Intervista al maestro del fumetto Enrique Breccia

1Domenica 19 Luglio 2015, è stato ospite alla tredicesima edizione del Muso Music Festival, il maestro del fumetto Enrique Breccia. Il Muso è una manifestazione musicale, che si tiene ogni anno ad Oriolo Romano in provincia di Viterbo, che ha visto protagonisti negli anni precedenti musicisti come i Kutso (band presente nelle nuove proposte di Sanremo 2015) e anche bravissimi disegnatori.

Breccia era presente nell’Area Artisti, sotto lo stand gestito dall’Associazione ludico culturale la “Gilda del Drago Nero” di Bracciano (RM) e ho avuto il piacere e l’onore di intervistarlo personalmente.

Chi è quindi Enrique Breccia? Per chi non lo conoscesse, egli è un fumettista, pittore ed illustratore argentino, figlio di uno dei più grandi fumettisti latino-americani, Alberto Breccia (famoso per una serie di riduzioni a fumetti de I miti di Cthulhu e per la collaborazione con il figlio a La vita del Che, fumetto datato 1968 ed incentrato sulla vita del rivoluzionario Che Guevara). Breccia nel 1972 inizia la sua collaborazione con la casa editrice inglese Fleetway, disegnando il fumetto Spy 13 con uno pseudonimo, e poi una serie di storie di guerra per la rivista italiana Linus. Nel 1976 inizia a collaborare con lo sceneggiatore Carlos Trillo, disegnando il fumetto El Buen Dios, immediatamente seguito da Alvar Mayor, il suo più famoso personaggio. Con Trillo, ha collaborato anche nella mini serie Robin delle stelle (El Peregrino de la Estrellas), nel surreale Los Viajes del Marco Mono e nel El Reino del Azul. Nel 1983 ha poi disegnato Ibáñez scritto da Robin Wood, e l’anno seguente, El Sueñero ed El Cazador del Tiempo di cui è anche sceneggiatore. Successivamente ha anche realizzato molti adattamenti a fumetti di romanzi famosi come L’isola del tesoro e Moby Dick; nel 1987 ha pubblicato il romanzo grafico Lope de Aguirre. Nel 2000 inizia a lavorare su X-Force per la Marvel e per la DC Comics disegna Legion Worlds e Batman: Gotham Knights. Nel 2002 ha disegnato il romanzo grafico Lovecraft, scritto da Hans Rodionoff, sulla vita dello scrittore H. P. Lovecraft e negli anni successivi, è diventato l’artista principale della serie Swamp Thing, entrambi per la casa editrice Vertigo. Nel 2011 per il mercato francese ha realizzato, sui testi di Xavier Dorison, Les sentinelles, pubblicato dalle edizioni Delcourt e l’anno successivo, per la Sergio Bonelli Editore, ha realizzato una storia di Dylan Dog pubblicata sull’ottavo volume del Dylan Dog Color Fest. Sempre per la Bonelli, sta inoltre lavorando a uno speciale estivo di Tex Willer.
Passiamo quindi alla vera e propria intervista ad Enrique Breccia!

1. Quando disegna c’è un soggetto che le piace particolarmente rappresentare?
“No, nessuno in particolare”

2. Quanto di suo padre crede ci sia nel suo tratto? L’ha influenzata iniziare a disegnare con lui?
“No, credo di non avere assolutamente niente di mio padre, perché non l’ho visto mai disegnare in vita mia. Aveva uno studio fuori di casa, e non voleva che nessuno – né io né le mie sorelle – vedesse i suoi disegni.”

3. C’è un illustratore o un fumettista di recente successo che le piace?
“Cacho Mandrafina, un fumettista argentino.”

4. Lei è anche un pittore, c’è una corrente artistica particolare a cui si ispira nei suoi quadri?
“No, a dire la verità no. Mi piace molto Bruegel, il Boppo, i pittori fiamminghi, ma no, non ho una vera influenza diretta.”

5. Cosa si sente di consigliare ai giovani illustratori o fumettisti che si affacciano in questo ambiente lavorativo per la prima volta?
“Prima di tutto che imparino a disegnare, a disegnare bene. Questo è un mestiere duro, non è un hobby. Per quello devono imparare veramente a disegnare quanto meglio possibile e specialmente a lavorare sodo. Non esiste la musa ispiratrice, quella è un concetto romantico, esiste solo il lavoro duro.”

È stata un intervista breve, ma il maestro si è dimostrato molto gentile e disponibile. Lo ringrazio sinceramente per il tempo che mi ha concesso tra un disegno e l’altro!

– Debora Becchetti – 

2 pensieri su “Intervista al maestro del fumetto Enrique Breccia

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