Il perché dei nomi dei gruppi musicali più famosi

Pensate ad alcuni dei gruppi musicali più famosi. Fatto? Bene, ora pensate al loro nome. Fatto? Bene. Ora, se possibile, traducetelo. Tradotto o meno, la domanda che spesso ci facciamo è “Perché si sono chiamati così?” Oggi cerchiamo di rispondere a questa domanda con 10 gruppi musicali internazionali e conosciuti da tutti, nel bene e nel male.

Queen

Iniziamo con il gruppo che ci ha regalato la meravigliosa voce di Freddie Mercury. Il gruppo ebbe un inizio travagliato. Nel 1970 si chiamava Smile ed aveva appena perso il bassista e co-fondatore Staffell che decise di entrare in un’altra band. Farrokh Bulsara fu l’anima del gruppo, spronando gli altri ad andare avanti e proponendo il nuovo nome Queen, perché corto, facile da ricordare, semplice e perché esprimeva quello che volevano essere: maestosi e regali. Bulsara, così, instaurò un nuovo glam che divenne la firma dei Queen. E cambiò il proprio nome, facendosi chiamare Mercury.

Rolling Stones

Facciamo un passo indietro, negli anni ’60. Tutto nacque nel 1962. Il gruppo, per la gran parte già formato, suona insieme da poco, quando a Brian Jones si sente chiedere un favore: un suo amico, Alexis Jorner, dovendo andare a suonare per la BBC, cerca un gruppo che possa sostituirlo per una serata al Marquee di Londra. Brian propone il suo nuovo gruppo ed è lui a scegliere un nome proprio la sera prima della serata, scegliendo Rollin’ Stones ispirandosi all’omonima canone di Muddy Waters.

The Beatles

Parliamo ora del gruppo simbolo del decennio degli anni ’60, che ha rifondato il metodo di formazione dei gruppi e di creazione delle canzoni, il gruppo con più storie e leggende dietro di sé, dalla formazione, al passaggio a sonorità più hippie, alla comparsa di Yoko Ono e all’omicidio di John Lennon. Proprio tra queste leggende c’è anche quella sulla scelta del nome. Iniziamo a dire che gli “scarafaggi” non centrano nulla: intanto, la traduzione reale sarebbe cockroach, inoltre è Beetle (con la E, non la A) ad essere la traduzione di coleottero. Da dove nasce allora Beatles? Una leggenda parla di Sutcliffe, ex bassista del gruppo, che propose il nome Beatals (poi diventato Beatles) prendendo spunto da beat, ovvero ritmo. Altri credono alla storia del sogno che fece Lennon all’età di 12 anni, dove vide un uomo su una torta fiammeggiante dire “voi sarete Beatles, con una A”.

Oasis

Rimaniamo a Manchester, ma parecchio tempo dopo. Siamo nel 1991 e Liam Gallagher suona con il suo gruppo chiamato “The Rain” già da qualche anno, quando suo fratello Noel decide di entrarvi a far parte. Dopo averlo accettato, si propone un cambio di nome. E fu Liam stesso a proporre Oasis, traendo ispirazione da un poster in camera sua del Oasis Leisure Centre in Swindon… forse. L’incertezza è devuta alle diverse dichiarazioni dello stesso Gallagher, che parlò anche di un poster degli Inspiral Carpets con quel nome. Comunque, qualsiasi fosse l’ispirazione, Oasis ispirava immagini che piacquero a Liam e compagni, per questo divenne il nome del gruppo.

Blink 182

La curiosità del nome del gruppo punk californiano non è tanto nel Blink, quanto nel suffissio 182. Infatti, alla nascita del gruppo, dopo essersi fatti chiamare Duck Tape per un po’, decisero di chiamarsi Blink. Con questo semplice nome, si fecero le ossa per qualche anno, fino ad arrivare a firmare un contratto discografico con la Grilled Cheese Records nel 1994. Qui, ci fu il primo problema: una causa legale intrapresa contro il gruppo da un’omonima band irlandese. Così, venne aggiunto il suffisso 182, scegliendo questo numero senza apparente motivo, come ha spesso ribadito lo stesso frontman Mark Hoppus. Una leggenda dice che 182 fosse il numero di volte in cui viene pronunciata la parola fuck in Scarface.


