Il robot di Flubber usava già le GIF ventuno anni fa.

I film per bambini affascinano l’intera famiglia, anche adulti che vogliono trascorrere un po’ di tempo in serenità e senza pensieri. La Disney è al primo posto in questo, l’etica stessa dell’azienda racchiude questi principi. Nel 1997 proprio questa crea Flubber – Un professore tra le nuvole che vede come protagonista Robin Williams, con la magistrale capacità di far sorridere e trasmettere un’indiscussa dolcezza. Les Mayfield, il regista, vuole dare vita al remake della versione del 1961 tratta dal romanzo  A situation of Gravity di Samuel Taylor, famoso sceneggiatore di La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.

La storia è più o meno così: il professor Brainard insegna chimica al Medfield College e deve trovare un sistema per rendere più efficiente il consumo energetico della scuola per far risparmiare molti soldi al rettore. Brainard si rivela fin da subito essere stravagante, svanito ma dal cuore d’oro. Vive insieme a Weebo, un piccolo robot inventato da lui, ma sa che deve sposare Sara, la sua reale compagna. Nonostante i suoi impegni da futuro marito la scienza lo coinvolge smisuratamente, tanto da fargli dimenticare di presentarsi al matrimonio per ben tre volte. La terza dimenticanza è causa di una scoperta sorprendente: un sostanza gelatinosa e verde che reagisce alla forza esercitata su di essa con una quantità di forza doppia se non tripla. Brainard è entusiasta, ha trovato la soluzione ai suoi problemi e può salvare il College ma purtroppo Sara non è disposta a dargli altre possibilità dopo essere tornata a casa avvilita. Ovviamente la storia d’amore si conclude positivamente e per un’ora e mezza gli spettatori rimangono con gli occhi fissi allo schermo incuriositi da voli di automobili, partite di basket con balzi e palleggi più veloci della luce, lotte tra buoni e cattivi dove i buoni vincono sempre anche se tramite strampalati stratagemmi.

Soffermiamoci però su Weebo, il robot di Brainard. La voce femminile che lo caratterizza sembra essere l’agenda personale del professore, la sua consigliera di fiducia, se non addirittura la sua coscienza. Inizialmente cerca di dividere Brainard da Sara, gelosa perché, profondamente innamorata del suo inventore, è convinta che dopo il matrimonio per lei non ci sarebbe stato più posto. Nonostante la sua ostilità rivela nel culmine della vicenda narrata la sua grande lealtà e il suo altruismo.

Durante il corso del film le sue emozioni vengono espresse attraverso quelle che oggi chiameremmo GIF, nel medesimo modo in cui è possibile utilizzarle nelle chat di WathsApp oggi.

È sorprendente come agli albori dei primi cellulari già in un film si potesse vedere quel che solo da pochi mesi abbiamo l’opportunità di utilizzare, nello stesso modo in cui comunicava il robot Weebo con il professor Brainard. Ogni volta che voleva esprimere uno stato d’animo doveva semplicemente alzare il suo piccolo schermo e trasmettere una particolare situazione (sempre legata a cartoni animati o film della Disney) se lo rappresentasse al meglio.

Stiamo diventando come Weebo? Forse sì, ancor di più pensando che Amazon sta cercando di riprodurre il drone della Disney per metterlo presumibilmente in commercio. Piccolo, tondo , giallo, con un obiettivo al posto degli occhi e uno schermo per i suoi sentimenti. Attira di certo l’attenzione di tutti, stregati dalla tecnologia, ma forse è più bello esprimere emozioni in modo autentico. Le GIF lasciamole ancora un po’ a cellulari e robot, loro ne faranno buon uso.

– L’inattendibile Parola –

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