In arrivo i ristoranti Ikea

Obiettivamente, andare da Ikea e non deliziarsi con le polpettine o con le loro torte non colora l’esperienza con la giusta grinta. Ecco perché gli imprenditori svedesi hanno deciso – giustamente – di rendere questa nostra passione una fonte di guadagno ulteriore: sono in arrivo, dunque, i ristoranti Ikea, dove questi famosi piatti non dovranno necessariamente comportare l’acquisto almeno di una piantina, ma potranno focalizzarsi solo sul soddisfare le pupille gustative dei numerosi clienti.

Ovvio ciò che sarà il cavallo di battaglia, le già citate polpette kottbullar, che con il loro gusto particolare finiscono sempre sui nostri piatti nel negozio di mobili. Gerd Diewald, capo della divisione food dell’azienda, ha dichiarato addirittura – e non certo in errore – al magazine Fast Company parole divertenti proprio dedicate a questo piatto: “Abbiamo sempre definito le polpette il migliore venditore di divani”. E come dargli torto? Numeri alla mano, Ikea ottiene dal cibo circa 1,8 miliardi di dollari ogni anno, che detto così può sembrare una cifra enorme, ma pensate che in realtà si tratta solo del 5 per cento dei guadagni della ditta stessa. Ecco perché Ikea ha pensato di specializzarsi proprio sul cibo, per aumentare anche quelli, di guadagni.

Negli anni, comunque, vari esperimenti sono stati fatti e alcuni ristoranti temporanei sono già stati aperti a Londra, Parigi e Oslo, dimostrando un buon introito. Certo è che un po’ del divertimento del connubio cibo-mobili si andrebbe a perdere, a mio avviso. Come ha detto lo stesso Diewald: “Se dai da mangiare ai tuoi clienti restano di più, parlano dei loro possibili acquisti, prendono una decisione sul posto prima di lasciare lo store” e direi che potrebbe essere vero anche il contrario. La sola esperienza culinaria è sacra, per carità, ma accompagnarla a giri che, nell’80% delle volte, ti riporteranno a casa con oggetti che non ti servivano ha qualcosa di poetico che non possiamo negare.

– Lidia Marino – 

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