Intervista a Mirko’s Scribbles

Il mondo del fumetto è in continua mutazione, soprattutto ora che i social network ci permettono di raggiungere più informazioni in meno tempo. Così, il mondo delle web-comics è esploso, portando alla ribalta tanti autori che hanno avuto l’ardire di proporre un’idea e la capacità di svilupparla in modo che piaccia alla gente. E da grande idee corrispondono grandi autori. Oggi ne abbiamo intervistato uno che che sicuramente conoscerete: Mirko’s Scribbles (o, su Instagram, Mirkoscribbles)

Sono sicuro che avrete letto una vignetta di Wallo, il simpatico personaggio di Mirko, che spesso si ritrova a discutere con la sua compagna Wallina per diverse ragioni… tra cui i Lego. Un’idea di successo, grazie ai suoi oltre 10 mila followers su Instagram e le sue vignette che, anche se non seguite la sua pagina, avrete sicuramente visto condividere da tante altre pagine.

E Mirko è stato molto gentile a rilasciarci questa piccola intervista:

– Iniziamo con le presentazioni: chi c’è dietro a Mirkoscribbles? E come nasce questo nome? 

Mi chiamo Mirko, ho 31 anni, vivo a Roma e sono un programmatore. II primo nome che mi è venuto in mente è stato “Mk Comics”. La mia ragazza me l’ha bocciato.

Allora ho pensato a “gli scarabocchi di Mirko”, ma c’era già gli scarabocchi di Maicol e Mirco e si sarebbe confuso. Allora l’ho messo in inglese, che in inglese, si sa, è tutto più figo. Solo successivamente mi è venuto in mente che esisteva già Sarah’s Scribbles, ma ormai avevo già creato la pagina Facebook e vari profili sugli altri social. Sto ancora cercando un nome d’arte figo, sono circa 3 anni che ci penso, ma ancora non mi è venuto in mente.

– Come nasce la tua passione per il disegno e la voglia di farne una serie di fumetti? E quando hai capito che questa passione stava diventando una realtà?

La passione per i fumetti l’ho avuta fin da piccolo, da quando ho letto il mio primo fumetto (Topolino). Diciamo che il lavoro di fumettista è per me come è per Grisù il lavoro di pompiere: un sogno, un obiettivo da raggiungere a ogni costo.

– Il tuo fumetto è stilisticamente molto semplice, nonostante sia migliorato parecchio con il tempo. Scrollando sul tuo profilo Instagram, però, si trovano disegni più complessi che mostrano una bravura diversa dal semplice Wallo. Lo scegliere un disegno più semplice, quindi, è una scelta dovuta alla velocità di esecuzione? O è vero, secondo te, che il web preferisce i contenuti e le battute al disegno?

Sicuramente per la velocità di esecuzione. Lavorando tutto il giorno ho pochissimo tempo a disposizione, quindi ho optato per uno stile semplice che mi permettesse di disegnare più vignette possibili. Non ho tralasciato il fatto che sul web disegni complessi e con molto testo risulterebbero poco appetibili e di difficile lettura.

Lo stile poi, man mano che ho preso confidenza con Clip Studio Paint (il programma che uso per disegnare i miei fumetti) è migliorato.

– Nei tuoi fumetti ci mostri le tue passioni ed eventi di vita vissuta. Ma quanto c’è veramente di Mirko in Wallo?

Molto. Ovviamente tutto è volutamente esagerato in modo da far ridere.

Ma Wallo non sono solo io, Wallo è un po’ tutti, è la parte sfigata che risiede in ognuno di noi. Wallo è quello che ha la ragazza fastidiosa, ma ha anche la ragazza che lo sopporta. È quello che non sa usare il computer, ma è anche quello che sistema i computer agli amici e ai parenti. Tutti siamo Wallo.

– Cosa ne pensi del mondo social che ha dato spazio alle web-comics, creando un vero e proprio mondo di nuovi artisti?

I social, se usati nel modo giusto, possono essere una grande opportunità. Danno a tutti la possibilità di farsi notare. Certo la concorrenza è tanta, ma se sei bravo alla fine riesci ad emergere, soprattutto se si punta alla pubblicazione di un editore.

– Per quale piattaforma social ti senti più grato per essere diventato una star delle web-comics?

 Instagram. Ma ora sto mezzo litigato con lui, perché se non paghi non ti fa aumentare di followers.

– Qual è, secondo te, la cosa che piace di più al web dei tuoi fumetti?

La semplicità e il fatto che tutti possono riconoscersi nei miei personaggi e nelle situazioni in cui si cacciano.

– Cosa consiglieresti ad un neofita che vuole inventare e far spopolare il proprio fumetto?

Disegnare tanto, pubblicare su tutti i social possibili e cercare di fare più collaborazioni possibili con pagine, siti, blog ecc… Bisogna diffondersi come virus.

– Ultima domanda da amante dei Lego: quanti set hai per casa? Qual è il tuo preferito? E quale ti manca che vorresti a tutti i costi?

Ho 3 set grandi: la Tumbler, la Silent Mary e il bus londinese. Poi ho diversi brickheads e lo schiaccianoci. In cantina, causa mancanza di spazio, ho 4-5 set Lego Technic. Il mio preferito, da grande fan di Batman, è la Tumbler. Sto contando i giorni che mancano all’uscita del Voltron. Sono riuscito a ricavare un piccolo spazio giusto giusto per lui.

– Giorgio Correnti –

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