Kill List: quando l’horror incontra il noir

Anche se si tratta di un autunno incerto e sospeso fra caldo tropicale e freddo improvviso, con l’arrivo di Halloween la voglia di orrori cinematografici aumenta, e forse oggi possiamo accontentarvi con un piccolo gioiellino, caricato sul portale di Amazon Prime Video, che combina in maniera intelligente l’horror e il thriller rifacendosi a un’antica e gloriosa tradizione del cinema di genere inglese: Kill List (2011) del britannico Ben Wheatley.

Scopriamolo insieme in questa breve retrospettiva.

Un orrore anomalo

Siete avvertiti: nel caso foste alla ricerca di un film horror canonico, con leggerezza e brutalità da fiction italiana di bassa lega, allora forse Kill List non fa per voi, perché teoricamente siamo molto più vicini a film complessi e seriosi come Misdommar o The Witch, anche se con sfumature diverse. Jay, il protagonista di Kill List, è un sicario dalla vita losca diventato criminale dopo essere rimasto traumatizzato dalla guerra in Iraq. Dopo un ultimo incarico a Kiev, che sembra essere andato male, ha abbandonato quella vita e si è ritirato a fare il papà modello assieme alla bellissima moglie e al figlioletto, ma l’assenza di un lavoro stabile ha ormai reso il suo matrimonio un incubo fatto di recriminazioni, crisi isteriche e tensione latente.

Tutto cambia quando a bussare alla porta di Jay arriva Gal, suo ex-commilitone e ottimo amico della coppia, pronto a proporgli un “lavoretto” eccellente: tre omicidi da compiere lì, su suolo inglese, con una buona paga garantita. Jay accetta, il rapporto con la moglie sembra riacquistare quota, e lui e Gal si preparano così a una semplice missione da classico gangster movie, ma… ma, ehi, questo non è un classico gangster movie, e presto i nostri (anti)eroi si ritrovano al centro di un mistero asfissiante e ricco di segnali inquietanti.

Violenza psicologica, vittime di guerra e orrori ancestrali

Se c’è un elemento di fondo che rende Kill List un film meritevole di essere visto, almeno dagli amanti del brivido, è il suo perfetto equilibrio fra una struttura da noir classico (che ricorda, con le dovute distanze, Collateral di Michael Mann) e un racconto molto più terrificante, fatto di musiche minacciose, inquadrature enigmatiche, personaggi con segreti oscuri. Sullo sfondo di una Gran Bretagna fatta di quartieri fatiscenti, squallide villette a schiera invecchiate male e hotel lussuosi ma frequentati da gente sbagliata, Jay e Gal iniziano una classica discesa all’inferno nella quale ogni uomo ucciso, ogni atto di brutale violenza (come bruciare un cadavere in una caldaia senza pensarci due volte), li avvicina a un finale che va oltre e si spinge su strade battute da film come The Wicker Man o il già citato Midsommar (sul “come” ci sentiamo tuttavia di dare anticipazioni), ma con una sua originalità di fondo che lo rende un film con una personalità fortissima.

Se alcune tematiche di Kill List non sono inedite per l’horror, il fatto che vengano raccontate attraverso il noir dà loro una forza evocativa davvero coinvolgente, che lo rende un piccolo nuovo classico del cinema horror senza ricorrere a cliché visti e già visti. Come molti altri film di questo tipo, tuttavia, l’orrore non è fine sé stesso: Kill List è di fatto la storia di un uomo traumatizzato dalla guerra che si ritrova di fronte a fantasmi interiori generati dalla violenza vista, che continua a tormentarlo e lo rende un cane rabbioso.

E alla fine anche Kill List rientra pienamente in certe coordinate del folk horror, un genere inglese fino al midollo che, attraverso i generi fantastici, è riuscito sempre a parlare della società, dei suoi problemi e delle sue follie (come l’estremismo religioso e la violenza, in modo forte).

Consigliato a chi…

… cerca un thriller con venature esoteriche violento e a tratti brutale, ma anche costruito in maniera elegante e lontano dai soliti cliché di generi che spesso sfociano nel già visto. Sopportando un po’ di scene brutali, potreste ritrovarvi di fronte a un ottimo film di genere.

Detto ciò, potete trovarlo facilmente su Amazon Prime Video, insieme a tantissimi altri contenuti.
Buona visione!

– Fabio Antinucci –

 

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