire dalla seconda stagione e ha dimostrato di essere uno dei più coriacei Guardiani della Notte. Eddison Tollett è partito come un semplice confratello cinico e pessimista, sempre pronto a schierarsi accanto a Jon, e nella battaglia ha rappresentato tutto ciò che teneva ancora legato Aegon Targaryen all’inizio del suo “viaggio dell’eroe”, l’ingresso nell’ordine preposto a vigilare la Barriera. Muore subito dopo avere salvato la vita di Sam e, contrariamente al suo volere, è destinato a risvegliarsi tra i cadaveri. La morte del Lord Comandante – probabilmente l’ultimo – è servita per evidenziare la portata della guerra, che ha distrutto così, e non solo metaforicamente, l’intero ordine dei Guardiani della Notte.

 

2) Lyanna Mormont, lady di Isola dell’Orso

Lyanna è diventata lady molto giovane, a causa della caduta del resto della sua famiglia alle Nozze Rosse, e fin dall’incontro con Jon, Sansa e Davos ha dimostrato di avere carattere da vendere: risoluta e irremovibile, è stata la prima a parlare a favore di Jon dopo la Battaglia dei Bastardi e non ha temuto di incorrere nell’ira della Madre dei Draghi quando, il giorno del suo arrivo a Grande Inverno, ha esposto i propri dubbi senza giri di parole. Lyanna è stato uno dei personaggi marginali più amato dal pubblico e le sue azioni durante la grande guerra hanno dimostrato che la sua figura non è mai stata “tutto fumo e niente arrosto”. Andando incontro a morte certa, infatti, Lady Mormont ha combattuto da sola contro un gigante, trafiggendogli un occhio e uccidendolo (di nuovo) sul colpo. Anche lei, purtroppo, ha dovuto risvegliarsi tra i morti.

 

3) Beric Dondarrion, il prescelto dal Signore della Luce

Beric è morto sette volte nel corso della storia, ucciso perfino da entrambi i fratelli Clegane, ma il Dio Rosso gli ha sempre permesso di tornare in vita per una ragione. Nei libri il suo scopo è risvegliare Catelyn Stark, ma nella serie ha dimostrato che ogni suo gesto lo aveva portato fin lì per salvare la vita di Arya e consentirle, così, di uccidere il Re della Notte. Dopo la perdita di Thoros di Myr a nord della Barriera, Beric sapeva che l’ottava morte sarebbe stata l’ultima, eppure ha combattuto con onore e coraggio e ha spronato il Mastino a fare lo stesso, finendo per essere trafitto dalle armi dei morti e riuscendo solo a morire in pace, di fronte alla ragazza che, ancora prima di conoscerla, aveva segnato il suo destino.

 

4) Theon Greyjoy, l’ultimo fratello Stark

Sebbene si siano comportati eroicamente, i primi tre caduti non avevano attraversato un percorso tanto complesso come quello di Theon, il cui “vero padre morì ad Approdo del Re”. Theon è il migliore amico di Robb Stark, è cresciuto insieme a lui fin da quando aveva dieci anni, ma si è sempre sentito escluso dalla famiglia del Nord, che di fatto lo aveva reclamato come ostaggio. Di fronte alla prospettiva di tornare nelle grazie di suo padre, Theon ha ripudiato tutto ciò in cui credeva e ha tradito Robb, ha conquistato Grande Inverno e ha ucciso due bambini per farli passare come Bran e Rickon. Da quel momento è iniziato il suo contrappasso: catturato da Ramsay Bolton, ha perso la virilità, è stato in parte scuoiato, è diventato un’altra persona, “Reek”, un guscio vuoto, e solo per amore di Sansa – simbolo degli Stark che lo avevano sempre trattato come un figlio – è riuscito a reagire e a cominciare il suo cammino di redenzione.

Altre prove si sono presentate davanti a lui, dallo scontro con Euron alla liberazione della sorella Yara, ma la sua storia è finita a Grande Inverno, là dove tutto era iniziato: Theon è morto per proteggere Bran, il lord a cui aveva sottratto il castello, dopo avere ricevuto da lui il perdono che aveva per molto cercato.

 

5) Ser Jorah Mormont, il cavaliere della khaleesi

La morte di Jorah avviene mentre lo spettatore sta ancora cercando di metabolizzare quella di Theon: per un attimo il cavaliere sembrava essersi salvato, ma poi crolla tra le braccia e le lacrime di Daenerys, la sua più cara amica, la sua regina, il suo grande amore.

Jorah conosce Daenerys mentre è in esilio a Essos e diventa subito suo consigliere, ma l’iniziale volontà di tradirla avrà delle pesanti conseguenze; torna da lei per proteggerla, riesce a guarire dal morbo grigio, combatte con gli Estranei a nord della Barriera e fa tutto per Daenerys, che ai suoi occhi non è una regina, ma ancora la giovane khaleesi a cui deve tutto. Jorah giunge in suo soccorso anche questa volta, uccidendo in quel solo scontro più nemici che nell’intera battaglia, difendendo Daenerys perché è la sola cosa di cui gli importi. Quando infine muore, Drogon scende dal cielo e avvolge i suoi due “genitori”, per confortare Daenerys nel giorno del suo dolore più grande.

 

6) Melisandre di Asshai, la Sacerdotessa Rossa

“È scritto che io muoia in terra straniera”: Melisandre sapeva che quel conflitto sarebbe stato cruciale per lei, ma al termine della battaglia va incontro alla morte di propria volontà, consapevole che il volere del suo Dio è stato compiuto. Nella seconda stagione viene presentata come un’antagonista, una sorta di “strega” che per venerare R’hllor brucia gli uomini vivi; convinta che Stannis sia la reincarnazione di Azor Ahai agisce in modo da portarlo sul trono, perdendo però di vista il vero scopo della sua vita. Il punto più basso è raggiunto quando decide di sacrificare la piccola e innocente Shireen, un’azione che la tormenterà per il resto della vita non per la sua naturale crudeltà, bensì perché deve accettare di avere sbagliato per tutto quel tempo. All’inizio della puntata rassicura Davos, ricordandogli che lei morirà prima dell’alba, e il suo ruolo è fondamentale non solo per l’incendio delle trincee, ma soprattutto per aiutare Arya a raggiungere la comprensione.

Quando la seconda Lunga Notte termina, Melisandre si avvia verso le montagne, priva del medaglione che impedisce il suo invecchiamento, e si lascia morire di fronte allo sguardo attonito di ser Davos.

 

Onore a Theon, Edd, Lyanna, Beric, Melisandre e Jorah.

And now their watch is ended.

 

– Sara Carucci –

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