Green day

In epoca di grandi ideali ecologisti, dove la parola Green assume un aspetto naturale e dove le giornate pro ecologia vengono chiamate proprio green day, andiamo a parlare del gruppo punk statunitense chiamato allo stesso modo. Nonostante l’impronta possa sembrare profonda e piena di significato, nel 1989, Green day era lo slang per indicare una “giornata passata a fumare erba”. Ed ecco che Green prende un significato diverso, sempre naturale, ma meno ecologista e completamente in linea con l’anima della band.

Backstreet boys

La boyband anni 90, ormai con più di 25 anni di carriera, nacque intorno al 1993 da un’idea del manager Lou Pearlman che voleva replicare il successo dei New Kids on the Block degli anni 80. Dopo più di un anno a cercare i giusti componenti per questo quintetto di ragazzi canterini e ballerini, Pearlman si preparava alla loro presentazione con un concerto l’8 maggio del 1993 a SeaWorld, ad Orlando. Ma come chiamarli? L’ispirazione fu presa proprio nella stessa città: uno dei luoghi di ritrovi dei teenager di Orlando di quel periodo era proprio il Backstreet Flea Market. Ed ecco il lampo: i Backstreet Boys. Il primo concerto fu seguito da 3000 ragazzi e, da lì, partì la loro scalata per il successo mondiale: da un mercatino delle pulci di Orlando.

Red Hot Chili Peppers

La band americana fondata da Michael Balzary, Hillel Slovak e Anthony Kiedis, non si è sempre chiamata come la conosciamo. Al primo loro concerto, infatti, il nome scelto era Tony Flow and the Miraculously Majestic Masters of Mayhem. Il concerto fu un successo, nonostante la scarsa professionalità dimostrata: il gruppo arrivò alla serata con un solo pezzo preparato, ma riuscì ad estasiare il pubblico con le loro improvvisazioni Funk. Ecco che il successo sembrava a portata di mano: il locale li invitò di nuovo a suonare, ma il loro nome risultò troppo lungo e difficile da ricordare. Così dovettero scegliere un nuovo nome: Red Hot Chili Peppers. Il nome sembrava perfetto, proprio come quel piatto di peperoncini piccanti mangiati la sera prima e da cui presero ispirazione.

Spice Girls

Il gruppo inglese composto dalle cinque ragazze tutto pepe nasceva da un progetto discografico ambizioso. Ci furono delle selezioni, dove si cercavano ragazze “estroverse, spregiudicate, ambiziose e capaci di ballare e cantare”. Alla chiamata risposero centinaia di candidate e ne furono scelte solo 5. Il progetto prevedeva un gruppo di nome Touch, ma le cinque ragazze scelte erano veramente “pepate”. Così si decise di seguire il loro trand, chiamandole Spice Girls.

Pink Floyd

Il gruppo si formò nel 1965, dopo lo scioglimento dei Sigma 6, un altro nel quale facevano parte quasi tutti i membri. Fu il chitarrista Syd Barrett a scegliere il nome della nuova formazione, prendendo spunto da due bluesman americani quasi sconosciuti. Uno era Pink Anderson,, chitarrista blues americano che incise pochissimi brani negli stessi anni 60, l’altro è Floyd Council, altro chitarrista sconosciuto al grande pubblico. Rimane la curiosità di come, in un periodo senza internet, il giovane britannico Barrett fosse venuto a conoscenza di questi due artisti scarsamente conosciuti anche negli USA.

– Giorgio Correnti –

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