Intervista all’illustratrice Giulia Bragaglia

Giulia Bragaglia nasce a Roma il 10 ottobre del 1990. I suoi studi non sono stati subito indirizzati al disegno; prima di comprendere a pieno la sua passione e poter sfruttare le sue grandi potenzialità con matita e pennello, Giulia ha dovuto fare i conti con realtà molto differenti tra loro ma che hanno portato la nostra disegnatrice a ricoprire oggi il ruolo di illustratrice che aveva sempre sognato. Sin da bambina, Giulia sognava di dare vita a personaggi di fantasia: «Il motivo per cui ho iniziato a disegnare è perché guardavo i film Disney. Il mio sogno da bambina era lavorare nella Disney.  Oltre alle videocassette, avevo anche i libri e passavo le ore in cameretta a copiare i personaggi, anche perché i miei genitori non mi facevano guardare molta TV. L’unica cosa che potevo guardare era una videocassetta dopo pranzo». Nonostante la famiglia abbia spinto Giulia a frequentare il liceo classico e l’università, questa bravissima illustratrice non ha mai “appeso le matite al chiodo”, coltivando la sua grande passione per il disegno come hobby e frequentando un corso di disegno realistico durante il periodo del liceo, in cui ha avuto l’opportunità di studiare tecniche tradizionali come l’acrilico e l’acquerello.

«Ho cambiato tre volte facoltà e ho capito che non era la mia strada. Mi sono laureata in logopedia, dopo aver frequentato per un anno ingegneria informatica e l’anno successivo biologia. Forse se avessi fatto il liceo artistico e studi mirati al disegno, non sarei dove sono ora. E’ stata la spinta di un lavoro che non mi apparteneva a farmi cambiare rotta e a farmi impegnare nel disegno».

  • Come è stato lavorare come logopedista?
  • Mi sentivo fuori posto. Così appena ho iniziato a guadagnare qualcosa mi sono iscritta alla Scuola romana dei fumetti. La mattina lavoravo come logopedista e tre pomeriggi a settimana seguivo i corsi di disegno.

Nel 2016 però Giulia deve affrontare un cambiamento molto importante: la clinica presso cui  lavorava la mattina decide di fare dei tagli al personale e la nostra disegnatrice perde il lavoro.

«In quel momento mi sono disperata perché in quel periodo stavo progettando di andare a vivere con il mio ragazzo e pochi mesi prima di andare a vivere insieme, ho perso il lavoro. Poi ho pensato potesse essere arrivato il momento giusto per fare qualcosa con il disegno. Così ho iniziato con le commissioni private e nel frattempo facevo i popcorn al The Space Cinema».

Incredibile come la vita possa cambiare e portarci dove avevamo da sempre desiderato essere ma sempre e solo dopo aver attraversato e affrontato i molteplici ostacoli che inevitabilmente ti separano dalla buona stella cui ci sentiamo di appartenere. Sono proprio quelle difficoltà che rendono un determinato sogno apparentemente irraggiungibile ad indicarci la strada per raggiungerlo e trasformarlo in realtà. E così Giulia dai popcorn salati del The Space ora ha il suo nome come illustratrice sulla rivista YouPopcorn ed è pronta a raccontarci dei suoi primi lavori, di come tutto ebbe inizio:

«L’idea del negozio online non l’avevo in mente. Ho sempre sperato di illustrare libri. Mandavo curricula vitae a varie case editrici e mentre aspettavo una risposta, ho pensato di realizzare disegni nel mio stile che le persone potevano regalare per un’occasione particolare come un compleanno o a Natale. Poi è stata la volta del calendario e delle agende, e così il negozio ha preso vita. Creare prodotti con le mie illustrazioni mi gratifica tantissimo!».

  • Qual è il lavoro a cui sei più legata?
  • Sicuramente Oroscopotter perché sono fan di Harry Potter. E’ stato molto divertente trovare per ogni personaggio qualche elemento che ricordasse i segni zodiacali.

Anche la rubrica sui disturbi è un lavoro a cui sono legata. E’ stata molto più impegnativa rispetto ad Oroscopotter perché non è facile disegnare e descrivere un disturbo che personalmente non ho mai vissuto. Un lavoro molto complesso perché bisogna “restare delicati” ma che mi ha dato molta soddisfazione.

  • Qual è stato il primo disturbo che hai rappresentato?
  • La prima illustrazione che ho fatto è stata quella del disturbo d’ansia perché io ho molta difficoltà a gestire l’ansia. Poi ho rappresentato il disturbo depressivo, bipolare, i disturbi dell’alimentazione e l’insonnia.
  • Pensi che i tuoi studi universitari ti abbiano aiutata nella realizzazione di questa rubrica?
  • Sì, l’esame di psichiatria a Logopedia mi ha aiutata a conoscere i vari disturbi.
  • So che oltre al disegno, un’altra tua grande passione è quella per la danza che ricorre nelle tue illustrazioni. Le ballerine che rappresenti però non rispettano i canoni tradizionali della danza classica: la ballerina magra e sempre perfetta, le tue ballerine sono più “rotonde” rispetto agli standard classici ma pur sempre armoniose. Quello che volevo chiederti è: ti sei ispirata alle ballerine di Fernando Botero?
  • Forse inconsciamente sì, non ci avevo mai pensato! Non sono mai stata la ballerina magra e perfetta. Il messaggio che voglio lanciare è: «La danza è per tutti», essendo io, in primis, senza fisico da ballerina, mi piace pensare che chiunque possa fare questa disciplina. Più in generale, mi piace rappresentare sempre corpi diversi perché così ognuno si può riconoscere in un disegno. Mi dispiace solo per gli uomini che non li disegno mai ma solo perché il corpo femminile è più nelle mie corde.
  • A volte hai lanciato anche forti messaggi di critica sociale attraverso i tuoi disegni.
  • È sempre molto difficile toccare certi temi, per questo cerco di scrivere sempre poco sotto quei disegni ma sono convinta che le immagini veicolino molto un messaggio in un’epoca in cui ci sono i social e magari è più difficile fermarsi a leggere un articolo. Un’immagine invece può colpirti e poi portarti ad approfondire l’argomento. Quello che cerco di fare è sensibilizzare su vari temi che mi sono a cuore come i temi sulle donne o la comunità LGBT.

Se anche voi siete rimasti colpiti dalle bellissime illustrazioni di Giulia Bragaglia e se volete qualcosa di unico e di personale da mettere sotto l’albero di Natale vi ricordiamo che anche per queste feste Giulia realizza commissioni private oppure potete visitare comodamente da casa il suo negozio online su questo sito.

Che aspettate? Per restare aggiornati sui suoi  prossimi lavori seguite Giulia Bragaglia alla pagina Instagram: the_imaginist_

– Aurora Milana –

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