Il Notturno in musica

Un notturno (dal francese nocturne), come potrete già immaginare, è una composizione musicale ispirata alla notte. Del resto, non so voi, ma le muse sussurrano parole più dolci con l’oscurità e la sola luce della luna e delle stelle e lo stesso deve aver fatto con gli autori di queste opere. L’appellativo “notturno” venne utilizzato per la prima volta nel XVIII secolo, e all’epoca indicava semplicemente una composizione scritta in forma libera (tipica dell’epoca romantica), con un tempo dolce e moderato. Nel Settecento il termine, infatti, non veniva necessariamente collegato alla notte, ma comunque risultava adeguato a quel periodo della giornata, similmente a una serenata. Nella sua forma più vicina all’idea che possiamo farcene oggi (unico movimento scritto per pianoforte solista), il notturno in musica divenne popolare soprattutto nel XIX secolo.

Nonostante spesso, leggendo questo titolo, la mente vada subito a collegarlo a Chopin, i Notturni furono diversi e il primo grande compositore di tale tipologia di musica fu John Field, irlandese, vissuto fra Settecento e Ottocento, nonché allievo di Clementi. Egli si può considerare, infatti, il padre dei Notturni: composizioni per pianoforte di carattere cantabile, con melodie ispirate al belcanto italiano e di andamento tranquillo. Comunque, certo, l’esponente più famoso di tale forma musicale rimarrà comunque Chopin, che di Notturni ne ha scritti ben 21, dove si alternano sentimenti dolci e sognanti a momenti tristi e di grande sconforto… come ogni buon artista che si rispetti, se posso permettermi! Il primo movimento della sonata “Chiaro di luna” di Beethoven è anche stato considerato un notturno, anche se Beethoven non lo definiva come tale.

La novità che questa musica portò nel panorama compositivo stava in questo intrecciarsi tra melodia e l’accompagnamento delle terzine, mentre per chi ascolta il fascino risiede proprio in quella capacità di rilassare, ma al tempo stesso far tendere i nervi; è come se trasportasse in note la metafora della notte: dolce, serena, ma piena di insidie e misteri. Il Notturno op.9 n° 2 in Mib maggiore è uno dei più noti ed apprezzati, molto amato dallo stesso Chopin, suo compositore: è diviso in quattro sezioni non contrastanti tra di loro e presenta un’esposizione iniziale del tema, una variazione dello stesso, seguito da una modulazione in Sib maggiore, una seconda variazione, una nuova modulazione ed infine una coda finale. Vi lascio il video, così che possiate goderne l’ascolto.

– Lidia Marino – 

 

2 pensieri su “Il Notturno in musica

  1. Un pezzo bellissimo su un argomento che mi ha sempre affascinato! Ottima anche la scelta della traccia, che mi ha tenuto compagnia durante la lettura! 😀
    E brava Lidia! 😀

Rispondi