Jorah Mormont, il Re della Notte e la sua regina

 Prima di proseguire con le teorie inerenti lo show televisivo, è opportuno un piccolo excursus sulla saga cartacea, in modo da chiarire la differenza tra il Re della Notte interpretato da Vladimir Furdik e il suo corrispettivo letterario. L’analisi della leggenda narrata spesso dalla Vecchia Nan  fa sorgere una serie di domande: cosa accomuna Jorah Mormont, il Re della Notte e la sua regina? Quali sono le reali identità del tredicesimo lord comandante e della sua sposa? Dove si trova il Corno di Joramun?

La leggenda del Re della Notte risale a cento anni dopo la sconfitta degli Estranei. Una sera il tredicesimo lord comandante dei Guardiani della Notte incontrò una splendida donna dalla pelle pallida e fredda, con occhi simili a stelle blu; si innamorò di lei e la condusse nel Forte della Notte, dove regnarono insieme per tredici lunghi anni, asservendo e infine sacrificando i confratelli in nero. Per combatterlo, il sovrano del Nord Brandon il Distruttore strinse un’alleanza con Joramun, il Re oltre la Barriera: insieme riuscirono infine a sconfiggere il nemico e a liberare i Guardiani, che da quel momento in avanti prestarono l’obbligo di non sposarsi e di non generare figli.

Probabilmente Benioff e Weiss hanno scelto di dare al primo Estraneo un nome che nei libri non gli apparteneva per motivi poetici, ma i due Re della Notte sono accomunati anche da una spontanea domanda: chi sono in realtà? Cercare di comprendere chi fosse il tredicesimo lord comandante non è semplice, poiché sono stati dati pochissimi indizi. C’è, infatti, chi ritiene che fosse uno Stark, nello specifico il fratello (o fratellastro) di Brandon il Distruttore, chi lo identifica addirittura con Brandon il Costruttore o l’Ultimo degli Eroi – che tuttavia è vissuto un secolo prima – e chi ritiene provenisse da una casata minore come i Woodfoot dell’Isola dell’Orso. Le parole che Ygritte pronuncia dopo avere udito il nome di Jon Snow (“Un nome malvagio”), infine, suggeriscono perfino uno status di figlio illegittimo, tuttavia è probabile che la donna si riferisse unicamente al cognome che evocava l’inverno, altrimenti sembra difficile che Ygritte sia stata la sola, tra Popolo Libero e Guardiani della Notte, a ricordare l’assonanza tra il nome di Jon e quello del Re della Notte.

Più interessante è invece l’identità della Regina della Notte, una creatura che a primo impatto sembrerebbe un’Estranea. Gioca a suo favore l’aspetto fisico e la rappresentazione negli artwork di History & Lore: The Night’s Watch, nel quale un bambino viene dato in sacrificio alla regina proprio come accade ai figli di Craster, però si tratterebbe del primo caso conosciuto dell’esistenza di un’Estranea donna; potrebbe anche essere stata un’umana che, come il Manifredde di Benjen Stark, non si ha potuto trasformarsi completamente. La seconda ipotesi la identifica come una delle figlie del Re dei Tumuli, una dinastia esistente fin dai tempi antecedenti la Lunga Notte: si dice che sui pretendenti al trono fu lanciata una maledizione che costrinse i loro corpi a decomporsi mentre l’essenza vitale li abbandonava (questa sembra essere la sola leggenda ad avere tratti in comune con i non-morti degli Estranei).

La terza ipotesi teorizza la presenza di “sacerdoti dell’Inverno”. Come le sacerdotesse e i preti rossi di R’hllor, infatti, potrebbero esistere degli uomini determinati a riportare gli Estranei al potere nonostante la prevedibile distruzione dell’umanità (quel che accade nelle opere di Lovecraft con i cultisti dei Grandi Antichi); tra questi adepti potrebbe figurare un nome molto interessante, ma al momento bisogna concentrarsi solo su un’altra persona: la già citata Regina della Notte. Questa donna fu trovata nei boschi, ma sarebbe potuta provenire da qualunque luogo, soprattutto se in possesso di arti magiche, e avrebbe potuto costringere i Guardiani della Notte a procurarle dei bambini per trasformarli in Estranei, come sembra accadere ai figli maschi di Craster.

