Il perché dei nomi dei gruppi musicali più famosi – Italian Edition

Abbiamo parlato delle band più famose al mondo… potremmo farne un altro di articolo di band straniere, in realtà, ma noi abbiamo preferito vedere il perché dei nomi dei gruppi italiani in questo articolo “Il perché dei nomi dei gruppi musicali più famosi – Italian Edition”. Quali sono i gruppi scelti? Andiamoli a vedere.

Litfiba

Il gruppo di Regina di Cuori o Spirito Libero che infiammò di rock le radio italiane sin dagli anni ’80, è tutt’ora nel cuore di tutti, nonostante Piero Pelù, storico frontman carismatico del gruppo, canti come artista singolo già da moltissimo tempo. Il nome, però, fu scelto da Ghigo Renzulli, fondatore e storico chitarrista dei Litfiba. Tutto nacque da uno dei vari lavori svolti dal chitarrista, ovvero l’operatore Telex. Questo era uno strumento di comunicazione usato in gran parte del XX secolo, soprattutto dalle aziende e, per comporre l’indirizzo, si inseriva una sigla. Ghigo scelse l’indirizzo della sala prove dove, sin dagli esordi, il gruppo suonava sita a Firenze in via de’ Bardi al civico 32. Così, compose un ipotetico indirizzo: L è la sigla del sistema Iricon utilizzato da Ghigo, IT sta per Italia, FI per Firenze e BA per Bardi, nome della via. Tutto sommato, viene Litfiba.

Pooh

Il gruppo che ci ha accompagnati per più di 50 anni, con tanti volti diversi nella sua formazione, venne fondato nel 1962 col nome Jaguars. Fu nel 1966, però, che la formazione bolognese ottenne un contratto con la casa discografica Vedette. Il proprietario dell’Etichetta, Armando Sciascia, volendo portare il gruppo a livelli nazionali, propose di cambiare il nome, vista la presenza di un gruppo romano omonimo (i Jaguars, per l’appunto). Fu la segretaria di Sciascia a proporre Pooh, prendendo spunto dall’orso della Disney Winnie the Pooh, di cui era una vera fan.

883

Questo gruppo ha segnato la mia infanzia. Sin da piccolo, ho sempre cantato Come Mai storpiando le parole a causa del mio scarso lessico e della capacità di Max Pezzali di sovvertire gli accenti di ogni parola. Ma perché questo nome? Pezzali e Repetto iniziarono con il nome di I Pop, dal gioco di parole con hip hop, ma fu l’incontro con Claudio Cecchetto a far sfondare il duo e fu proprio quest’ultimo a proporre il cambio di nome in 883, prendendo nome dalla cilindrata di una moto della Harley-Davidson, moto e casa motociclistica di cui i due membri del gruppo sono grandi appassionati.

Articolo 31

Il duo hip hop in cui faceva parte J-Ax, aveva un pallino fisso. No, non parlo dell’erba già osannata in Maria: parlo della libertà di espressione e della libertà di parola. Il loro cruccio, in un decennio di falso benessere come gli anni ’90, era quello di voler dire le cose apertamente, senza censura. L’idea originale era chiamarsi Articolo 21, come l’articolo della Costituzione Italiana sulla libertà di parola, ma scelsero il numero 31 in riferimento ad una legge emanata dal parlamento irlandese che permetteva di parlare in TV, radio e altri mezzi di comunicazione solo ai partiti politici espressamente autorizzati dal governo stesso: in pratica, un vero bavaglio alla libertà di parola.

Thegiornalisti

Parliamo del gruppo romano deh Thegiornalisti, storico gruppo indie della capitale che è riuscito anche a sfondare nel panorama nazionale, grazie ad un beatt pop simpatico, ma ben fatto e, soprattutto, dalle storie che raccontano nei loro testi. Proprio questo fattore porta alla scelta del nome Thegiornalisti: infatti, il loro obiettivo è raccontare la quotidianità, la realtà dei ragazzi e della nostra nazione, come i giornalisti. Il The iniziale, fu aggiunto per rendere il nome riconoscibile e facilmente ricordabile.

Stadio

Gli Stadio si formarono già nel 1975. All’epoca erano la band di accompagnamento di Lucio Dalla. Con lui, collaborarono in alcuni album, ma dobbiamo aspettare ben sei anni prima di vederli come gruppo a sé stante. Siamo nel 1981, la band acquista Gaetano Curreri, storico cantante del gruppo, ed accompagna Dalla e De Gregori nel tour Banana Republic. Oltre a suonare per i due grandi nomi, sono anche il gruppo spalla del tour. Serve un nome: è lo stesso Lucio Dalla a proporre Stadio, prendendo ispirazione dall’omonimo quotidiano sportivo bolognese.

Negramaro

Forse questo è il nome più facile da intuire. Parliamo dei Negramaro, il gruppo capeggiato da Guliano Sangiorgi che tanto sta dando ed ha dato al panorama musicale italiano. Sono tra i gruppi più in voga del momento e lo sono da un bel po’, tutto grazie alle loro canzoni, ma anche al carisma del loro frontman. Ma torniamo al nome: il gruppo, originario della Puglia, ha preso spunto dal Negroamaro, un vitigno originario del Salento

Il Volo

Il giovane trio di voci de Il Volo si formò nel 2009, quando tutti e tre i ragazzi parteciparono al programma per giovani talenti Ti lascio una canzone. Fuori dal programma, però, le loro voci ed il loro sound così Italia vecchio stampo piacque così tanto, da renderli molto richiesti, soprattutto all’estero, dove su presentarono, inizialmente, con il nome The Tryo, un po’ a ricordare i Tre Tenori, un po’ perché erano effettivamente un trio. Nel 2011, con il progetto di un album di canzoni inedite, bisognava cercare un nome nuovo. Ed ecco l’idea de Il Volo, proposto perché il nome italiano e la revocazione del famoso ritornello di Nel blu dipinto di blu attiravano molti più consensi, soprattutto all’estero.

Subsonica

I Subsonica sono uno dei gruppi del panorama musicale rock alternativo più famoso ed in voga in Italia. Nacque nel 1996 da una serie di musicisti che avevano suonato in altri gruppi e collaborato con alcuni dei più importanti esponenti della musica italiana (come la Berté o la Vanoni). Quando decisero di formarsi, Samuel, la voce del gruppo, propose come nome “Sonica”, prendendo spunto da una canzone di Marlene Kuntz. Il chitarrista Max Casacci propose, invece, “Subacqueo” come una canzone che aveva scritto quando suonava con gli Africa Unite. Fu la ragazza di Max dell’epoca a proporre Subsonica, formando una crasi tra le due proposte.

Pinguini tattici nucleari

Ormai sono sulla bocca di tutti. Il loro pezzo a Sanremo li ha lanciati nel mondo musicale dove prima erano di nicchia ed ora ne sono protagonisti. Questo giovane gruppo di Bergamo, non nasconde dei bravi musicisti e polistrumentisti. Molti, però, hanno storto il naso nel leggere il nome nella lista dei big di Sanremo. Forse perché non li conoscevano e forse perché può sembrare un nome troppo “allegro” per un gruppo serio. Ma da dove nasce il nome? Il merito (o colpa) del loro nome è dovuto ad un birrificio inglese, la BrewDog, che produsse una birra scozzese chiamata, per l’appunto, Tactical Nuclear Penguin.

– Giorgio Correnti –

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