L’Attacco dei Giganti: teorie sul finale

A pochi giorni dall’uscita del numero 139, capitolo conclusivo del manga di Hajime Isayama, è d’obbligo avanzare alcune teorie sul finale di Attack on Titan (Shingeki no Kyojin), in Italia noto come L’Attacco dei Giganti. Parto mettendo le mani avanti: ho appena finito di leggere per la prima volta il manga e ho visto l’anime una volta sola, quindi le teorie qui presentate saranno perlopiù reperite sul web e non frutto della mia immaginazione, a differenza dei soliti articoli della rubrica L’occhio di Medusa; la riflessione finale, invece, lo sarà. Specifico ancora una volta che si tratta di teorie inerenti il manga, quindi tutto ciò di cui parlerò è SPOILER rispetto alla prima metà della quarta stagione da poco uscita.

Urge un breve recap della situazione, che ripeto essere pesantemente SPOILER. Eren è riuscito a salvarsi dall’attacco a sorpresa di Pieck e Galliard, ma l’intervento di Zeke ha trasformato in Giganti tutti coloro che avevano ingerito il suo fluido spinale, compreso il povero Falco; consapevole di avere ancora pochi anni da vivere, Galliard si è fatto mangiare da lui, trasmettendogli il potere del Gigante Mascella. Gabi ha fatto saltare in aria la testa di Eren, che tuttavia è riuscito a toccare Zeke prima di morire, e questo gli ha permesso di unire i loro poteri, oltre a svelare come Eren abbia solo finto di aiutare il fratellastro nel suo piano di “eutanasia”: il suo scopo è quello di distruggere il mondo, permettendo soltanto alla razza eldiana di sopravvivere.

Per quanto ciò possa sembrare assurdo, è proprio così che stanno andando le cose. Eren, colui che aveva giurato di distruggere i Giganti, ha finito per inglobarne in sé più di uno e, attraverso il potere del Gigante d’Attacco, convincere nel passato Grisha a sterminare Frieda e la sua famiglia. Dopo avere liberato i Giganti dalle mura, si è poi diretto verso il continente, controllando tutti i giganti e gli eldiani a eccezione dei suoi migliori amici, a cui ha concesso il libero arbitrio. Le cadute sono numerose anche tra i personaggi principali, e infine Connie, Jean e Gabi sono stati tramutati in Giganti puri, proprio mentre Mikasa sembra essere riuscita a uccidere Eren.

Possiamo quindi finalmente partire con le varie teorie.

1) Ymir, figlia di Historia ed Eren

Poiché non viene mai mostrato il volto del ragazzo con cui Historia ha concepito il figlio e data la sua ultima conversazione con Eren, una delle teorie più gettonate sul web vede i due ragazzi concepire il bambino che lei porta in grembo. Nel corso della storia abbiamo già incontrato un’eldiana chiamata Ymir in nome della progenitrice, ed era proprio la persona a cui Historia era più legata in assoluto, dunque non sarebbe assurdo immaginare che, dando alla luce una femmina, la regina la battezzi come Ymir. Inoltre la sua nascita non è ancora stata mostrata, sebbene il travaglio di Historia sia iniziato, e dal momento che Zeke è stato ucciso da Levi senza essere mangiato potremmo vedere, per la prima volta, il potere trasferirsi nel più recente nascituro. La piccola Ymir erediterebbe dunque i poteri del Gigante Bestia.

2) L’Uroboro, o loop temporale

Un’analisi interessante deriva dalla visione di Akatsuki no Requiem, una delle ending dell’anime. In breve, un falco travestito da serpente visita delle tombe, sulle quali appare il disegno di un Uroboro, il serpente che si morde la coda simbolo della circolarità chiusa del tempo, dopodiché torna a casa dalla famiglia; mentre sta piangendo, uno dei figli lo sfiora, scoprendo ciò che di crudele ha dovuto compiere in passato.

La teoria in assoluto più diffusa, soprattutto in queste ultime settimane, è quella del loop temporale: la battaglia tra Eldia e Marley si ripete, Ymir rinasce dal sangue reale di Historia e infine Eren, dopo avere assorbito il potere di tutti i giganti (eccetto il Bestia, per il motivo di cui sopra), si farà divorare dalla figlia, in modo da riportare tutto alla propria origine. Un tempo chiuso su se stesso spiegherebbe, ad esempio, il potere del Gigante d’Attacco, che proprio per tale motivo può viaggiare nel tempo influenzando perfino gli eventi.

3) “A te, fra 2000 anni”

Il titolo del primo capitolo e del primo episodio contiene un indizio circa la teoria precedente: sono passati proprio 2000 anni dalla nascita di Ymir e conseguentemente dei poteri dei Giganti, e ora le vicende si ripetono… ma non proprio in un loop temporale. Di nuovo la guerra devastante, di nuovo la crudeltà degli eldiani dal punto di vista esterno, di nuovo una bambina chiamata Ymir. Eren non è realmente morto, si trova ancora sull’isola di Paradise dove cresce un nuovo Eden, e dove coloro che sono stati tramutati in Giganti puri nell’ultimo volume tornano a vivere come umani. In poche parole, ogni 2000 anni la stessa storia, perché il risultato è inevitabile.

