Ingrassare con l’arte – 5 quadri che parlano di cibo

Credete che “mangiare con gli occhi” sia solo un modo di dire? I pittori del passato riusciranno a dimostrarvi che non è così. Eccovi 5 quadri che parlano di cibo che vi faranno ingrassare con l’arte.

1) Pieter Aertsen – I mangiatori di pancake (1560)
Pieter Aertsen - I mangiatori di pancakeFarina, latte, uova… I pancake sono un grande classico, ed a quanto pare erano popolari nel nord Europa già dalla metà del Cinquecento. Ce lo racconta con questo quadro Pieter Aertsen, pittore fiammingo dalla tendenza abbastanza spiccata a rappresentare soggetti abbastanza… gustosi: mercati della frutta, macellerie, cuoche armate di spiedi giganti e, ovviamente, famiglie olandesi intente alla preparazione delle nostre frittelle preferite.
Il soggetto del dipinto ad olio I mangiatori di pancake (da non confondere con quelli di patate, di Van Gogh) rientra tra le scene di vita quotidiana tipiche della pittura fiamminga: in questo caso la famiglia – probabilmente di umili origini – si è riunita allegramente per preparare dei prodotti da forno tanto semplici quanto nutrienti: non solo pancakes, ma anche waffel e panini al burro.
Il bambino sembra apprezzare.
Non si può non restare colpiti dall’espressione fiera dell’attempato signore seduto sulla sinistra e, soprattutto, dall’aura di quasi sacralità che circonda la donna che regge il vassoio.
Ehi, dov’è lo sciroppo d’acero?

2) Josefa de Óbidos – Natura morta con torte (1630)

Josefa de Óbidos - Natura morta con torte

Chi non ha mai sentito parlare del Pan di Spagna?
Ci troviamo nella calda penisola iberica di Josefa de Óbidos, pittrice di origini spagnole ed importante esponente della pittura portoghese della seconda metà del diciassettesimo secolo.
La pittrice, famosa soprattutto per i soggetti a tema sacro, si è cimentata con successo in numerose nature morte: ecco dunque Natura morta con torte, un olio su tela del 1660 che ci proietta direttamente nel mondo delle merende portoghesi.
Torte alte e soffici – si parla per l’appunto del Pan di Spagna, ma non solo – fanno compagnia a dolci di pinoli, rotoli al cioccolato e, sullo sfondo, a quelli che parrebbero essere giganteschi biscotti secchi.
L’imponente massa di dolci viene messa ancora più in risalto dal contrasto tra la luminosità delle torte e l’oscurità dello sfondo, completamente nero; complessivamente la zuppiera sembra essere posto sotto un riflettore.
Volete sorseggiare qualcosa mentre vi godete una versione commestibile delle torte dipinte? Non esitate a procurarvi una buona bottiglia di Sherry!

3) Luigi Monteverde – Natura morta con dolci (1884)

Luigi Monteverde - Natura morta con dolci

Le cose o si fanno per bene o non si fanno”: sembra che questo detto tutto italiano fosse noto già alla fine dell’Ottocento a chi si è occupato di imbandire la tavola ritratta dal pittore svizzero Luigi Monteverde: non sono infatti soltanto i ciambelloni e le torte ad essere i protagonisti di questo ritratto, bensì anche prodotti più raffinati come caramelle, cioccolatini – e se parliamo di cioccolato svizzero c’è da essere seri – e frutta sotto spirito o forse in canditura, pronta per essere trasformata in un esercito di adorabili scorzette.
Uno dei cliché più famosi riguardanti il popolo svizzero li ritrae come gente precisa ed organizzata e non si può dire altrimenti dopo aver notato che, insieme al dolce, viene servito anche il liquore.
Acquaviti? Vini liquorosi? Purtroppo le etichette sulle bottiglie non sono facili da decifrare (è forse rum, quello?), ma non credo che questo vi impedirà di mangiare con gli occhi – e solo con gli occhi, per adesso – i dolciumi abilmente dipinti.
Ah, vedete quelle macchie rosse? Sono fiori e, no, non si mangiano.

4) Georg Flegel – Merenda con uova fritte (1600 circa)

Georg Flegel - Merenda con uova fritte

Dopo tanto dolce non poteva di certo mancare il salato, qui degnamente rappresentato da un’abbondante porzione di uova fritte servite con una pagnotta, un generoso bicchiere di vino e una… coccinella?
Le raffinate forme del vaso e del bicchiere – fate bene attenzione a quale dei due sia più capiente – e la cura dei dettagli, ritrovata ad esempio nei riflessi sul bicchiere, ci forniscono un prezioso indizio sul periodo storico nel quale siamo capitati: il barocco.
Non è inusuale trovare negli “spuntini” ritratti dal pittore barocco tedesco Georg Flegel animaletti che passeggiano indisturbati sulle tavole del tempo; non preoccupatevi, sono solo una metafora della caducità dell’esistenza e del necessario distacco dai beni terreni. E quindi dalle uova fritte.

5) Antoine Vollon – Panetto di burro (1875)

Antoine Vollon - Panetto di burro

Si potrebbe quasi descrivere come “un concentrato di pura emozione calorica”: ci vuole veramente tanto coraggio per definire semplicemente “panetto” una tale montagna di burro, ma sembra proprio che al pittore francese Antoine Vollon non mancasse affatto.
Il Panetto di burro è un ottimo esempio di quadro impressionista; si nota in particolare l’uso del colore, applicato con pennellate veloci e decise, scelto in modo da risultare in contrasto con lo sfondo scuro.
Il quadro risulta sicuramente d’impatto, tanto che c’è stato anche chi ha ipotizzato che fosse dipinto usando burro vero.
Se vi state chiedendo quanto possa essere grande un mostro del genere, sappiate che la massa di burro nella realtà sarebbe alta circa 30 cm.
Riflettendoci un attimo, forse è meglio non indagare sulla dimensione delle burrose brioche dell’epoca.

– Giorgio Correnti –

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