Il Parco dei Mostri di Bomarzo

1Lo scorso giugno ho avuto la bella esperienza di visitare il Parco dei Mostri di Bomarzo, un complesso monumentale, immerso nella natura, forse più piccolo di quanto mi aspettassi, ma davvero suggestivo e ben tenuto. L’ingresso costa 10 euro, una cifra che potrebbe sembrare eccessiva per il percorso e il tempo impiegato all’interno, ma in realtà non ho rimpianto affatto di averli spesi e vi consiglio di cogliere l’occasione, se doveste capitare da quelle parti.

Le opere presenti all’interno, dell’architetto e antiquario Pirro Ligorio, seguono il genere del grotesque e sono state realizzate nel 1547, su commissione del principe Pier Francesco Orsini. Inizialmente il Parco di certo non faceva riferimento a “mostri”, essendo opere in pietra che ritraggono figure mitologiche, ma anzi veniva chiamato dal principe Sacro Bosco, nome che è comunque ancora in uso. Ma quali sono gli elementi che rendono questo complesso così particolare? Beh, per esempio la casa pendente, un edificio costruito su un masso inclinato, con l’evidente obiettivo non di ospitare persone, ma di stupirle, e devo dire che entrare al suo interno di certo ottiene questo risultato. Anche le creature mitologiche hanno il loro fascino, dal cerbero al pegaso, per arrivare poi alla tappa finale che è quella del tempio, circondato da un bellissimo bosco, che non è visitabile all’interno e che non faceva parte delle meraviglie del luogo, ma che è stato costruito venti anni dopo, in 2onore della seconda moglie dell’Orsini, una principessa Farnese. Pensate che Salvador Dalí ha parlato del Parco dei Mostri come di un’invenzione storica unica.

Ad affascinare sono anche alcune iscrizioni sui monumenti, che possono confondere il visitatore, ma di certo lo avvincono allo stesso tempo, come la frase che introduce la visita: “Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi” e altri motti in latino presenti per tutto il tragitto. Sicuramente il mio “mostro” preferito è stato l’Orco, che con la sua bocca spalancata intimorisce chi ha addirittura il coraggio di entrare tra le sue fauci. All’interno vi è un tavolo, come a figurare l’audacia del temerario che, impavido nel suo affrontare il pericolo, si siede e mangia, con tranquillità nel cuore. Questo è probabilmente collegato alla frase scolpita all’ingresso: “Ogni pensiero vola”.

Insomma, senz’altro un’esperienza da fare, perché davvero interessante. Inoltre, e questo è stato davvero bello, ho trovato il parco davvero ben tenuto e non come altre opere italiane, lasciate un po’ a se stesse e deturpate così del loro originario splendore. Se dovesse interessarvi, questo è il sito ufficiale, dove potrete cercare ulteriori informazioni e informarvi per orari e prezzi.

– Lidia Marino – 

 

 

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