4) Il Lucifero Eren

Sono molti i riferimenti alla religione disseminati nel manga, come il falso nome di Historia, Krista, oppure Armin (in persiano “abitante dell’Eden”) e lo stesso Eren (in turco “santo”), ma ciò non è evidente solo nell’etimologia. Lucifero si ribellò contro il Paradiso perché convinto della superiorità della prima razza creata da Dio, gli angeli, rispetto agli uomini, e fu proprio lui a donare la libertà (nella forma di libero arbitrio) ai suddetti umani. Questo concetto viene espresso più volte negli ultimi volumi del manga, attraverso la volontà di liberare Ymir, da sempre schiava, e la scelta di lasciare che i suoi amici seguissero le proprie idee, cercando anche di fermarlo.

5) Eren non è mai stato cattivo

A conti fatti, ora è questa a sembrare un’ipotesi assurda, ma andiamo per gradi. In una prima visione, si può dire che Eren sia stato influenzato dai Giganti che vivono in lui e che non avrebbero dovuto ricongiungersi, il Gigante d’Attacco e quello Originale, quindi come ipotizzano i suoi amici voglia solo essere fermato poiché da solo non è in grado di farlo.

La teoria che ho sviluppato io, e che deve essere fuori di testa perché non sono ancora riuscita a trovare altri che la condividano, fa invece un sunto di tutto ciò che è stato presentato in questo articolo, ma secondo un’altra visione.

Capitolo 122, la storia di Ymir. Historia e Frieda parlano di una ragazza amata da tutti (ricordiamo quindi il “personaggio” dell’altruista Krista, un dettaglio che torna più volte nella storia), o meglio: che vuole essere amata da tutti. Una ragazza, una schiava, che osserva un matrimonio e che, poco tempo dopo, viene accusata dagli altri schiavi di avere liberato i maiali. È stata davvero lei (in un’altra tavola la vedremo di fronte al recinto dei maiali) o le accuse giungono perché è sola al mondo, non ha legami con nessuno? Fuggita nella foresta, riesce ad acquisire i poteri dei Giganti proprio per via del suo sacrificio, avendo accettato le accuse senza ribellarsi, e muore per salvare la vita di un re che la disprezzava in quanto persona, adorandone solo le facoltà “divine”. I suoi poteri hanno poi iniziato a dividersi in sette Titani a partire dal momento in cui il suo corpo è stato divorato dalle tre figlie. Si torna al presente, Eren sprona Ymir a prendere coscienza del libero arbitrio che le è sempre appartenuto e a smettere di ubbidire agli eldiani di sangue reale, qui rappresentati da Zeke; Eren è il solo a comprendere che Ymir ha aspettato qualcuno per 2000 anni, e che ora è finalmente arrivato, ed è allora che la schiava decide finalmente di agire con la propria testa.

Capitolo 137, l’incontro tra Zeke e Armin: “Ogni eldiano è connesso ad un altro grazie ai sentieri. Credo… sia così perché la fondatrice, Ymir, desiderava un legame.” La frase di Zeke arriva dopo che si era parlato di un qualcosa di irrisolto nell’ex schiava quando ancora era in vita, e proprio di fronte al suo ricordo della coppia che si stava sposando. Ymir desiderava un legame. Non fra gli eldiani, o non solo. Ymir desiderava un legame con qualcuno. Ed è questo che Eren ha compreso, e lui è il solo che le abbia detto, in 2000 anni, di agire con la propria testa, ma anche il solo che l’abbia abbracciata.

Eren deve spostare l’attenzione da Historia e deve combattere e sacrificare i suoi stessi amici (Connie e Jean, ad esempio) per darle il tempo di partorire, e al contempo deve assorbire gli altri Giganti speciali. Deve farlo per essere poi mangiato dalla figlia Ymir e dare finalmente il via alla “tabula rasa”. Soffre perché deve uccidere e portare enorme sofferenza, però il suo scopo è quello di riunire i poteri della progenitrice e ridarle vita a Paradise, nel “Paradiso Perduto”, nel nuovo Eden. Vuole farla sentire amata come lei ha sempre voluto. Solo allora Ymir, grazie ai poteri di tutti i Giganti, potrà manipolare il tempo e fare una vera tabula rasa, tornando a quando per disperazione e sacrificio aveva ottenuto il potere originale: se non le serve, non ha senso di esistere. Così Eren porterà a compimento il suo primo desiderio, l’obiettivo della propria vita: distruggere i Giganti, perché non saranno mai esistiti.

Un finale agrodolce, perché l’umanità vivrà, mentre non lo faranno i protagonisti – a meno che il tempo non venga effettivamente riavviato e almeno parte di loro torni a esistere 2000 anni dopo.

– Sara Carucci –

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