Jim Carrey ed il suo intervento al Festival del Cinema di Venezia

Al momento ci sono almeno tre grandi attori gravemente sottovalutati dalla critica: Brad Pitt, Brendan Fraser e Jim Carrey. Sì, perché Jim Carrey è un grande attore. Innanzitutto è un comico nato, grazie alla sua esasperata mimica cartoonistica, alle sue strepitose imitazioni ed al fatto che sa far ballare le sopracciglia.

Ma Jim Carrey non è solo Ace Ventura o The Mask. Jim Carrey è un interprete a 360°, perfettamente in grado di dar vita a personaggi complessi, drammatici, sensibili o inquietanti. Pensiamo solo che è lui il coraggioso Truman, che sfonda la quarta parete per affrontare il mondo reale. È lui il misterioso Topsy Kret nel thriller psicologico Number 23, del mostro sacro Joel Schumacher. È lui lo sceneggiatore in fuga dalla caccia alle streghe maccartiana nel commovente The Majestic, del talentuoso Frank Darabont (vedi rubrica Grandi Registi). È lui the Man on the Moon.

Certo, è stato anche Scemo e più scemo ed Il rompiscatole (due epic fail, per usare termini da social), ma non me la sento proprio di condannarlo per queste due pellicole girate praticamente ad inizio carriera. Mi direte che è stato più grave il suo voltafaccia durante la promozione di Kick Ass 2. E su questo sono costretta a dar ragione ai suoi detrattori. Sì, perché negli ultimi anni Jim Carrey ha avuto alcune uscite davvero infelici. L’attore, vivendi purtroppo il dramma di un figlio affetto da autismo, nel suo dolore, ha anche sbagliato ad individuare il nemico, incolpando i vaccini ed essendo uno dei più grandi esponenti dell’Anti-Vax. A ciò sembra sia seguita una sorta di crisi mistica, durante la quale Jim avrebbe anche partecipato ad alcuni strani raduni durante i quali i partecipanti provano dei “funghetti magici”.

Questo stato mentale alterato l’ha portato quasi a ripudiare il film Kick Ass 2, di cui Jim ha deplorato l’eccesso di violenza. Kick Ass è un film violento, ma è anche un film fortemente ironico. E soprattutto è un film! Sembra che il buon Jim stia avendo problemi nel tracciare la linea di demarcazione tra realtà e fantasia. E nel suo caso il fatto è particolarmente grave. L’ultima impresa del mio sempre amato Jim risulta essere l’intervista rilasciata in conferenza stampa durante il recentemente concluso Festival del Cinema di Venezia.

In questa intervista Jim ci dice che ha iniziato a recitare per prendere in giro gli attori che si prendono troppo sul serio e quindi per distruggere Hollywood dall’interno. Si definisce un sovversivo, uno che dice la verità sempre e comunque, aggiungendo che, in un mondo in cui tutti indossano una maschera, una persona sincera e priva di maschera non viene capita, ma temuta.

Ora, ripeto, io Jim Carrey lo amo… ma questo discorso mi ricorda in maniera inquietante i post perbenisti che girano su Facebook (quelli che alcuni imputano ai “cinquantenni su Facebook”). È vero che come attore non ha ricevuto sufficienti proposte meritevoli da parte di Hollywood e che per le poche che gli sono state offerte non ha ricevuto i giusti riconoscimenti dalla critica, ma questa sua deriva inizia a preoccuparmi seriamente. Spero con tutto il cuore in una sua rinascita personale ed artistica.

– Monia Guredda –

 

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