Jane Austen, un’autrice dal genio sempre attuale

1Fisicamente era molto attraente; alta, snella, il passo fermo e leggero, tutta la sua persona esprimeva forza e animazione. Di carnagione era brunetto chiaro, colorita; aveva le gote piene, rotonde, la bocca e il naso piccoli e ben fatti, i vivi occhi color nocciola, e capelli castani che le si arricciolavano naturalmente attorno al volto.
A parlare è J.E. Austen-Leigh, nipote della famosissima Jane Austen. Ho deciso di presentarvela, partendo da queste parole perché credo che quando si vuole approfondire la conoscenza di una tale scrittrice sia fondamentale darle una consistenza reale e scostarla momentaneamente dal polveroso scaffale su cui risiedono i suoi libri; quale miglior metodo se non quello di darle una fisicità? Era pronta sia a consolare l’infelice che a curare un malato, come era pronta a ridere e a giocare con chi era allegro. In queste poche e lineari frasi è racchiuso tutto il Fascino di questa grandiosa scrittrice, una donna amabile e di solidi principi. Ma ora che ha una concreta fisicità è doveroso posizionarla in un ben definito contesto storico: nacque nel dicembre del 1775 a Steventhon, Inghilterra. A soli venti anni già si accingeva a scrivere le prime bozze di quelli che sarebbero stati i suoi capolavori, ovvero Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e sentimento.

Vi stupirà sapere che, sebbene abbia iniziato a scrivere così presto, di lei non sono stati pubblicati che sei romanzi: negli ultimi anni della sua vita, tra il 1811 e 1816 riuscì a scrivere poco più della metà dei suoi più famosi componimenti letterari e questo perché la scrittura, sebbene fu una constante della sua vita, non fu mai il suo lavoro. Sappiate che morì nel 1817 a Winchester dopo aver visti pubblicati solo quattro dei suoi libri. Non fu facile per lei riuscire a pubblicare i suoi bambini, come amava chiamare i suoi libri, questo perché le donne prima della metà del 1800 non scrivevano che per loro stesse: non era ammissibile che potessero diventare scrittrici, non era visto di buon occhio il loro ingresso nel mondo della letteratura e del lavoro, per cui scrivere e pubblicare opere era vista come una trasgressione al buon costume dell’epoca. Altra nota dolente: il successo non arrivò subito. Le sue opere vennero accolte tiepidamente; in molti le giudi2carono poco interessanti ed intellettualmente insignificanti. Eppure oggi è considerata la maggior scrittrice Inglese dell’epoca, spesso anche paragonata al genio di Shakespeare. I fan di questa autrice negli anni sono aumentati esponenzialmente fino a parlare di Janeites, lettori che costituiscono una grande categoria a sé stante. Chiunque conosce i titoli o le trame delle sue opere, pur senza averle lette. Questo è possibile perché sono romanzi dal messaggio universale: storie intramontabili che trattano argomenti cari all’uomo indipendentemente dal contesto storico. Jane Austen portava su carta personaggi che non si ispiravano alla quotidianità: i suoi protagonisti sono immaginari, ma hanno sentimenti ed emozioni concrete e caratteristiche che nella realtà è impossibile ritrovare in egual misura e dettaglio. Una penna irriverente che ci descrive con linguaggio ironico e con osservazioni piccate quello che era la realtà dell’epoca, quella che era ed è tutt’ora l’indole umana.

Perché leggere Jane Austen, cosa hanno di così intrigante i suoi scritti? Vi riporto le parole di Virginia Woolf a riguardo: Nessuna tragedia, nessun eroismo. Eppure, per qualche motivo, la scenetta ci commuove in modo del tutto sproporzionato all’apparente banalità[…]. Jane Austen padroneggia un’emozione molto più profonda di quanto non emerga in superficie. Ci stimola a fornire quel che manca. Lei pare offrire solo un’inezia che però si espande nella mente del lettore arricchendo certe scene a prima vista insignificanti di una vitalità quanto mai duratura.
Ed è proprio così: sono romanzi che un occhio non allenato potrebbe giudicare banali, ma che in realtà catturano il lettore e si prestano a interpretazioni di diverso tipo; mai fermarsi all’apparenza. Il vero genio della Signorina Austen è racchiuso tra le righe dei suoi romanzi senza essere ostentato. E questo sicuramente lo abbiamo acquisito con il tempo: è l’autrice da cui sono stati ispirati film e riproduzioni di ogni tipo. Attori del calibro di Colin Firth e Adam Rickman hanno prestato il volto a protagonisti intramontabili come Mr.Darcy ed il Colonnello Brandon, che sono diventati sinonimo di uomo ideale, di sicurezza, bontà d’animo e protezione e nel linguaggio comune sono ormai sinonimo di principe azzurro.

3Chiunque abbia letto Persuasione non può non aver sofferto per la travagliata storia d’amore narrata, non può non esser stato travolto dai dubbi di Anne e non aver amato la famosa lettera del Capitano Wentworth che è l’apice del romanzo, il punto più alto raggiunto dalla letteratura dell’epoca. Chi ha avuto modo di leggere Emma non può che essere d’accordo con Jane Austen che la definiva la più difficile delle sue eroine, quella che in pochi avrebbero amato capendone a fondo l’indole. Chi ama il gotico non può non aver letto l’Abbazia di Northanger sorridendo di questa ben riuscita parodia del genere. Se quello che avete letto fino ad ora non vi è bastato per incuriosirvi e spingervi a correre in libreria sappiate che la conoscenza di Jane Austen e delle sue opere è talmente intrinseca nella vita di tutti noi che possiamo ritrovare dei facili riferimenti alle sue storie anche in diversi film e libri moderni, tra cui Bridget Jones, di velata ma ovvia ispirazione Austeniana ed il recentissimo Orgoglio e Pregiudizio e Zombie che altro non è se non la dimostrazione di come dei romanzi che sono considerati grandi Classici non siano altro che opere attualissime che si adattano ai gusti e alle necessità di ognuno di noi. Tutto sta alla disponibilità del lettore a farsi coinvolgere.

– Jessica Bua – 

 

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