Ma è possibile parlare di sacerdoti dell’Inverno, o della notte, se non ci sono prove che ne siano in seguito esistiti altri? Potrebbero invece essercene almeno due.

Ci sono altri modi per fermare gli avversari più temibili degli Estranei, e vale la pena soffermarsi un momento su due personaggi femminili che, sebbene a un primo sguardo potrebbero avere agito per gelosia o vendetta, potrebbero avere fatto invece parte dei “sacerdoti dell’Inverno”: Tyanna della Torre e Mirri Maz Duur. Proveniente da Essos, la pallida Tyanna fu la terza moglie di Maegor il Crudele, temuta quasi quanto il marito; un giorno, messa sotto accusa, Tyanna confessò di essere stata lei ad avvelenare alcune delle mogli del re durante la gravidanza, in modo da far partorire loro dei figli deformi e già morti, simili più a draghi che a uomini. Non rivelò mai il movente, ma sebbene sia lecito pensare a un atto di gelosia è interessante notare che la stessa sorte è capitata al figlio di Daenerys. Le due maegi avrebbero potuto avere motivazioni differenti, a meno che non fossero entrambe spinte dal desiderio di fermare la dinastia dei Signori dei Draghi e, con loro, qualunque possibilità di utilizzare i draghi contro gli Estranei. Allo stesso modo, potrebbero essere stati proprio i sacerdoti dell’Inverno a causare il Disastro di Valyria, ma questo sarà approfondito in un’altra sede.

La terza identità di cui parlare riguarda Joramun. Non si sa molto del Re oltre la Barriera dopo la sconfitta del Re della Notte, ma è evidente l’assonanza del suo nome con Jorah Mormont. Per un motivo sconosciuto, dopo la sconfitta degli Uomini di Ferro che avevano assediato Isola dell’Orso, quelle terre furono date da re Rodrik Stark ai Mormont, sebbene fossero sempre appartenute ai Woodfoot, curiosamente uno dei nomi che furono fatti per il tredicesimo lord comandante. Joramun avrebbe dunque potuto ricevere l’isola come ricompensa per l’aiuto dato a Brandon il Distruttore, rimanendo però confinato in una zona circoscritta che avrebbe permesso alla sua sola famiglia (e non a molte tribù del Popolo Libero) di vivere a sud della Barriera; il nome Mormont sarebbe potuto nascere in seguito, con la volontà di creare una casata, o forse come Mance anche Joramun apparteneva ai reami di Westeros e possedeva già il nome di Jorah Mormont. Tormund, inoltre, presenta a sua volta assonanze con Joramun e il suo appellativo di “Marito di orse” potrebbe essere meno goliardico di come lui stesso lo presenti, rimandando invece a un ramo della dinastia dei Mormont che ancora vive oltre la Barriera.

Il trasferimento a sud di Joramun giustificherebbe l’assenza di tracce del suo famoso corno nell’estremo nord. Esiste una tomba, nella cripta di Grande Inverno, appartenente a re Jorah Stark, un nome mai usato in precedenza nella casa Stark; nei libri, Mance si trova sotto copertura proprio a Grande Inverno, e potrebbe cercare il corno di Joramun proprio sotto la tomba di Jorah Stark, il nascondiglio perfetto rintracciabile solo da chi conosceva la vera (o nuova) identità del precedente Re oltre la Barriera. C’è un ultimo dettaglio da tenere in conto: Lungo Artiglio, la spada da sempre appartenente ai Mormont e forgiata in acciaio di Valyria, uno dei pochi modi per uccidere gli Estranei; se la Regina della Notte fosse stata proprio un’Estranea, questa potrebbe essere stata la lama che l’ha uccisa. Il destino dell’ultimo Jorah Mormont è dunque tracciato: tornerà in possesso della spada della sua famiglia, combatterà con essa contro gli Estranei e, esaudendo finalmente l’ultimo desiderio del padre, prenderà il nero e diventerà forse il millesimo lord comandante dei Guardiani della Notte.

– Sara Carucci –

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