John Polidori e il suo Vampiro

Benvenuti, amanti della letteratura, sedetevi pure.

Oggi vorrei raccontarvi una storia, una storia che affonda le sue radici in un passato lontano e che il tempo, spesso maledetto, ha quasi dimenticato. Sono qui per raccontarvi la storia di un vampiro, non certo di Dracula, del celebre Bram Stoker (che sappiamo tutti molto bene), ma di un vampiro assai più trascurato: “Il vampiro” di Polidori.
“Il vampiro” è un racconto breve scritto da John Polidori e pubblicato nel 1819. Lo scrittore racconta una storia che ha inizio nei lussuosi e viziosi salotti di ricevimento inglesi, affollati da un bazar di nobildonne libertine, di annoiati rampolli di gloriose casate e di sedicenti gentiluomini. Qui Aubrey, un giovane ricco idealista e romantico, conosce l’enigmatico e imperturbabile Lord Ruthven. Tra i due nasce una strana amicizia e, grazie a questa vicinanza, Aubrey si accorge presto delle stranezze del suo nuovo amico. Deciso a conoscere il segreto di Lord Ruthven, Aubrey  decide di accompagnarlo in un lungo viaggio nei vari paesi d’Europa.

Spero che queste poche righe possano invogliarvi a leggere questa storia perché non desidero, lettori, parlarvi della trama ma bensì di chi è il suo creatore e di come è nata questa storia.

John William Polidori è un brillante studente che nel 1815 si laurea in medicina, a soli diciannove anni. L’anno seguente diventa il medico personale, e segretario, di Lord Byron. Un’esperienza a cui deve la nascita del suo libro. “Il Vampiro” di Polidori nasce in un clima intellettualmente stimolante e da una scommessa di George Gordon Byron. Nel maggio di quello stesso anno nella Villa Diodati, vicino Ginevra, oltre a Byron e Polidori, ci sono Claire Clairmont, sorellastra di Mary Shelley e amante di Lord Byron, e i coniugi Shelley. Per vincere la noia data dal dover rimanere chiusi in casa, a causa della pioggia, Lord Byron propone a tutti di scrivere una storia dai toni cupi, una storia di fantasmi e di mostri. Da questa strana scommessa nasce il capolavoro di Mary Shelley, “Frankenstein”, e il romanzo di Polidori, “The Vampyre”, considerato il primo racconto di vampiri della letteratura moderna. La musa del vampiro di John Polidori è, in realtà, il suo paziente e amico Lord Byron. John evita di disegnare l’ennesimo vampiro crudele e sanguinario delle tradizioni popolari. Disegna, invece, un vampiro tenebroso e maledetto, sensuale e aristocratico, dotato di un perverso fascino nero, un perfetto “eroe byroniano”, che chiama con il nome di “Lord Ruthven” per omaggiare il suo ispiratore, (stesso nome usato in precedenza da Lady Caroline Lamb, scrittrice ed ex amante di Byron, nel suo romanzo “Glenarvon”, che è chiaramente l’alter ego di George). Il racconto viene pubblicato il 1° aprile del 1819 sulla rivista New Monthly Magazine e viene attribuito, erroneamente, a Lord Byron. Nonostante le sue pronte smentite molti attribuiscono il libro al nostro Lord, anche Goethe che afferma, con convinzione che “The Vampyre” sia uno dei suoi lavori più riusciti. Tuttavia, il libro, ebbe un immediato successo in Europa, soprattutto in Germania dove fu tradotto nello stesso anno. In Inghilterra al contrario, a causa della sua falsa attribuzione, il libro non conosce lo stesso successo per via della vita scandalosa del “finto padre” della novella. Anche nella prima edizione italiana, risalente al 1831,”Il Vampiro” viene pubblicato con il nome di Lord Byron.

A Polidori purtroppo non viene riconosciuto il frutto del suo genio e, dopo aver lasciato il suo lavoro con Byron, torna in Inghilterra, nel 1820, e scrive al priore di Ampleforth con l’intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica. La richiesta non viene accolta dal prelato a causa della sua scandalosa attività letteraria. L’anno seguente, dopo aver scritto il poema religioso “The Fall of the Angels”, John cade in depressione e muore in circostanze poco chiare, probabilmente suicida.

Se posso darvi un piccolo consiglio, la storia di Polidori viene trattata anche nel film “Mary Shelley”, film con Elle Fanning  (di cui ho scritto un articolo), in cui viene narrata la storia della scrittrice e della famosa sera in cui nascono i libri che hanno segnato la storia di una parte della letteratura. Buone lettura e, se seguirete il mio consiglio, buona visione a tutti!

Rispondi